PS Plus compie 10 anni, un capolavoro di marketing da parte di Sony 83

Parliamo un po' di PS Plus, che compie proprio oggi 10 anni di attività e ha rappresentato a tutti gli effetti una sorta di rivoluzione e una grande mossa promozionale da parte di Sony.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   29/06/2020

Forse non tutti sanno che PS Plus compie proprio oggi 10 anni, essendo stato introdotto per la prima volta il 29 giugno 2010, come ricorda Sony con un messaggio in cui ringrazia tutti gli utenti di aver sostenuto il programma in questo lungo periodo: "Ciao a tutti! Wow, sono passati 10 anni da quanto PlayStation Plus è stato introdotto per la prima volta nel mondo il 29 giugno 2010 e vogliamo veramente ringraziare tutti voi per il supporto a PS Plus nel corso della passata decade", ha scritto Nick Maguire, General Manager dei Global Stores Services di Sony sul PS Blog, "È stato un viaggio memorabile attraverso gli anni, avvicinando i giocatori e consentendo l'accesso a contenuti coinvolgenti e sconti esclusivi per i nostri membri. Non saremmo qui senza tutti voi, dunque come ringraziamento vogliamo rendere gli annunci dei giochi per i prossimi mesi ancora più speciali aggiungendo un gioco bonus alle nostre incredibili lineup". Questo infatti ha portato alla gradita aggiunta di un terzo titolo ai giochi gratis PS4 del mese di luglio 2020, che comprendono NBA 2K20, Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration ed Erica.

PS Plus è stata una vera e propria rivoluzione, la cui portata è emersa solo col tempo, dimostrando peraltro ancora una volta una grande capacità strategica dal punto di vista del marketing da parte di Sony, vera e propria macchina da guerra specialmente con l'avvento di PS4. Possiamo definirlo un capolavoro di marketing anche perché partiva da un presupposto estremamente difficile: come vendere al pubblico una funzionalità che fino a poco tempo prima era stata fornita gratuitamente, per di più dopo aver puntato proprio sulla gratuità come punto di forza rispetto alla concorrenza? All'epoca di PS3 abbiamo assistito al primo vero impegno nell'ambito dei servizi online da parte di Sony, la quale era partita già da sperimentazioni interessanti sulla console precedente ma si trovava in netto ritardo rispetto alla concorrenza. Il PSN dell'epoca PS3 era però ancora un enorme work in progress e i suoi problemi di affidabilità - compreso il famoso disastro degli account compromessi in massa dagli attacchi hacker nel 2011, che costrinse ad interrompere il servizio - venivano parzialmente perdonati dal fatto che si trattasse di una piattaforma gratuita, rispetto alla concorrenza di Xbox Live che offriva un servizio più avanzato, stabile e sicuro ma a pagamento.

Psplus Playstation Plus Logo Corretto


Era però un modello non funzionale e Sony doveva porre rimedio alla sua instabilità e scarsa sicurezza potenziando la struttura, ma per farlo si doveva anche far fronte a dei costi. Già dal 2010 era stato introdotto il PS Plus come aggiunta facoltativa che garantiva alcuni vantaggi come sconti, salvataggi in cloud e giochi gratuiti, cosa che poteva rappresentare la base fondamentale su cui costruire la nuova piattaforma online di PS4, le cui funzionalità e giochi avrebbero dovuto basarsi ancora di più sulla connettività. Con il passaggio alla nuova generazione la necessità di un supporto più stabile divenne impellente e per garantire un servizio a un livello superiore divenne chiara la necessità di espandere il modello su abbonamento, anche a causa dei costi sostenuti da una piattaforma del genere. La manovra non era semplice: si trattava di eliminare volontariamente quello che sembrava un vantaggio netto nei confronti della concorrenza e praticamente imporre un costo aggiuntivo agli utenti, visto che l'online sarebbe diventato parte integrante dell'esperienza videoludica comune nella generazione PS4. A dire il vero, il grande entusiasmo del pubblico nei confronti della nuova console Sony era tale da aver sostanzialmente fatto passare sotto silenzio l'obbligatorietà del PS Plus per il multiplayer online, ma il danno d'immagine provocato da una manovra così apparentemente anti-consumatore poteva essere notevole.

A questo si aggiungeva il fatto che la voce "servizi" stava assumendo sempre più importanza nei bilanci dell'industria videoludica, come dimostrato regolarmente da Xbox Live, che al di là delle alterne fortune del fronte hardware ha sempre dimostrato una notevole solidità per la divisione gaming di Microsoft. L'imposizione dell'obolo per l'accesso al multiplayer online doveva dunque essere compensata in qualche modo e da lì partì la rinnovata spinta sui giochi gratis, su cui Sony ha mantenuto una notevole attenzione nell'arco di questi dieci anni e che ha spinto anche Microsoft a rispondere con una soluzione analoga attraverso i Games with Gold (e addirittura Nintendo con i suoi titoli classici per gli abbonati a Switch Online). Si è trattato, in sostanza, della creazione di un nuovo standard, in grado di creare un vero valore aggiunto su quello che è un costo accessorio emerso a posteriori e non presente inizialmente (nonché completamente assente su piattaforma PC). I "giochi gratis per gli abbonati" hanno mascherato perfettamente questo passaggio sostanzialmente anti-consumatore, trasformandolo all'opposto in un vantaggio e un elemento su cui fondare anche la fidelizzazione dei clienti.

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In questo senso possiamo parlare di un vero capolavoro di marketing da parte di Sony, altro frutto di quello slancio estremamente aggressivo che ha caratterizzato la strategia della compagnia al lancio di PS4, che ha contribuito a sancire il successo della piattaforma sul mercato. È chiaro che il bilancio tra bonus offerti e costi dell'abbonamento sia a favore dei produttori e l'insistenza sui servizi da parte di tutti i principali attori dell'industria in questa generazione lo dimostra palesemente, perché questi sono introiti particolarmente solidi per le major, ma la percezione da parte degli utenti è comunque estremamente positiva e i numeri degli abbonati e soprattutto la costanza di questi dimostra come la strategia abbia funzionato perfettamente. C'è da dire che Sony è riuscita a mantenere mediamente un buon livello qualitativo per quanto riguarda i giochi offerti di mese in mese e su questo bisogna lodare la costanza della compagnia. A questo punto, con la nuova generazione all'orizzonte si sta definendo un nuovo cambio di paradigma, ovvero il passaggio agli abbonamenti che offrono l'accesso a cataloghi più ampi e sistematicamente aggiornati: parliamo ovviamente di Xbox Game Pass e dell'integrazione con il Live, a cui probabilmente PlayStation Plus e PlayStation Now dovranno rispondere in qualche modo, ma su questi aspetti bisogna dire che la guerra continua fra i concorrenti sta portando dei risultati apprezzabili ai consumatori.

PS Plus compie 10 anni, un capolavoro di marketing da parte di Sony