Vermi a pezzi  17

La serie di Team 17 torna agli antichi fasti con uno dei suoi migliori esponenti

RECENSIONE di Christian Colli   —   29/08/2016

Nonostante esista da ben ventidue anni e abbia all'attivo più di venti titoli, la serie Worms oggi conta molti meno fan che in passato: online si trovano sempre meno giocatori, ma non è un grosso problema se si ha qualche amico con cui dividere il divano, dato che in fondo Worms è uno dei migliori party game a prova di gomitate mai realizzati. Gli appassionati che sono rimasti fedeli al franchise dovuto fare i conti con le innovazioni che i ragazzi britannici di Team 17 hanno cercato disperatamente di implementare nel tentativo di rigenerare una formula adorata, certo, ma un po' stantia. Dopo aver tentato la strada del 3D, dei clan e delle classi specializzate e dopo aver giocherellato con la fisica nelle console next-gen, Team 17 ha deciso di tornare alle origini, spogliando Worms di tutti gli orpelli più complicati e incentrando il gameplay di W.M.D. sui gadget, sulle armi e sulla personalizzazione sfrenata.

Worms W.M.D. torna alle radici della serie, ed è un passo indietro assolutamente per il meglio

L.O.L.

Nei circa trenta stage che compongono la campagna single player, ai quali si aggiungono una decina di sfide tematiche, Worms W.M.D. fatica a spiegare per bene le funzioni e gli scopi di tutti i gadget a disposizione dei nostri guerriglieri invertebrati. Forse perché sono più di settanta e compongono l'arsenale più ampio di tutta la serie.

Immancabili le pecore esplosive, la bandana che trasforma i vermi in Ryu, le banane, gli asini kamikaze; ai gadget e agli ordigni storici si aggiungono stramberie come la vecchietta flatulenta (sic!) e la batteria da telefono cellulare che esplode all'impatto. Le armi sono veramente troppe per elencarle tutte, e forse questo rappresenta un problemino in termini di gameplay, poiché a volte ci si ritrova a sperimentare con ordigni potenzialmente autodistruttivi, rischiando di perdere una battaglia solo perché non sappiamo che cosa stiamo facendo con un nuovo, scintillante giocattolo di morte. Worms W.M.D. in fondo si gioca come qualunque altro Worms uscito dal 1995 a oggi: durante il turno del nostro verme possiamo controllarne direttamente i movimenti, prendere la mira e utilizzare armi e gadget per colpire i bersagli nemici, riposizionarci o, ancora meglio, distruggere lo scenario nel tentativo di provocare qualche devastante reazione a catena che infligga danni ambientali irreparabili. Il level design ovviamente è allo stato dell'arte, anche se l'imprevedibilità dei giocatori rischia sempre di arenare uno stage dopo averlo ridotto a una fetta di groviera. È interessante notare che in Worms W.M.D. praticamente ogni azione accumula punti esperienza, e ogni level up sblocca nuovi gadget, voci o costumi con cui personalizzare i nostri vermi, che ovviamente possiamo rinominare a piacimento. Il gioco consente parecchie possibilità - per dire, è possibile scegliere anche le lapidi che i nostri vermi si lasceranno alle spalle dopo una dipartita - e Team 17 si è davvero sbizzarrito, appoggiandosi a una splendida realizzazione in 2D che ricorda un cartoon della domenica mattina. Nonostante si combatta per la vita, gli stage sono sempre coloratissimi, le animazioni eccessive, le esplosioni folgoranti: se la guerra fosse uno spasso, Worms W.M.D. riuscirebbe a catturarne l'essenza meglio di qualunque altro strategico sul mercato.

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Trofei PlayStation 4

I 30 trofei di Worms W.M.D. si dividono in 17 premi di bronzo, 5 d'argento e 7 dorati ai quali aggiungere l'ambito trofeo di platino. Sbloccarli non sarà una passeggiata: bisognerà completare ogni missione con la valutazione migliore ma anche tutti gli obiettivi secondari, sconfiggendo i vermi nemici in modi particolari per dimostrare di essere dei veri vermi.

O.M.G.

Sul fronte delle novità, Team 17 ha trovato l'ideale punto di equilibrio tra tradizione e innovazione senza sbilanciare l'appeal classico della serie. Accantonate le classi in cui si dividevano i vermi negli ultimi episodi, lo sviluppatore anglosassone ha preferito concentrarsi prima di tutto sull'interazione con l'ambiente e poi sulle possibilità di combattimento vero e proprio. Le mappe sfoggiano ora degli edifici in cui è possibile nascondersi per ripararsi dai colpi dei vermi avversari.

Si tratta comunque di una scelta rischiosa, perché dentro un locale potremmo trovare una nuova arma o magari una bella mina pronta a mandarci all'altro mondo. Inoltre, esistono armi in grado di penetrare negli edifici o raderli al suolo, perciò stiamo parlando di ripari occasionali e temporanei che servono più che altro ad avere un attimo di pace mentre si sta pianificando una nuova mossa ai danni dell'avversario. Se l'introduzione degli edifici ci ha convinti soltanto in parte - anche perché spesso è difficile distinguerli dal background, col rischio di non riuscire a trovare l'ingresso in tempo e restare alla mercé del nemico - siamo molto più positivi nei confronti delle nuovissime postazioni di artiglieria e, soprattutto, dei veicoli. Sulle prime c'è poco da dire: offrono un vantaggio eccezionale, purché si sappiano sfruttare al momento giusto. E ovviamente esplodono anche loro, infliggendo danni ad area. I veicoli, invece, sono una feature che vogliamo assolutamente rivedere in futuro, magari ampliata e bilanciata un po' meglio. Gli elicotteri garantiscono una libertà di movimento sensazionale, purché ci si ricordi di farli atterrare tra un turno e l'altro, pena lo schianto. Inoltre, consentono di tempestare di raffiche i nemici, e tanti saluti. Ancora più devastanti i carri armati, in grado di muoversi su ogni tipo di terreno e di sparare delle bordate micidiali: hanno poche munizioni e sono particolarmente facili da centrare per via delle loro dimensioni, ma la loro potenza distruttiva è sopra le righe. I mech sono i veicoli che hanno estratto la pagliuzza corta, dato che i loro attacchi in mischia sono i più difficili da portare se un bersaglio astuto è in grado di difendersi usando i gadget giusti. A tal proposito, la feature più innovativa di Worms W.M.D. è il crafting: possiamo consumare i materiali raccolti nelle mappe o ottenuti smontando i gadget per costruire altre armi e ordigni. Benché il crafting sia ormai un elemento onnipresente nei videogiochi del 2016, in Worms W.M.D. assume un sottostrato strategico interessantissimo. Al di là dell'interfaccia un po' scomoda, permette di tenere sulle spine l'avversario che saprà che stiamo saltando il turno per fabbricare qualcosa, ma non di che cosa si tratta. Grazie all'ottimo editor delle mappe e alla possibilità di impostarne i parametri a nostro piacimento, le partite multigiocatore di Worms W.M.D. ci sono apparse effettivamente tra le più strategiche e appaganti della serie.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

8.1

Lettori (3)

8.7

Il tuo voto

Worms W.M.D. è una gradita sorpresa. Il franchise di Team 17 è sempre divertentissimo e ricco di complessità, ma lo sviluppatore inglese faticava a trovare nuovi spunti da qualche tempo. A quanto pare, fare un passo indietro è servito: tornando alle origini, Team 17 si è concentrato sugli elementi che hanno decretato il successo della serie, e li ha arricchiti con nuove trovate come gli edifici, i veicoli e il crafting che gettano le basi per l'evoluzione del gameplay senza snaturarne l'essenza. La strada da seguire è quella giusta.

PRO

  • Il crafting aggiunge profondità alle strategie
  • I veicoli sono spassosi
  • Tanti elementi da sbloccare per personalizzare i vermi

CONTRO

  • Gli edifici non ci hanno convinto del tutto
  • Sistema di controllo migliorabile su PlayStation 4
  • Online si trovano sempre pochi giocatori