126

Videogiochi: le ultime ricerche confermano la crisi profonda di questo settore

Si gioca meno e sempre con gli stessi titoli, c'è una contrazione dei consumi, licenziamenti a cannone e costi insostenibili: la crisi dei videogiochi è profonda.

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   03/04/2024
Videogiochi: le ultime ricerche confermano la crisi profonda di questo settore

Il settore dei videogiochi sta vivendo una crisi profonda, e se è vero che una crisi c'è sempre ogni volta che qualcosa non va, di cose che non vanno questo mercato oggi come oggi sembra esserne davvero pieno: lo confermano le ultime ricerche.

La prima cattiva notizia è che il mercato dei videogiochi è stagnante, la crescita prevista è al di sotto dei livelli pre-pandemia e si è verificato un calo complessivo del tempo che gli utenti dedicano a questa forma di intrattenimento, ormai da anni insidiata da social e streaming.

La seconda cattiva notizia è che questo tempo inferiore viene investito sempre sugli stessi giochi, con poche eccezioni: nel corso dello scorso anno Fortnite, Roblox, League of Legends, Minecraft e GTA V hanno coperto da soli il 27% di tutto il minutaggio annuale medio dedicato ai videogame.

Non è certamente un caso che molti di questi titoli siano free-to-play, c'è un problema enorme legato alla fruizione gratuita dei contenuti e purtroppo determinate politiche (Game Pass?) seguono per molti versi quel tipo di tendenza, andando a delegittimare i modelli di vendita tradizionali con tutto ciò che ne consegue.

La conseguenza, appunto, è una contrazione dei consumi legata anche all'aumento dei prezzi, che si riflette da un lato sulla sostenibilità di questo business, andando a erodere i margini di guadagno persino delle produzioni più importanti, che finiscono per vendere una quantità sostanzialmente inferiore di copie rispetto al passato.

Dall'altro si riflette sugli aspetti occupazionali dell'industria videoludica, spingendo le aziende a effettuare i tantissimi licenziamenti a cui abbiamo assistito in questi mesi, e che non sembrano ancora trovare un punto di assestamento rispetto alle tante assunzioni del periodo pandemico.

Come ne usciamo?

Phil Spencer
Phil Spencer

Eh, ottima domanda. Voi avete una risposta? Parliamone.

Questo è un editoriale scritto da un membro della redazione e non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.