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I prezzi troppo alti dei tripla A ne stanno frenando le vendite, perché c'è molta più scelta di prima

Secondo Jason Schreier, attualmente dare a un videogioco un prezzo troppo alto non ha più senso, visto che gli utenti hanno più scelta che mai.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   14/02/2026
PEAK è un gioco che offre molto a un prezzo ragionevole

L'industria dei videogiochi sta attraversando una profonda crisi dovuta a una moltitudine di fattori differenti, che vanno dalla saturazione del mercato, al calo dell'interesse da parte dei fondi di venture capital, passando per l'esplosione dei costi di sviluppo e per l'incapacità endemica di attrarre nuove leve del mercato tradizionale. Secondo il giornalista Jason Schreier, e non solo, anche il prezzo dei giochi non aiuta. "I giochi di fascia alta sono diventati più costosi da acquistare, passando da 60 a 70 dollari, proprio mentre il costo della vita è aumentato sensibilmente per molti consumatori."

Prezzi pazzi

Fin qui niente di nuovo, verrebbe da dire, ma è interessante come, nell'analisi di Schreier, l'aumento dei prezzi vada a rappresentare un problema, soprattutto in un mercato profondamente diverso da quello del passato.

I videogiochi costano troppo?
I videogiochi costano troppo?

"Ma due cose sono cambiate in modo significativo." Ha scritto Schreier, per poi spiegare: "La prima è che la distribuzione è passata da prevalentemente fisica a quasi interamente digitale, riducendo i costi e aumentando i margini di profitto. Editori come Electronic Arts potrebbero guadagnare circa 35 dollari su un gioco fisico venduto a 70 dollari, ma la cifra sale a 49 dollari per una copia digitale, secondo l'analista Serkan Toto. Se avessero mantenuto il prezzo di 60 dollari, incasserebbero comunque 42 dollari per ogni copia digitale, guadagnando di più per singola unità."

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Inoltre: "L'altra grande differenza riguarda il numero di alternative disponibili. All'inizio degli anni 2000, perfino giochi su licenza di scarsa qualità potevano vendere a 60 dollari se erano posizionati correttamente sugli scaffali di Walmart, perché era tutto ciò che le persone riuscivano a trovare. Oggi esiste essenzialmente un numero infinito di nuovi giochi da provare, comprese esperienze gratuite create dagli utenti su piattaforme come Roblox. Non c'è motivo per cui giocatori con risorse limitate debbano spendere 70 dollari per un gioco che non li lasci davvero a bocca aperta."

Insomma, da una parte aumentare i prezzi in un mercato ormai quasi completamente digitale, che già offre margini più alti sulle singole unità vendute rispetto al passato, è segno di scarsa lungimiranza; inoltre, i giocatori hanno talmente tante alternative, che ci pensano bene prima di spendere 70 dollari / 80 euro su di un singolo gioco, se non sono pienamente convinti di quello che andranno ad acquistare.