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Xbox Game Pass: i conti segreti svelano qualcosa su sostenibilità e tendenze del servizio

Cosa possiamo dedurre dalla cifra pagata da Microsoft per ottenere Cooking Simulator all'interno del catalogo di Xbox Game Pass?

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   17/08/2022

Tra le notizie più interessanti di oggi ce n'è una all'apparenza piuttosto noiosa, che tuttavia cela una serie di risvolti da non sottovalutare per quanto riguarda le informazioni che possono essere tratte come conseguenza su sostenibilità e tendenze di Xbox Game Pass. Parliamo di quanto ha pagato Microsoft per avere Cooking Simulator nel catalogo, ovvero circa 600.000 dollari stando ai resoconti finanziari del team Big Cheese Studio, quota che di per sé può voler dire poco ma che può aiutarci a capire alcune tendenze del servizio e anche parlare dell'eventuale sostenibilità di questo, argomento di discussione praticamente perenne da quando è stato lanciato a questa parte, nonostante Phil Spencer e compagni abbiano già riferito a più riprese come non ci sia proprio da preoccuparsi sotto questo aspetto. Per il team in questione si è trattato di un affare notevole, considerando che la cifra corrisponde al 22% dei ricavi registrati nel precedente anno fiscale, cosa che può spiegare come mai gli sviluppatori vedano tanto di buon grado l'iniziativa Microsoft.

Di fatto, il timore per le possibili vendite mancanti derivate dalla presenza del gioco su un servizio su abbonamento che, di fatto, consente l'accesso a questo "gratuitamente" sembra sia ampiamente compensato dai guadagni che gli sviluppatori ottengono semplicemente dall'introduzione del titolo nel catalogo. Bisogna poi considerare gli eventuali accordi differenti che Microsoft prende con i vari team, visto che sembra che questi varino da caso a caso e possano coinvolgere anche parametri variabili come la quantità di download, le ore di utilizzo dei giochi e quant'altro. In ogni caso, per i team indie sembra proprio che l'accesso su Xbox Game Pass sia una sorta di manna, cosa che spiega come mai praticamente tutti gli sviluppatori di dimensioni medie o piccole intervistati sull'argomento si dicano entusiasti del servizio su abbonamento di Microsoft.

Xbox Game Pass è sempre al centro di discussioni
Xbox Game Pass è sempre al centro di discussioni

È probabile che gli accordi siano anche più vantaggiosi per gli sviluppatori nel caso di giochi lanciati al day one nel servizio, ma viste le cifre emerse si capisce anche come possano rappresentare delle ottime proposte per entrambi gli elementi in accordo, rappresentando anche dei prodotti freschi e allettanti per rinvigorire il servizio stesso a costo sicuramente sostenibile per un colosso come Microsoft e anche considerando la "massa critica" facilmente raggiungibile in termini di quantità di abbonati.

D'altra parte, le cifre emerse spiegano anche come mai i giochi third party di grosso calibro siano piuttosto rari all'interno del servizio, perché probabilmente richiedono esborsi enormi e non possono contare nemmeno sulla presenza già pronta di DLC ed espansioni a pagamento su cui puntare per dei guadagni aggiuntivi da parte della piattaforma Microsoft. Per questo motivo la notizia sull'assenza di ulteriori giochi tripla A third party disponibili al lancio su Xbox Game Pass da qui a fine 2022 (oltre a quelli già annunciati) non risulta proprio sorprendente, perché di fatto il servizio non conta molto su questo tipo di proposta. È molto probabile, dunque, che andando avanti la tendenza si confermi quella che stiamo vedendo attualmente, ovvero una grande quantità di indie e produzioni medie in catalogo, alcune delle quali lanciate anche al day one, e una quantità minore di giochi third party tripla A aggiunti però in un momento in cui questi hanno probabilmente già attraversato la fase di maggiore attività sul mercato, dunque probabilmente dopo almeno 3-6 mesi dal lancio. Anche in questo caso, gli accordi possono essere molto onerosi per Microsoft, se si pensa che analisti stimavano in circa 5-10 milioni di dollari l'accordo per avere Guardians of the Galaxy in catalogo (cifra comunque mai confermata), tuttavia può essere l'unico modo per ottenere giochi di grosso calibro nel servizio.

In ogni caso, considerando la quantità di abbonati riferita tempo fa da Microsoft, ovvero circa 25 milioni con dati aggiornati a gennaio 2022, sembra trattarsi di cifre che rientrano in una sostenibilità generale del servizio, anche contando l'introduzione media di circa 20 giochi ogni mese all'interno del catalogo. Un ruolo fondamentale, in tutto questo, è riservato ovviamente alle produzioni interne dei team first party: questi sono quelli che rientrano probabilmente in maniera più importante nell'economia del servizio e che possono coprire gli spazi lasciati da un'eventuale riduzione di giochi third party tripla A all'interno del catalogo. Ci vorrà ancora un po' di tempo prima di vedere una maggiore regolarità nelle uscite di giochi first party da parte di Xbox Game Studios, considerando anche che l'espansione di questi non si è ancora assestata e potrebbe ricevere un'ulteriore ed enorme spinta dalla finalizzazione dell'acquisto di Activision Blizzard, ma è abbastanza logico pensare che, una volta che tutti i team saranno a pieno regime, le uscite di questi potranno probabilmente rimpiazzare buona parte dei giochi third party che probabilmente continueranno ad arrivare ma a ritmo minore o con maggiore distanza dai rispettivi periodi di lancio, alternandosi all'introduzione costante di nuovi giochi indie.

Parliamone è una rubrica d'opinione quotidiana che propone uno spunto di discussione attorno alla notizia del giorno, un piccolo editoriale scritto da un membro della redazione ma che non è necessariamente rappresentativo della linea editoriale di Multiplayer.it.