Come era stato annunciato in precedenza, Electronic Arts è stata ufficialmente acquisita oggi dal Fondo d'Investimento Pubblico dell'Arabia Saudita, al termine dell'operazione da 55 miliardi di dollari che ha fatto tornare l'azienda privata, dopo 37 anni.
La data di chiusura dell'acquisizione era infatti prevista per oggi 4 agosto, dopo che l'operazione era stata approvata dai principali enti regolatori tra cui anche l'UE negli scorsi giorni: non trovando ulteriori ostacoli, il PIF dell'Arabia Saudita, insieme ad Affinità Partners e Silver Lake hanno finalizzato la maxi-acquisizione.
Le tre entità coinvolte nell'acquisizione sono il Fondo d'Investimento Pubblico arabo che è gestito direttamente dal principe Mohammed bin Salman, il gruppo Silver Lake con base a New York e in California e Affinity Partners, altro fondo d'investimento americano gestito da Jared Kushner, genero di Donald Trump.
Un'operazione controversa
L'operazione ha attirato diverse critiche soprattutto a causa delle controversie che circondano il regime arabo che gestisce direttamente il fondo d'investimento pubblico e che, di fatto, diverrà il principale proprietario di Electronic Arts dopo questa acquisizione.
Inoltre, l'operazione ha portato anche una certa ristrutturazione interna con numerosi licenziamenti, i quali peraltro non hanno comunque impedito al CEO Andrew Wilson e altri manager di ottenere dei grossi bonus per i risultati dell'azienda.
Nonostante il passaggio di mano, EA ha continuato a ribadire che manterrà il controllo creativo totale sulle proprie produzioni, sebbene ovviamente la questione sia da valutare più sul lungo periodo.
In questo senso, desta un po' di preoccupazione il probabile influsso che il PIF potrebbe aver avuto già su SNK, altro editore ora sotto il controllo del fondo d'investimento, che in alcune occasione sembra aver seguito alcuni possibili "influssi" da parte del nuovo proprietario.