Splatoon 2, il seguito perfetto  150

Nintendo perfeziona una formula divertentissima e regala un'altra grande esclusiva a Switch

RECENSIONE di Umberto Moioli   —   18/07/2017
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Splatoon è stato un titolo importante: Nintendo prima di quel momento non aveva mai dato l'impressione di voler mettere un piede nel mondo degli sparatutto competitivi, lasciando l'onere di questa impegnativa prima volta a un giovane team interno, almeno per quanto riguarda le abitudini piuttosto conservative della cultura lavorativa nipponica, e proponendo una formula personale, molto diversa dagli standard del genere. Niente sangue o budella in bella vista, meglio delle battaglie tra strani calamari umanoidi dotati di fantasiose armi spara-vernice. L'occasione è stata anche quella per sperimentare con i così detti "live game", titoli in evoluzione che mutano e si arricchiscono di contenuti nel corso dei mesi, un patto con gli utenti che Nintendo ha mantenuto e che ha contribuito a rendere il prodotto un piccolo fenomeno, in patria ma non solo. Splatoon è stato un titolo importante, dicevamo, uscito però sulla console sbagliata: il clamoroso insuccesso di Wii U non ha certo reso giustizia ad una formula brillante, che ora ha una seconda grande possibilità di imporsi a un pubblico più vasto ed eterogeneo. Dopo Mario Kart 8 Deluxe e ARMS, su Switch sta per sbarcare l'ultimo elemento di un trittico da urlo per tutti gli amanti del multiplayer.

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Botte da calamari

L'offerta di Splatoon 2 non si discosta eccessivamente da quella del suo predecessore, almeno all'apparenza. Dalla lobby centrale, una coloratissima piazza futuristica ricca di negozi e personaggi, si può accedere alla totalità delle modalità di gioco. Single player, multiplayer e, per la prima volta, anche coop. La varietà di opzioni non deve però ingannare: è bene subito mettere in chiaro come, per quanto il contorno sia stato rimpolpato, l'esperienza competitiva resti assolutamente il pezzo pregiato di un'esperienza che punta tutto sulle avvincenti sfide quattro contro quattro. In Partita Amichevole si gioca sempre con le regole di Mischia Mollusca, quindi con tre minuti di tempo per imbrattare la superficie dello stage, cercando di passare il proprio colore su quello avversario e usando le armi in proprio possesso al doppio scopo di tinteggiare il terreno e far esplodere i quattro molluschi del team nemico. È una formula semplicissima ma la velocità dell'azione e il mix avvincente di situazioni che si vengono a creare la rendono una droga da cui è molto, molto complesso staccarsi.

Tra l'altro il semplice contorno ideato da Nintendo, fatto di punti esperienza da accumulare e livelli da scalare, dà pian piano accesso a un arsenale che conta su un'arma principale, una super secondaria attivabile riempito l'apposito indicatore e una granata. Con i soldi ci si può rifare il guardaroba, migliorando il proprio stile (e Splatoon è un universo stilosissimo, basta osservare un qualsiasi screenshot) ma anche ottenendo preziosi bonus. Nulla di inedito, però ben strutturato in modo tale da dare un senso di progressione e gratificare l'utente. L'idea di sostituire i proiettili con la vernice ha tra l'altro aperto un ventaglio di possibilità: pistole, fucili, mitragliatori e armi di precisione si alternano a rulli, pennelli e secchielli. In questo seguito l'arsenale si è ulteriormente ampliato: nuove bocche da fuoco (da vernice?) si alternano a quelle già note, a loro volta rifinite. Il Repolper Duplo è forse la più interessante tra le novità, una pistola doppia perfetta per gli scontri ravvicinati che, quando la si utilizza, sostituisce il salto con una schivata che rende davvero imprevedibili. Può non sembrare un granché al primo test, ma ci si rende conto quanto sia letale non appena si affronta un avversario capace di sfruttarla al meglio. Interessante anche la modifica fatta alla classe Rullo, che ora quando utilizzata in salto non spruzza più la vernice in orizzontale ma in verticale, rendendola più versatile.

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Tutta la varietà offerta da una trentina di armi, tra principali e varianti, è utile in modalità Mischia Mollusca ma diventa ancora più decisiva quando ci si affaccia alle Partite Pro. Raggiunto il livello 10 si accede infatti alla seconda opzione del menù competitivo, con tre diverse partite a obiettivi che ricalcano quelle del capitolo precedente. In Torre Mobile bisogna scortare un cubo lungo un percorso a checkpoint; Bazookarp chiede di conquistare una bizzarra arma a forma di carpa, quindi trasportarla fino ad un punto in prossimità del respawn avversario; Zona Splat è infine una variante di Territori che chiede di concentrarsi su determinate aree della mappa. In Partita Pro le cose si fanno più complesse e il gioco di squadra decisivo, con l'ulteriore complicazione di dover dare un occhio al proprio rank visto che raggiunto il livello B- si può accedere alle Partite di Lega, da affrontare con un amico oppure direttamente formando un team da quattro e vedendosela con le migliori e più organizzate squadre in circolazione, sempre sul solito turn-over di mappe e partire della modalità precedente. A proposito degli stage, quelli nuovi riprendono in larga parte il design aperto e articolato del passato. Un ritorno, Torri Cittadine, darà un piccolo tocco di familiarità a chi è già esperto ma gli altri sono inediti e in linea di massima tutti davvero ben ideati e realizzati. Gli spazi geometrici e più guidati di Porto Polpo si alternano alla frenesia di Centro Polisportivo, ma in generale ciascuna mappa ha le sue unicità e richiede di essere memorizzata al meglio per evitare brutte figure.

Antipasto e dolce

Ciò che colpisce positivamente di Splatoon 2 è l'alchimia che riesce a creare: dover colorare la mappa e "splattare" gli avversari allo stesso tempo permette una serie di approcci e scelte in ogni istante della partita, ma soprattutto i ritmi velocissimi e la formula che non risulta punitiva in nessun momento dello scontro, anche quando si gioca in un team non molto dotato, regalano un senso di appagamento e divertimento costante. Gli stessi raffinati equilibri che da sempre si ritrovano in Mario Kart e di recente hanno convinto nel pur limitato ARMS, sono qui presenti in tutta la loro forza; non stupisce più oramai, però è bene ricordarlo. Prima e dopo la portata principale di Splatoon 2, ovvero il multiplayer competitivo, ci sono le già citate modalità single player e la nuovissima Salmon Run. L'avventura in solitaria dell'originale era stata criticata per l'assenza di spessore, si trattava grossomodo di un articolato tutorial ma nulla che potesse andare oltre in termini di stimoli e complessità delle soluzioni adottate. In questo seguito la solfa sembrerebbe sulle prime la stessa, con i livelli del primo mondo piuttosto noiosi e votati a insegnarci le meccaniche di base, in realtà le cose si fanno pian piano più incoraggianti fino a sbocciare completamente dal terzo mondo in poi. Sia chiaro, non bisogna aspettarsi miracoli e in linea di massima Nintendo sa fare meglio, però staccare di tanto in tanto dallo stress della competizione in favore di qualcosa di più rilassante aiuta, la varietà questa volta non manca e i boss sono sempre spettacolari. Se avete sempre sognato di combattere contro un enorme polpo samurai che si muove su un minuscolo mono ciclo, avete trovato pane per i vostri denti.

Salmon Run fa invece il verso alla classica modalità Orda: un team da massimo quattro elementi deve eliminare tre ondate di avversari, tra pesci soldato "regolari" e boss dotati di poteri speciali che, una volta sconfitti, lasciano sul suolo delle sfere dorate che vanno trasportate fino a un apposito contenitore. Alla fine delle tre mini sessioni di combattimento, qualora si sia sopravvissuti, si tirano le somme, guadagnano punti esperienza e via dicendo. Tutto molto bello e a tratti piuttosto impegnativo, anche perché i nemici abbondano di fantasia e gli stage dinamici aiutano a rendere imprevedibili gli scontri, ma questa fetta dell'offerta è tutto sommato esile e difficilmente intratterrà per più di qualche ora. Non sarà, tanto per capirci, quello che la modalità Zombie è per Call of Duty, piuttosto la ciliegina su una torta già molto ricca.

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Una mano di colore

Al netto di una splendida componente multiplayer e di un contorno più ricco che nell'originale, Splatoon 2 è un titolo che ricalca il lavoro fatto da Nintendo su diversi suoi franchise. Anche sotto il profilo tecnico. Il colpo d'occhio è molto vicino a quello del primo capitolo e in alcuni casi, come per i negozi dove comprare il vestiario e le armi, sembra ci sia un forte riciclo degli asset. In realtà il salto in avanti c'è stato e lo si nota durante le prime partite. La grafica, già al tempo coloratissima, è ora più rifinita e precisa, basti guadare come si distribuisce la vernice sulle superfici e la spettacolarità delle esplosioni o degli schizzi di colore per verificare quanto Nintendo Switch abbia fatto bene anche alla componente visiva. Tra l'altro la fluidità è granitica in tutte le situazioni a parte quando ci si trova nella piazza che funge da lobby, a 1080p quando si collega Nintendo Switch al televisore e 720p in modalità portatile. I controlli pongono di fronte al dilemma se attivare o no il motion control per prendere la mira, soluzione che potrebbe sembrare più scomoda e inusuale sulle prime ma risulta invece molto pratica nel lungo periodo. In ogni caso la risposta è immediata e dopo pochi match si prende la mano con un sistema di movimento e mira non del tutto convenzionale ma davvero ben studiato. Lo stesso non si può dire per la gestione delle lobby pre-partita: non si può uscire e sono un po' povere di opzioni, ad esempio non danno modo di cambiare arma se non quando si creano stanze private, anche se bisogna dire che le tempistiche prolungate (e la conseguente noia) sono una piaga classica delle sessioni di review, quando ci sono pochi giocatori online, mentre il problema non dovrebbe porsi a gioco nei negozi. Anche perché si prospetta un successo di vendite.

Multiplayer.it

9.0

Lettori (103)

8.9

Il tuo voto

Per decidere se mettere 9 a Splatoon 2 ci siamo posti una domanda piuttosto semplice: è un gioco che qualsiasi possessore di Nintendo Switch dovrebbe comprare? La risposta è sì. Non è una killer application, almeno non per tutti, come potrebbe essere stato The Legend of Zelda: Breath of the Wild, però si tratta di un passo in avanti deciso che verrà a sua volta arricchito e ampliato nei mesi a venire. Si gioca benissimo sul divano ma anche in mobilità, è ricco di opzioni e ha tutto quello che serve per intrattenere da qui alla fine del ciclo vitale della console. A meno che non abbiate odiato l'originale oppure non vi piacciono le sfide online, quest'estate sapete cosa giocare...

PRO

  • Colorato e divertentissimo
  • Multiplayer competitivo ricco e raffinato
  • Il single player migliorato e la modalità cooperativa sono un interessante di più...

CONTRO

  • ...pur restando di contorno e presentando margini di miglioramento
  • Il sistema di lobby e matchmaking potrebbe essere rifinito ulteriormente