Xbox Game Pass: Phil Spencer vorrebbe portarlo davvero su PlayStation e Nintendo Switch, altro che console war

Emersa la prova definitiva che per Microsoft non sarebbe un tabù portare il suo servizio sulle console della concorrenza, tramite xCloud.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   05/05/2021
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Che Microsoft sia interessata a portare Xbox Game Pass, tramite xCloud, su più sistemi possibili non è mai stato un mistero per nessuno, almeno da quando Phil Spencer ha allargato il business di Xbox dall'hardware ai servizi. Che tra questi sistemi ci siano anche le console della concorrenza, quindi Nintendo Switch e PS4/PS5 non era un mistero per chiunque sappia leggere tra le righe di certe dichiarazioni, che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni. Molti però si sono affannati a negare, negare, negare come se solo la possibilità del servizio di Xbox su di un hardware da gioco di un diverso produttore fosse una bestemmia.

Senza rivangare tutte le affermazioni dei negazionisti, evidentemente azionisti di Sony o Nintendo, finalmente abbiamo la prova definitiva degli sforzi fatti da Spencer per arrivare dalla concorrenza diretta. Lo ha detto egli stesso in una email inviata a Tim Sweeney di Epic Games, in cui ha parlato apertamente di grossi sforzi per "portare xCloud su altre console".

Halo Infinite: non sarebbe bello giocarci dove vi pare?
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La frase è tutt'altro che sibillina (a meno che qualcuno non abbia un'interpretazione fantasiosa per la parola console) e, come già sottolineato, per niente incredibile se si è seguita e analizzata la faccenda senza abbandonarsi ai cori da stadio. Xbox Game Pass ha come modello Netflix, ossia vuole stare su più piattaforme possibili, in modo da poter raggiungere la gran parte del suo pubblico potenziale. In fondo è un servizio, è normale che sia così: alla lunga i servizi digitali per crescere non possono che tradire l'hardware (o ignorarlo completamente), perché hanno bisogno di una diffusione che un'ecosistema chiuso non può garantirgli. Inoltre i soldi di coloro che giocano con altre piattaforme hanno lo stesso valore di quelli di coloro che giocano con la tua, quindi ha senso provare a lusingarli, quando possibile. In fondo, console war da siti e social media a parte, chissà quanti giocatori PlayStation e Nintendo apprezzerebbero di poter giocare a titoli quali Forza Horizon 4, Halo Infinite o Gears 5, tanto per citarne alcuni (come, immaginiamo, molti giocatori Xbox amerebbero giocare ad alcune esclusive PlayStation o Nintendo... perché no), quindi perché non darglieli senza costringerli a passare dall'acquisto di altro hardware?

Tutto ha terribilmente senso. Lo ha al punto che stupisce l'incredulità. Certo, se si continua a guardare all'industria dei videogiochi come a un mondo a parte in cui non si seguono logiche economiche, ma solo di fazione, allora è chiaro che negare la realtà diventa non solo possibile, ma anche molto facile. Il problema è quando il ruolo del fanboy lo interpreta gente della stampa, che si fa portavoce proprio di quelli che non vogliono guardare in faccia ai cambiamenti in corso nel settore... ma questa, come si suol dire, è un'altra storia.