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Steam, Valve condannata in Francia per aver impedito la vendita di giochi digitali usati

Valve è stata condannata dai tribunali francesi per aver impedito la rivendita dei giochi digitali usati su Steam, precedente dalla conseguenze imprevedibili.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   19/09/2019

Valve è stata condannata dal tribunale francese per aver impedito la vendita dei giochi usati su Steam.

L'UFC-Que Choisir, associazione dei consumatori francesi, ha vinto la causa intentata a Valve per l'impossibilità di rivendere i giochi usati su Steam.

Il 17 settembre 2019 la Corte Regionale di Parigi ha stabilito che Valve dovrà cancellare alcune delle clausole imposte dall'accordo di licenza di Steam, la più significativa delle quali proibisce la rivendita dei videogiochi acquistati nel negozio in formato digitale.

Il problema rilevato dalla corte sarebbe che sostanzialmente la licenza di Steam non prevede alcuna forma di rivendita dei giochi dematerializzati (non legati ad alcun supporto fisico), il che sarebbe una violazione dei diritti dei consumatori, i quali possono invece rivendere i giochi usati in formato fisico. Insomma, la tesi della difesa incentrata sul fatto che su Steam in realtà non si acquista il gioco, ma la licenza di utilizzo dello stesso a tempo indeterminato, non è bastata alla corte, che richiamandosi ad alcune direttive dell'Unione Europea, la 2001/29/EC e la 2009/24/EC, ha infine condannato Valve.

I possibili effetti della sentenza in tutta Europa, elencati su Reddit dall'utente BetaKeyTakeaway, potrebbero essere davvero nefasti e rischiano di obbligare Valve, e a cascata la maggior parte dei negozi digitali, a modificare profondamente gli accordi di licenza per l'Europa. Ad esempio Steam potrebbe iniziare a vendere i giochi solo in abbonamento, con la cifra pagata che darebbe accesso al gioco soltanto per un certo periodo di tempo; i giochi in Accesso Anticipato sparirebbero, perché Steam è stata ritenuta dai giudici responsabile delle versioni beta; potrebbero non esserci più aggiornamenti gratuiti, visto che il poter rivendere i giochi influirebbe in maniera fortemente negativa sulle entrate degli sviluppatori; i server dei giochi rivendibili potrebbero essere chiusi prima; niente più sconti ma solo riduzione dei prezzi dei giochi; molti meno giochi offline e giochi più lunghi e pieni di grind; L'Unione Europea potrebbe diventare un mercato separato come quello cinese e molti giochi potrebbero non arrivare più dalle nostre parti.

Lo scenario prospettato ci sembra un po' troppo apocalittico, ma è indubbio che i rischi siano altissimi e che questa storia rischia di avere profonde conseguenze per tutti i giocatori PC e non.