La strategia attuata da alcuni utenti in questi giorni, ovverosia cancellare l'abbonamento a PlayStation Plus per spingere Sony a fare dietrofront in merito alla scelta di abbandonare i dischi dal 2028, potrebbe non bastare.
"Capisco i fan dei supporti fisici, ma Sony non farà marcia indietro su questa decisione", ha spiegato l'analista Serkan Toto. "Naturalmente sapevano quale sarebbe stata la reazione online e ora stanno semplicemente aspettando che questa tempesta passi."
"Sony conta oltre 120 milioni di utenti PlayStation attivi e circa 50 milioni di persone sono abbonate a PlayStation Plus. Come esperimento mentale, immaginiamo che 500.000 utenti annullino l'abbonamento per protesta: si tratterebbe appena dell'1% di quel business, una cifra ovviamente insufficiente per spingere l'azienda a riconsiderare la propria strategia."
"Il digitale è semplicemente troppo redditizio", ha aggiunto infine Toto, visto che rispetto al fisico vengono eliminati tantissimi costi produttivi e i margini degli intermediari: a fronte di un dato simile non c'è protesta che tenga, evidentemente.
Sony risponderà in qualche modo?
La petizione per "non uccidere i dischi" rivolta a Sony ha superato le 100.000 firme già nelle prime ore e adesso viaggia verso le trecentomila, ma si tratterebbe appunto di percentuali ancora molto basse per poter impensierire in qualche modo la casa giapponese.
"Credo che Sony reagirà in qualche modo, considerando le polemiche. E, a dire il vero, probabilmente non avrebbe dovuto annunciare questa decisione prima di essere pronta a spiegare come funzioneranno i dischi su PS6", ha scritto un altro noto analista, Daniel Ahmad.
"Tuttavia mi sorprenderebbe vedere un'inversione totale della decisione, a questo punto. Il loro margine di profitto è troppo debole ormai da anni, quindi ritengono di dover intervenire, e da un punto di vista economico le vendite digitali hanno semplicemente troppo senso, soprattutto per chi gestisce una piattaforma."