La crisi globale della memoria RAM potrebbe avere conseguenze devastanti nella seconda metà del 2026. A lanciare l'allarme è Pua Khein-Seng, CEO di Phison, uno dei principali produttori di controller per SSD e dispositivi flash. In un'intervista televisiva ha ammesso che, se le aziende non riusciranno a garantirsi forniture sufficienti di RAM, alcune potrebbero essere costrette a tagliare linee di prodotto o addirittura chiudere.
Il problema nasce dalla crescente domanda di memoria da parte dei data center dedicati all'intelligenza artificiale, che stanno assorbendo la maggior parte della produzione globale. Questo squilibrio tra domanda e offerta ha portato a un'impennata dei prezzi: in pochi mesi, il costo della RAM è triplicato, quadruplicato o addirittura sestuplicato.
Le conseguenze sul mercato dell'incremento dei costi delle RAM
Il mercato è estremamente concentrato: tre sole aziende controllano circa il 93% della produzione mondiale di DRAM. Sebbene stiano ampliando le proprie strutture produttive, hanno scelto di non accelerare eccessivamente gli investimenti per evitare il rischio di sovrapproduzione futura. Questa strategia orientata ai margini di profitto sta contribuendo a mantenere l'offerta limitata.
Le conseguenze sono tangibili. I prezzi delle GPU sono aumentati fino al 40%, mentre alcuni grandi produttori potrebbero avere difficoltà a garantire disponibilità costante di nuovi dispositivi. Anche il mercato dei processori sta vivendo dinamiche inattese: poiché la DDR4 ha subito rincari più contenuti rispetto alla DDR5, CPU compatibili con lo standard precedente, come Ryzen 7 5800X e Ryzen 5 3600 di AMD, stanno tornando popolari.
La crisi delle RAM fa crescere il mercato dei ricondizionati
Nel frattempo, in Europa si registra un forte aumento delle vendite di dispositivi ricondizionati. Secondo i dati della società di analisi Context, nel quarto trimestre 2025 le vendite di PC ricondizionati nel Regno Unito sono raddoppiate su base annua. Anche in Germania, Italia, Spagna e Francia il mercato dell'usato è cresciuto del 7% rispetto all'anno precedente. I notebook tra i 200 e i 300€ rappresentano la fascia più venduta, segno che i consumatori cercano soluzioni economiche per aggirare l'aumento dei prezzi.
La tendenza potrebbe rafforzarsi ulteriormente con l'entrata in vigore, a luglio, della normativa europea sul diritto alla riparazione, che favorirà la disponibilità di componenti di ricambio e dispositivi di seconda mano. Secondo il CEO di Phison, nei prossimi anni le persone potrebbero essere spinte a riparare più spesso i propri dispositivi invece di sostituirli.