PlayStation Plus, disastro comunicativo da parte di Sony? O è l'utenza che si aspettava troppo?

Cerchiamo di capire come molte delle caratteristiche del nuovo abbonamento PlayStation Plus stiano diventando dei boomerang comunicativi alla prova su strada.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   25/05/2022
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Il nuovo PlayStation Plus è partito con il piede giusto in termini di comunicazione, per poi crollare davanti ad alcune informazioni che sono emerse solo al momento del lancio in Asia. Ci troviamo di fronte a un disastro comunicativo da parte di Sony? O sono gli utenti che si aspettavano troppo e che pretendono cose che non gli sono mai state promesse?

Il primo problema riguarda il miglioramento dei servizi cloud. Sicuramente c'è stato un potenziamento tecnologico rispetto a com'era PlayStatio Now, ma è mai possibile che non si sia trovato il modo di sistemare alcuni difetti storici del vecchio servizio, soprattutto in virtù dell'aumento di prezzo per accedere allo stesso catalogo di giochi? Per inciso: non poteva essere aggiunto il supporto ai DLC dei giochi PS3? Come si giustifica comunicativamente il fatto di dover dire: pagherete di più, ma avrete praticamente le stesse cose, problemi compresi?

Il fronte dei giochi classici è stato un altro boomerang comunicativo: presentati come la ciliegina sulla torta del servizio, tanto da averci portati a scrivere un articolo entusiasta sull'offerta (che rimane ottima in termini di qualità dei titoli), pare che in realtà siano meno del previsto e che la loro resa sia tutto tranne che ottimale. Il problema è duplice e riguarda il formato dei giochi e i confronti con il mondo dell'emulazione. Sony ha inserito le versioni PAL dei giochi PS1 e PS2, che danno dei grossi limiti in termini di prestazioni, quando avrebbe potuto optare per lasciare all'utente la selezione di quale versione lanciare (PAL o NTSC), soprattutto con i first party. Inoltre avrebbe potuto guardare a ciò che fanno ormai tutti gli emulatori più diffusi e adeguarsi di conseguenza. Invece gli utenti paganti si ritrovano a giocare peggio degli utenti emulanti (per l'ennesima volta, verrebbe da dire) su una console, PS5, che potrebbe permettersi ben altre prestazioni con dei titoli così vecchi. Se vogliamo c'è anche il confronto diretto con la concorrenza che indispettisce un po', visto che i giochi di Xbox e Xbox 360 fatti girare sulle Series risultano spesso migliorati graficamente. Non si poteva fare qualcosa di più, evitando magari di sbandierarli come il piatto forte del nuovo Plus se non erano ancora cotti a puntino? Se su un menù uno legge: "patate dorate in fragrante olio di campo dal colore del Sole accompagnate da salsa vegetale fresca realizzata con pomodori biologici" e poi si ritrova un piatto di Crik Crok con il ketchup del supermercato, è naturale che possa rimanerci male.

Il capolavoro finale, comunque, è la questione upgrade, che costa di più a chi ha comprato gli abbonamenti scontati e che deve coprire necessariamente tutti i mesi già sottoscritti delle fasce più basse dell'abbonamento, come confermato dalle FAQ ufficiali del servizio:

"Grazie per aver contattato l'assistenza PlayStation e aver controllato il prezzo del tuo abbonamento a PlayStation Plus."
"Dato che hai acquistato PlayStation Plus a un prezzo scontato al momento dell'abbonamento, ci sono due abbonamenti PlayStation Plus che non possono usufruire di altri sconti:
"1) Abbonamento PlayStation Plus acquistato con uno sconto.

"2) Abbonamento PlayStation Plus riscattato con codice di riscatto.

"Pertanto, se devi passare all'abbonamento Premium di livello 2 o 3, dovrai compensare la differenza tra il prezzo scontato precedente e il prezzo normale. Ad esempio, un abbonamento a PlayStation Plus costa HK $ 308 per un anno e il prezzo scontato è HK $ 187,6. La differenza è di $ 120,4, divisa per il numero di mesi rimanenti."
"Ti assicuriamo che il sistema calcolerà automaticamente la differenza che deve essere rimborsata se è necessario eseguire l'aggiornamento. Naturalmente, puoi anche aggiornare o declassare il tuo abbonamento in base alle tue preferenze."

Davvero, cosa si aspettava chi ha fatto una scelta simile? L'annuncio è avvenuto mesi prima del lancio dell'abbonamento, la gente ha sfruttato gli sconti ufficiali (è bene sottolinearlo) per risparmiare qualcosa in previsione della novità e si ritrova a dover pagare anche lo sconto. Non era prevedibile che ci sarebbe stato del malcontento? Non si potevano pensare delle soluzioni intermedie per non rimetterci, ma nemmeno per far sembrare il tutto una specie di trappola? Come al solito il problema è nella comunicazione: se Sony fosse stata chiara sin da subito su certi aspetti, magari pubblicando le FAQ complete al momento dell'annuncio e sottolineando i punti più controversi, invero specificati ma non proprio lapalissiani, certe polemiche si sarebbero evitate e magari per una volta si sarebbe potuto parlare solo dei giochi, invece che dei (dis)servizi annessi.

Parliamone è una rubrica d'opinione quotidiana che propone uno spunto di discussione attorno alla notizia del giorno, un piccolo editoriale scritto da un membro della redazione ma che non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.