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iPhone senza rivali negli Stati Uniti: persino Samsung perde quote rispetto ad Apple

Il mercato degli smartphone in USA cresce solo dell'1% nel Q4 2025, ma Apple rimane in vetta mentre la fascia sotto 300 dollari è in crisi.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   03/02/2026
iPhone 17

Le vendite di smartphone negli Stati Uniti hanno chiuso il quarto trimestre del 2025 con un incremento limitato, frenate dalla debolezza dei modelli più economici e da una domanda meno vivace per i dispositivi Android di fascia alta. I dati diffusi da Counterpoint mostrano una crescita complessiva dell'1% su base annua, nonostante le promozioni degli operatori e un tasso di aggiornamento più elevato rispetto al 2024.

In questo scenario disomogeneo spicca Apple, che ha registrato il miglior trimestre della propria storia sul mercato statunitense e ha raggiunto una quota del 69%, un livello mai toccato prima.

Le quote di mercato di Apple, Samsung e gli altri negli USA

A sostenere la performance di Apple sono state soprattutto le linee iPhone 16e e iPhone 17, protagoniste sia nel segmento medio sia in quello premium. Le offerte particolarmente aggressive degli operatori hanno avuto un ruolo centrale. AT&T ha toccato l'89% di vendite Apple sul totale dei propri smartphone, mentre T-Mobile e Verizon hanno segnato aumenti significativi rispetto all'anno precedente. L'iPhone 17 Pro Max è risultato il modello più venduto nei tre principali canali, contribuendo al rafforzamento della posizione di Apple a scapito di Samsung, calata dal 18% al 13% in un anno.

Il confronto anno su anno delle quote di mercato di Apple, Samsung e gli altri produttori di smartphone negli Stati Uniti d'America
Il confronto anno su anno delle quote di mercato di Apple, Samsung e gli altri produttori di smartphone negli Stati Uniti d'America

Il mercato statunitense mostra però dinamiche molto diverse tra le varie fasce di prezzo. Il segmento medio, compreso tra 300 e 600 dollari (circa 275-550 euro), ha registrato una crescita del 27% su base annua. Pur rappresentando una porzione limitata del totale, questa accelerazione indica una preferenza crescente per dispositivi più accessibili, probabilmente legata all'incertezza economica e a una maggiore attenzione al rapporto qualità prezzo. Apple e Google hanno beneficiato di questo spostamento grazie a iPhone 16e e Pixel 9a, mentre Samsung e Motorola hanno perso terreno per via della concorrenza più intensa.

La top 10 degli smartphone più venduti del 2025 è uno scontro a due La top 10 degli smartphone più venduti del 2025 è uno scontro a due

All'estremo opposto, la fascia sotto i 300 dollari (circa 275 euro) ha segnato un calo del 7%. Il segmento è influenzato da una domanda in contrazione e dalle difficoltà strutturali dei produttori che operano con margini già molto compressi. In mezzo a questo rallentamento emerge però Motorola, che nel trimestre ha superato Samsung diventando il principale produttore nella fascia economica. La spinta è arrivata dai nuovi Moto G Play 2026 e Moto G 5G 2026, introdotti in un periodo in cui solitamente i modelli prepaid non vengono rinnovati.

Un elemento critico per il 2026 riguarda l'aumento dei prezzi della memoria, che rischia di aggravare ulteriormente la situazione dei produttori impegnati nel segmento più economico. Il costo dei componenti potrebbe crescere di oltre il 15% nei prossimi trimestri, con un impatto significativo sul cosiddetto Bill of Materials dei modelli sotto i 300 dollari. Una pressione di questo tipo è destinata a tradursi in aumenti dei prezzi finali, spingendo una parte dell'utenza verso dispositivi più costosi o posticipando il cambio del proprio smartphone.

Sarà importante osservare se la crescita del segmento tra 300 e 600 dollari riuscirà a mantenersi stabile anche nei mesi non festivi. Un eventuale rallentamento della fascia premium, unito alla progressione del segmento medio, sarebbe un segnale ulteriore di un mercato orientato verso soluzioni più economiche in un contesto economico ancora instabile negli Stati Uniti. Le indicazioni raccolte nel quarto trimestre suggeriscono un pubblico sempre più attento alla spesa e disposto a rivedere le proprie scelte tradizionali, aprendo la strada a un 2026 caratterizzato da oscillazioni significative nei diversi livelli di prezzo.