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La guerra in Iran sta facendo aumentare il costo dei circuiti stampati presenti in smartphone e PC

Il conflitto in Medio Oriente sta colpendo anche le materie prime per PCB, con rincari fino al 40% e impatti previsti sui prezzi di tutta la filiera tech.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   27/04/2026
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La guerra in Iran sta producendo effetti anche sulla filiera globale dell'elettronica, colpendo componenti fondamentali per la produzione di dispositivi digitali. Tra i più esposti figurano ora i circuiti stampati, elementi essenziali presenti in smartphone, computer e server per l'IA.

In un momento in cui il settore è già alle prese con l'aumento dei costi dei chip di memoria e con una domanda in crescita, l'interruzione delle forniture di alcune materie prime strategiche rischia di aggravare ulteriormente la situazione.

Gli effetti dell'espansione del conflitto

Uno dei principali fattori di pressione arriva dallo stop alla produzione di resina PPE ad alta purezza, materiale utilizzato per i laminati dei PCB. L'impianto petrolchimico di Jubail, in Arabia Saudita, è stato colpito all'inizio di aprile, causando l'interruzione delle attività. La struttura è legata a SABIC, che copre circa il 70% della produzione globale di questa resina, rendendo difficile compensare rapidamente la carenza.

Un impianto SABIC
Un impianto SABIC

Parallelamente, il traffico marittimo nel Golfo ha subito rallentamenti significativi a causa del blocco dello stretto di Hormuz, complicando ulteriormente la logistica delle forniture. Il risultato è una disponibilità ridotta di materiali chiave a livello globale, con effetti immediati sui prezzi.

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Secondo diverse fonti del settore, il costo dei PCB è in crescita già dalla fine del 2025, spinto dalla domanda crescente di server dedicati all'intelligenza artificiale. A partire da marzo, le aziende hanno accelerato gli approvvigionamenti per evitare ulteriori rincari, contribuendo a una spirale di aumenti.

Ad aprile si è registrato un incremento fino al 40% rispetto al mese precedente. Anche i fornitori di servizi cloud sembrano disposti ad assorbire costi più elevati, prevedendo una domanda superiore all'offerta nei prossimi anni. Le stime indicano che il mercato globale dei PCB potrebbe raggiungere un valore di 95 miliardi e 800 milioni di dollari (circa 89 miliardi di euro) entro il 2026, con una crescita del 12,5%.

Le difficoltà non riguardano solo la resina PPE. Si segnalano carenze anche per fibra di vetro e fogli di rame, materiali indispensabili nella produzione. Il prezzo del rame è aumentato fino al 30% dall'inizio dell'anno, con un'accelerazione a marzo. Questo elemento rappresenta circa il 60% del costo totale delle materie prime per i PCB.

Le aziende del settore stanno già rivedendo le strategie. Produttori come Daeduck Electronics hanno avviato trattative con i clienti per adeguare i prezzi, mentre i tempi di consegna per materiali chimici come le resine epossidiche sono passati da tre a quindici settimane. Anche i costi finali risultano in aumento: un PCB multistrato può arrivare a circa 204 dollari al metro quadrato (circa 190 euro), mentre le versioni più avanzate per server IA raggiungono i 13.475 yuan, pari a circa 1.730 euro.