Blizzard, i dati finanziari mostrano che il Blitzchung ha avuto molto meno impatto del previsto 61

Analizzando i dati finanziari di Blizzard possiamo notare come il Blitzchung abbia avuto un notevole impatto mediatico, ma uno scarso riscontro economico.

NOTIZIA di Luca Forte   —   20/02/2020

Analizzando i dati finanziari del Q4 del 2019 di Blizzard, possiamo notare come il Blitzchung abbia avuto un notevole impatto mediatico, ma non abbia colpito dove più fa male, ovvero nelle casse del colosso dell'intrattenimento.

Il Blitzchung, ovvero lo scandalo che ha scosso Activision Blizzard alla fine dello scorso anno, sembra aver lasciato meno strascichi del previsto. Nonostante tutta la comunità di giocatori si sia schierata al fianco del pro-player che era stato bannato per aver sostenuto le proteste di Hong Kong i risultati di tale rivolta popolare sono stati meno impattanti del previsto.

Più o meno quello che è successo col boicottaggio di Pokémon Spada e Pokémon Scudo.

Osservando i dati del Q4 di Activision Blizzard, infatti, è impossibile trovare una correlazione tra i numeri e la protesta dei videogiocatori. In questo quarto, infatti, sia Activision Blizzard (e King) sia la sola Blizzard hanno registrato un calo molto simile rispetto a quanto fatto nel 2018. Activision Blizzard è passata da 6,8 miliardi di dollari di ricavi a 5,9 miliardi, mentre Blizzard da 2,2 miliardi a 1,7 miliardi.

Scomponendo i dati del 2019, inoltre, si può osservare come i minori guadagni siano distribuiti abbastanza uniformemente tra i vari quarti. Nel primo quarto si è passati da 479 milioni a 339 milioni, nel secondo da 485 milioni a 381 milioni mentre nel terzo da 627 milioni a 392 milioni di dollari. Anzi nel quarto quarto la differenza di ricavi è persino meno marcata, dato che l'azienda è passata da 674 milioni a 562 milioni di dollari.

Quindi più che il Blitzchung e il "boicotta Blizzard" sembra che siano i mancati introiti di World of Warcraft Classic (uscito nel Q3) a pesare sulle casse di Blizzard. Chissà se sarà quindi la debacle di Warcraft III: Reforged a modificare i piani di uno studio che fino a pochi mesi fa era idolatrato da parte di tutta la community di videogiocatori.