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La crisi delle memorie fa felice Samsung: utili ancora record grazie ai chip IA

Samsung verso utili record anche nel primo trimestre del 2026 grazie ai chip IA, ma le tensioni geopolitiche e costi crescenti alimentano incertezze in altri settori della compagnia.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   03/04/2026
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La crescita della domanda legata all'intelligenza artificiale sta ridefinendo gli equilibri nel mercato dei semiconduttori e, in questo scenario, Samsung Electronics è una delle aziende che sta ottenendo più vantaggi. La divisione della multinazionale coreane si prepara infatti a registrare risultati finanziari particolarmente solidi anche in questo primo trimestre del 2026.

Le stime indicano un incremento significativo degli utili operativi, sostenuto soprattutto dall'aumento dei prezzi delle memorie.

Le previsioni per il primo trimestre del 2026

Secondo le previsioni degli analisti, Samsung dovrebbe chiudere il periodo gennaio-marzo con un utile operativo di 40 mila miliardi di won, pari a quasi 25 miliardi di euro. Si tratta di un aumento di circa sei volte rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, un dato che rappresenterebbe un record trimestrale e si avvicinerebbe all'intero risultato annuale registrato nel 2025.

La crescita di Samsung Electronics potrebbe raggiungere i 40 mila miliardi di won solo nel primo trimestre 2026
La crescita di Samsung Electronics potrebbe raggiungere i 40 mila miliardi di won solo nel primo trimestre 2026

Il risultato è attribuito principalmente a quello che l'azienda definisce un superciclo senza precedenti nel segmento delle memorie. Come ormai abbiamo imparato bene, la forte domanda di soluzioni per l'IA ha generato una carenza di chip, spingendo verso l'alto i prezzi di DRAM e altri componenti essenziali per data center e infrastrutture cloud.

La domanda per i chip IA è alle stelle: TSMC in difficoltà, ad approfittarne è Samsung e il suo processo produttivo a 2nm La domanda per i chip IA è alle stelle: TSMC in difficoltà, ad approfittarne è Samsung e il suo processo produttivo a 2nm

Nonostante il quadro favorevole, emergono segnali di possibile rallentamento. Il conflitto in Medio Oriente ha contribuito ad aumentare i costi energetici e potrebbe compromettere la disponibilità di materiali chiave per la produzione. Questo scenario rischia di influenzare anche i piani di investimento delle grandi aziende tecnologiche nei data center dedicati all'IA.

Sul mercato si registrano inoltre primi segnali di raffreddamento dei prezzi spot delle memorie DRAM, in parte legati all'aumento dei prezzi finali di dispositivi come smartphone e computer, che ha inciso sulla domanda dei consumatori. A questo si aggiunge l'introduzione di nuove tecnologie di ottimizzazione della memoria, come TurboQuant di Google, che potrebbero ridurre il fabbisogno complessivo di chip.

Le tensioni hanno avuto riflessi anche sul titolo in borsa, che ha perso circa il 14% dall'inizio del conflitto, pur mantenendo un guadagno complessivo del 50% dall'inizio dell'anno. Il mercato resta quindi diviso tra aspettative di crescita e timori legati alla sostenibilità del ciclo attuale.

Guardando alle altre divisioni, il contributo principale continuerà a provenire dalle memorie, mentre altri segmenti mostrano segnali di debolezza. La produzione conto terzi di chip resta in perdita, nonostante nuovi accordi nel campo dei processori per IA. Anche smartphone e display dovrebbero registrare utili in calo, penalizzati dai costi più elevati e dalla concorrenza.

Infine, si aggiungono pressioni interne legate al costo del lavoro. I sindacati in Corea del Sud hanno avanzato richieste di revisione dei bonus e non escludono azioni di protesta nei prossimi mesi, elemento che potrebbe incidere ulteriormente sui margini.