Tesori nascosti 13

La controversa serie action RPG targata Gameloft giunge al quinto episodio. Ha imparato dai propri errori?

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   18/03/2015

Non c'è dubbio che il franchise di Dungeon Hunter si ponga come un punto di riferimento in ambito mobile per il genere degli action RPG, anche se il quarto episodio aveva destato più di una perplessità. È infatti delicato l'equilibrio fra un prodotto freemium "onesto" e uno che non lo è, e nel caso di Dungeon Hunter 4 il problema risiedeva in un bilanciamento della difficoltà che adattava la forza dei nemici al progresso del personaggio, rendendo quasi del tutto inutile l'enorme lavoro di potenziamento svolto fra armi e oggetti raccolti nei dungeon. Ci si trovava dunque ad affrontare missioni caratterizzate da una difficoltà artificiosa, il tutto al fine di monetizzare il più possibile attraverso gli immancabili in-app purchase. Per il quinto capitolo Gameloft ha imparato dai propri errori? Dopo aver giocato quasi metà della ricca campagna di Dungeon Hunter 5, completando più volte vari livelli a favore di grinding, possiamo dire che la situazione è sostanzialmente migliorata e che stavolta risulta possibile portare a termine l'avventura senza dover per forza mettere mano al portafogli. Certo, per riuscirci è inevitabile ripetere alcune fasi e, soprattutto, approfittare di una delle novità introdotte con questo episodio, vale a dire la possibilità di invadere il dungeon di altri giocatori per rubare oro dai loro forzieri; organizzando al contempo il nostro sotterraneo perché possa resistere a sua volta agli assalti di qualche malintenzionato. Varie sfaccettature di un'esperienza in cui bisogna districarsi fra molteplici barre dell'energia e valute differenti, puntando sul passaggio da un livello di esperienza all'altro perché tutti i contatori si resettino, regalandoci minuti extra d'azione. Magari siamo stati fortunati, magari la scelta del guerriero e di un'arma come l'Asta dell'Anima di Pietra (efficace sia dalla breve che dalla lunga distanza) hanno contribuito ad avvantaggiarci, fatto sta che le ore trascorse con Dungeon Hunter 5 ci hanno regalato sensazioni ben diverse rispetto a quelle, spesso di frustrazione e impotenza, che abbiamo provato esattamente un anno fa.

Dungeon Hunter 5 rappresenta un interessante rimaneggiamento dell'esperienza action RPG targata Gameloft

Button mashing

Il sistema delle classi è stato semplificato, consentendoci di scegliere un personaggio fra tre categorie ma di equipaggiarlo con le armi che preferiamo, utilizzando due differenti slot per alternare altrettanti strumenti. Nel nostro caso eravamo appunto partiti con un guerriero armato di una doppia spada avvelenata, rapida ed efficace nei corpo a corpo, e di un bastone magico come riserva.

Man mano che procedevamo nelle missioni, ci siamo però resi conto che l'approccio dalla distanza funzionava decisamente meglio e ci esponeva a minori rischi, dunque abbiamo convenientemente "fuso" le spade per potenziare l'asta, lasciandola come unica arma del personaggio e concentrandoci sul suo potenziamento. Anche il sistema di upgrade e crafting è cambiato, adottando le ormai tradizionali meccaniche di fusione fra oggetti differenti e di evoluzione laddove si raggiunga un certo grado di efficacia. Questo tipo di operazioni richiede monete d'oro, ma come già detto c'è sempre un modo per raggranellarne un po' senza dover necessariamente ripetere missioni su missioni. A proposito di grinding, tale aspetto dell'esperienza è rimasto intatto, ma anche qui è stata inserita un'interessante variazione, vale a dire l'aumento della difficoltà per gli stage già completati, che porta con sé non solo avversari più forti e numerosi, ma anche e soprattutto premi più ricchi, in particolare le preziose pozioni per il ripristino della salute. C'è poi il sistema delle amicizie, inquadrato nell'ottica di una co-op asincrona in cui, fondamentalmente, scegliamo il personaggio di un altro utente perché ci assista in battaglia, utilizzando le sue abilità ma sotto il controllo dell'intelligenza artificiale. Non c'è dunque un vero e proprio multiplayer, ma occhio a non rifiutare a priori questi risvolti, perché portano con sé ulteriori vantaggi in ambito freemium, regalandoci "biglietti" con cui riscattare forzieri pieni di nuovi oggetti, da equipaggiare o da fondere. Se vogliamo, il grande problema di Dungeon Hunter rimane la mancanza di un sistema di combattimento complesso, in particolare a causa della mancanza della parata, il che rende il gameplay una questione di pura forza laddove invece sarebbe stato il caso di premiare maggiormente l'abilità. È possibile effettuare delle capriole per evitare i pericoli e aumentare la distanza fra noi e un boss, ma in alcuni casi la quantità di nemici è tale da costringerci al button mashing (sempre che si possa chiamarlo così, considerando che gli attacchi funzionano anche solo tenendo premuto il pulsante), dando vita a battaglie tanto spettacolari quanto semplicistiche, il cui esito è determinato unicamente dalla differenza di livello. Sul fronte tecnico, i risultati ottenuti da Gameloft sono del tutto simili a quelli apprezzati in Dungeon Hunter 4, seppure alcune scelte di design lascino un po' interdetti. Diciamo che artisticamente il quarto capitolo ci aveva fatto un'impressione migliore, mentre in termini di resa e prestazioni la situazione appare invariata e anche qui si registra ogni tanto qualche incertezza che porta il frame rate ben al di sotto della soglia dei 30 frame al secondo, quantomeno su iPhone 5s. Bene il sonoro, fra effetti convincenti e dialoghi ben recitati in inglese, mentre sul fronte dei controlli avremmo preferito che lo stick virtuale si riposizionasse al contatto anziché rimanere fisso sullo schermo, ma anche così l'interfaccia appare precisa e reattiva.

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Multiplayer.it

7.8

Lettori (1)

8.0

Il tuo voto

Dungeon Hunter 5 rappresenta un interessante rimaneggiamento dell'esperienza action RPG targata Gameloft, sostanzialmente migliorata rispetto al quarto capitolo in termini di bilanciamento e incidenza degli aspetti freemium, ma allo stesso tempo più sfaccettata per quanto riguarda la natura di tali elementi, che in determinati frangenti possono rappresentare ancora un ostacolo alla fruibilità. È stato fatto un lavoro di semplificazione sulle classi, ma al contempo il crafting relativo ad armi e oggetti ha fatto grossi passi in avanti ed è stata inserita tutta la parte sulla gestione e l'invasione dei dungeon, non brillante di per sé ma quantomeno utile nell'ottica della progressione. Peccato per l'approccio ai combattimenti, che rimane orientato verso un'utenza casual, preferibilmente con qualche soldo da spendere.

PRO

  • Ottimo sistema di potenziamento
  • Tante missioni, grinding presente ma più "vario"
  • Visivamente spettacolare...

CONTRO

  • ...ma non ispiratissimo dal punto di vista artistico
  • Approccio casual ai combattimenti
  • Fase gestionale poco riuscita, utile solo per fare cassa