Nintendo, quanto è stato antipatico far rimuovere il remake di Super Mario Bros. per C64? 51

Era davvero necessario per Nintendo scagliarsi contro il remake amatoriale di Super Mario Bros. realizzato per un computer degli anni 80?

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   24/04/2019

Senza troppe sorprese, Nintendo ha inviato un DMCA al sito che ospitava il file del remake di Super Mario Bros. per Commodore 64, intimandogli di rimuoverlo. Togliamoci di torno le frasi di rito:

Nintendo aveva tutto il diritto di farlo e su questo punto non c'è discussione. Il brand Super Mario è suo e può farne ciò che vuole.

Sviluppare un gioco che utilizzi una proprietà intellettuale di terzi è sempre rischioso, anche se si hanno le migliori intenzioni. Quindi, nel caso ne venga intimata la cancellazione, non ci si deve lamentare più di tanto.

Detto questo è davvero difficile comprendere quale danno economico potesse rappresentare per Nintendo l'esistenza di un remake amatoriale di Super Mario Bros. per Commodore 64, un computer ormai seguito da pochissimi appassionati, di cui il nuovo pubblico spesso non sa assolutamente nulla. C'è chi ha parlato della possibilità di giocarci tramite emulazione. Vero, ma è altrettanto vero che chi fosse interessato a emulare Super Mario Bros. impiegherebbe molto meno tempo a scaricare la rom per NES, reperibile con una facilità estrema ormai dalla fine degli anni novanta, e a configurare un qualsiasi emulatore dedicato. Del resto non serve essere degli esperti per sapere che emulare un computer è in linea di massima più complicato di emulare una console.

Chi parla poi del rischio per Nintendo di creare un precedente nel caso in cui non avesse agito, non sa evidentemente che cosa sta dicendo, altrimenti le numerose opere amatoriali riguardanti alcune delle proprietà intellettuali più famose del mondo dell'entertainment avrebbero da tempo ammazzato il diritto d'autore come lo conosciamo. Provate ad esempio ad andare su itch.io e cercate 'Star Wars' o 'Halo' o altri franchise noti: troverete decine tra fan game, tributi e quant'altro. Ne troverete molti anche cercando 'Super Mario' o 'Zelda', se è per questo. Insomma, l'esistenza di fan game gratuiti non rappresenta un rischio per il mantenimento del diritto d'autore, altrimenti tutte le grandi multinazionali del settore avrebbero da tempo dichiarato guerra alle loro comunità, che invece spesso supportano con convinzione perché sanno che osteggiare la passione dei fan sarebbe controproducente a livello comunicativo.

La verità è che chi continua a comprare Super Mario Bros. nel 2019 è un utente che lo fa a prescindere dall'esistenza di emulatori, fan game, remake e quant'altro. Lo fa per affetto, lo fa per nostalgia, lo fa per devozione, lo fa per mille motivi che non hanno niente a che vedere con la reperibilità del gioco sulla scena amatoriale o su quella pirata. Stiamo parlando di un tipo di utente che non si fa certo frenare dall'avere la sua copia originale del gioco dall'esistenza di un remake per Commodore 64. Insomma, per quanto sia eccellente, non è sicuramente il Super Mario Bros. originale.

Del resto anche la scena del Commodore 64 non aveva bisogno del remake per giocare al titolo di Nintendo. Stiamo parlando di persone adulte e abbastanza scafate con i computer, tanto da non avere difficoltà a configurare un emulatore. La verità è che Super Mario Bros. per Commodore 64 ha destato la curiosità e l'ammirazione generale più come conseguimento tecnico che come gioco in sé. Non per niente la pubblicazione ha scatenato dibattiti su come ZeroPaige abbia fatto a realizzare un port tanto fedele su di una macchina dalle caratteristiche tecniche obiettivamente inferiori, non certo sul gameplay in sé. Molti di quelli che lo hanno scaricato non volevano certo giocare a Super Mario Bros., ma solo ammirare quello che è a tutti gli effetti un capolavoro di programmazione.

Insomma, in questo caso non si poteva chiudere un occhio e dimostrare un po' di tolleranza? Ribadiamo: Nintendo aveva tutto il diritto di fare ciò che ha fatto, ma comportamenti del genere la rendono inutilmente antipatica a una comunità che la vorrebbe solo un minimo più partecipe e accondiscendente verso quelle che in fondo sono dimostrazioni di affetto e riconoscimenti della sua importanza nella storia dei videogiochi. È un po' come se dei bambini spedissero dei disegni di Topolino a una trasmissione di Disney, e il presentatore invece di fargli i complimenti e ringraziarli, strappasse il foglio in diretta denunciando la violazione del diritto d'autore. Ecco, avrebbe tutto il diritto di farlo, ma quanto risulterebbe detestabile?

#Parliamone

L'analisi della news del giorno