Tripletta BioShock  75

La celebre trilogia BioShock di Irrational Games torna in edizione rimasterizzata

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —  un anno fa

Rapture, allegoria del capitalismo e abisso del genere umano, speranza soffocata dall'ambizione, scintillante luogo popolato da indicibili orrori creati da scellerati cultori dell'individualismo più sfrenato. La crema della società che si trasforma in una mostruosa specie di parassiti (e non siamo nemmeno a Wall Street), controllati da uomini geniali che si sono creati dei piccoli regni in fondo all'oceano. Uscito nel 2007 su PC e Xbox 360 (su PlayStation 3 è arrivato l'anno successivo), BioShock ha scosso il mondo dei videogiochi, diventando l'ennesima speranza di vederli trasformati in qualcosa di più di un passatempo tecnologico per gente annoiata.

Ken Levine, il director del gioco (sarà il caso di iniziare a tradurre director con regista?) aveva raccolto l'esperienza fatta con Thief: The Dark Project e System Shock 2 e l'aveva fatta confluire in uno sparatutto moderno e profondo, plasmato dalle sapienti mani del suo studio, gli Irrational Games. BioShock era le sue meccaniche, ma anche visione artistica che ne permeava ogni elemento. Non per niente è diventato uno dei titoli più iconici della generazione Xbox 360/PlayStation 3, che ci ha regalato personaggi incredibili come Andrew Ryan, Atlas, i Big Daddy, le Sorelline e il protagonista, vittima inconsapevole di una trama più grande, che si ritrova suo malgrado a determinare le sorti di Rapture. BioShock 2, sviluppato da 2K Marine e uscito nel 2010, è il capitolo peggiore della trilogia. In realtà non si tratta di un brutto sparatutto, ma cade nella trappola classica di voler aggiungere dettagli a una storia che non ne ha bisogno e che, anzi, più viene appesantita e più diventa fragile. Ken Levine non entrò nel progetto che ha sempre guardato con una certa sufficienza. Il protagonista è un Big Daddy alla ricerca della sua sorellina. Il viaggio che compirà lo porterà ad attraversare delle nuove zone di Rapture e a combattere contro avversari inediti. Paradossalmente ha dei momenti d'azione migliori del primo capitolo, ma è proprio la trama a renderlo superfluo. L'intero progetto è rappresentato alla perfezione dalle Big Sister: versioni femminili dei Big Daddy, sono avversari fortissimi e molto divertenti da affrontare. Peccato che siano anche concettualmente ridicole. Per ultimo c'è BioShock Infinite, probabilmente il più travagliato dei tre giochi. Stando alle cronache lo sviluppo ha subito diversi scossoni e alla fine 2K ha obbligato Levine a chiudere il tutto, con compromessi vistosi in termini di stratificazione del gameplay, molto più lineare di quello che doveva essere nelle intenzioni originali. Eppure Columbia è un luogo affascinante che da solo regge l'intero titolo e l'esperienza ha permesso comunque a Irrational di confezionare un gameplay solido e sfaccettato. La trama è abbastanza intricata e racconta del detective Booker DeWitt che deve cercare e riportare a New York una ragazza di nome Elizabeth, tenuta prigioniera da qualche parte nella città fluttuante di Columbia, fondata dal profeta Zachary Hale Comstock. In realtà giocando si scopre che niente è quel che sembra e tra un colpo di scena e l'altro si arriva a un finale surreale che viene sviluppato ulteriormente in due DLC, gli eccellenti Burial at The Sea 1 e 2.

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Abbiamo recensito la BioShock: The Collection: esperienza definitiva o solo mera operazione commerciale?

Rimasterizzazione

La BioShock Collection raccoglie i tre capitoli della serie, con relativi DLC, e li propone in versioni rivedute dal punto di vista grafico. Il lavoro maggiore è stato fatto soprattutto con i primi due capitoli, per i quali sono state rifatte molte texture e sono stati aggiunti degli effetti di post processing avanzati. Soprattutto il sistema di illuminazione è stato completamente rivisto, aggiungendo luci qua e là che migliorano di molto l'atmosfera generale. Insomma, Raputre non è mai stata così inquietante e ben illuminata. D'altro canto i modelli 3D sono rimasti identici, quindi non aspettatevi chissà cos'altro.

BioShock Infinite ha ricevuto un trattamento simile su console, mentre su PC è rimasto identico a quello uscito nel 2013. In effetti è il titolo che più di tutti mostrava un profondo gap tecnologico tra le versioni console e quella PC, gap ora colmato su Xbox One e PlayStation 4. Il risultato comunque è quello più scontato, ossia che ci troviamo di fronte a tre titoli più belli da vedere delle edizioni originali, ma identici nei contenuti, a parte pochi extra. In effetti chi già li ha giocati allora avrà pochissime motivazioni per riprenderli. Certo, i tre giochi arrivano completi di tutti i DLC e di tutti i contenuti pubblicati post lancio, come le Camere della prova o il museo con i bozzetti e i modelli scartati per il gioco finito (non è un inedito, dato che era incluso nella raccolta Ultimate Rapture Edition). L'unica vera novità è il commento di Ken Levine nel primo BioShock. Sicuramente è interessante da ascoltare, ma è un po' poco. Le versioni PC meritano un discorso a parte. Regalate a chi già possedeva gli originali, offrono qualche opzione grafica in più, ma niente che faccia gridare al miracolo. Anche il supporto per il 4K lascia il tempo che trova, mentre dispiace un po' trovare alcuni dei bug originali, segno che a parte texture e risoluzione, il lavoro fatto è davvero minimo. Si poteva fare di più? Sicuramente sì, soprattutto per invogliare i vecchi giocatori a tornare a Rapture e Columbia. Così com'è la BioShock Collection apre un'ampia discussione su quale sia il suo pubblico di riferimento, discussione che affronteremo nel commento.

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Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
59,99 €
Multiplayer.it

8.5

Lettori (10)

7.6

Il tuo voto

È normale che il commento della BioShock Collection sia mirato soprattutto a capire a chi possano interessare i tre giochi, tutti conosciuti e sviscerati nel corso degli anni. In effetti questa raccolta può essere giudicata in modo molto differente a seconda della piattaforma di cui disponete. Su PlayStation 4 e Xbox One è sicuramente il modo migliore per provare una delle migliori trilogie della scorsa generazione. In questo caso il lavoro di revisione grafica risalta maggiormente, perché fondamentalmente parliamo di quella che potrebbe essere un'esperienza completamente nuova, presentata al suo meglio (grafica migliorata, tutti i DLC inclusi nel pacchetto e così via). Per i giocatori PC queste considerazioni valgono solo parzialmente: intanto perché i tre giochi sono stati acquistabili per anni senza interruzioni e i vecchi capitoli sono tutt'oggi compatibili con i moderni PC. Inoltre il terzo capitolo della serie, BioShock Infinite, è rimasto invariato, rendendo di fatto superfluo riacquistarlo per chi lo ha già. Insomma, su PC le nuove texture non valgono il prezzo pieno. Considerate anche che le versioni PC dei primi due BioShock hanno poche opzioni grafiche aggiuntive, ma anche gli stessi bug delle edizioni di dieci anni fa, e capirete perché dovete valutare con grande attenzione l'acquisto (avete presenti i classici piedi di piombo?). Insomma, si capisce perché 2K abbia deciso di regalare i remastered di BioShock a chi li possedeva già.

PRO

  • Il primo e il terzo BioShock sono dei prodotti importanti
  • Il lavoro di revisione grafico c'è ed è ben fatto (soprattutto per la versione console)
  • Se non li si è mai giocati si vivrà un'esperienza irripetibile

CONTRO

  • Nuovi contenuti praticamente assenti
  • Su PC ci sono gli stessi bug delle edizioni di dieci anni fa