Speleologi in festa nella recensione di Spelunker Party!  7

Torna il buon vecchio Spelunker in una versione portata al multiplayer

RECENSIONE di Giorgio Melani   —  4 settimane fa

Se il bizzarro Spelunker Party non vi suona nuovo, è perché si tratta del ritorno di un brand di lunga data. Il primo Spelunker risale al 1983, uscito su Atari, Commodore 64, MSX e NES, ed era una sorta di platform con elementi adventure ambientato all'interno di varie caverne. La cosa bella è che, a distanza di 34 anni, Spelunker Party mantiene piuttosto intatto il legame con le sue origini, a partire dall'inquadratura utilizzata per arrivare ad alcuni elementi strutturali e anche estetici, fatte le dovute proporzioni. L'aggiunta di "Party" nel nome sta a indicare la caratteristica più rilevante di questo nuovo capitolo, ovvero la sua decisa tendenza all'approccio multiplayer, disponibile qui sia in forma offline che online. A dirla tutta non si tratta proprio di un capitolo completamente nuovo, visto che questo Party prende a piene mani buona parte delle caratteristiche del precedente Spelunker World, distribuito un paio d'anni fa su PlayStation 4 e PC come gioco free-to-play con caratteristiche online e micro-transazioni. L'azione si svolge praticamente allo stesso modo, le opzioni di gioco sono simili e la struttura è sostanzialmente identica, ma le micro-transazioni sono state ovviamente rimosse e qualche altra variazione è stata applicata per rinfrescare il tutto, nonché giustificare il nuovo prezzo da 29,99 euro schiaffato in copertina, che rispetto ai prezzi che girano sull'eShop di Switch è una cifra di un certo spessore. Purtroppo, tende ad essere anche poco giustificabile vista l'offerta e soprattutto considerando appunto le scarse differenze che separano questo Party dal precedente World. Anzi, curiosamente si notano piuttosto alcune regressioni, come il multiplayer che arriva al massimo a quattro giocatori invece di sei e l'assenza degli eventi speciali che frequentemente animavano Spelunker World.

Speleologia applicata

Spelunker Party si svolge come un classico platform a scorrimento laterale con alcuni elementi puzzle piuttosto elementari, che tuttavia riescono bene a variare l'azione all'interno degli oltre 100 livelli presenti nel mondo esplorabile. Trattandosi di un titolo incentrato sull'esplorazione di caverne, le ambientazioni possibili si sviluppano tutte intorno alla stessa tematica principale ma c'è una notevole diversità di situazioni che gli sviluppatori sono riusciti a mettere insieme per stimolare l'esplorazione anche dopo numerose missioni in giro per cunicoli. Una delle principali forze motrici è rappresentata dalla ricerca del loot: le caverne sono zeppe di tesori e oggetti collezionabili che possono essere utilizzati per modificare l'aspetto del personaggio e le abilità, così come materiali preziosi e denaro da spendere sempre per personalizzare al massimo il proprio avventuriero.

Il sistema deriva chiaramente dalla vecchia impostazione free-to-play con micro-transazioni, ma per fortuna adesso si basa esclusivamente sulla conquista dei tesori in-game, senza alcuna trappola acchiappa-soldi (a parte il prezzo stesso del gioco, ovviamente). I numeri anche in questo caso sono impressionanti, con centinaia di oggetti ed equipaggiamenti in grado di modificare le capacità dello speleologo, che possono a loro volta essere incrementati di livello. Di base, il gioco è un platform vecchio stile, in cui risulta fondamentale calcolare alla perfezione i salti e la tempistica dei movimenti per evitare trappole, attaccarsi a liane e saltare ostacoli, al contempo sbarazzandosi di nemici di vario tipo ricorrendo alla fornita strumentazione. Proprio come nel vecchio Spelunker, basta veramente poco per perdere una vita, tra errori millimetrici nei salti e a dirla tutta anche una certa difficoltà a distinguere precisamente gli elementi pericolosi presenti sullo schermo, cosa che può creare un po' di confusione.

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Un gioco di gruppo

È chiaro che l'esperienza migliora sensibilmente affrontando il gioco in multiplayer, anche se la meccanica di fondo resta invariata. Sia offline che online, è possibile prendere parte a sessioni con un massimo di altri tre giocatori prendendo parte a vere e proprie esplorazioni di gruppo che oltre ad aumentare il divertimento generale aprono anche la strada a ulteriori aree delle mappe, grazie a meccanismi e situazioni di gioco in cui è richiesta la collaborazione tra vari giocatori per accedere a zone altrimenti irraggiungibili. Con una soluzione piuttosto particolare, anche quando si gioca in multiplayer online l'azione viene visualizzata in split-screen con la possibilità di tornare allo schermo intero in qualsiasi momento.

Lo schermo condiviso è ottimo per avere un'idea precisa di dove si trovino gli altri e poterli raggiungere in caso di necessità, ma in modalità portatile risulta anche problematico perché il formato dello schermo costringe a visualizzare il gioco su finestre veramente minuscole, cosa alquanto fastidiosa soprattutto nel multiplayer offline, visto che non risulta risolvibile in alcun modo. In ogni caso il multiplayer resta sicuramente il modo migliore per affrontare Spelunker Party, come risulta evidente fin dal titolo, anche perché il senso di appartenenza a una community di giocatori traspare chiaramente nella meccanica degli upgrade e della personalizzazione del protagonista, al di là della necessità di collaborare per scoprire tutti i segreti presenti all'interno dei livelli. L'aspetto generale di Spelunker Party manifesta una produzione di dimensioni piuttosto modeste, con un impianto grafico generalmente semplice ma non mancano dei tocchi di classe come gli effetti di illuminazione dinamici delle torce e una carineria generale che richiama da vicino lo stile classico di certe produzioni nipponiche dei tempi andati.

Versione testata
Nintendo Switch
Digital Delivery
Steam, Nintendo eShop
Prezzo
29,99 €
Multiplayer.it

6.5

Lettori (1)

7.0

Il tuo voto

È facile capire come Square Enix possa aver visto in Switch una casa ideale per Spelunker Party, vista l'immediatezza del gameplay e l'insistenza sul multiplayer. Per un videogiocatore vecchio stile, la scelta di adottare la classica formula premium rispetto al free-to-play è sicuramente cosa gradita, solo che in questo passaggio (e visto il distacco di due anni intercorsi) ci si sarebbe aspettati un maggiore arricchimento della formula vista in Spelunker World, mentre Party da certi punti di vista presenta quasi dei passi indietro. In ogni caso, chi apprezza un po' di azione puramente platform in vecchio stile potrà apprezzare Spelunker Party, particolarmente in multiplayer e magari senza disdegnare un po' di sana raccolta di loot.

PRO

  • Semplice e immediato come ai vecchi tempi
  • In multiplayer guadagna molto
  • Tanti livelli da esplorare

CONTRO

  • La varietà di situazioni raggiunge presto il suo limite in 100 livelli
  • Ambientazioni piuttosto ripetitive
  • Qualche riduzione rispetto al capitolo free-to-play