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La recensione di Furi: Il guerriero dello spazio

Il coinvolgente e originale action game di The Game Bakers fa il proprio debutto anche su Nintendo Switch

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   19/01/2018
Furi
Furi
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Come fermare un'entità troppo potente per essere uccisa, ma la cui sola esistenza minaccia l'intero universo? Intrappolandolo all'interno di una prigione di livello cosmico, una sorta di percorso dimensionale fra minuscoli pianeti, sorvegliato da dieci potenti guardiani. In Furi vestiremo appunto i panni di questa misteriosa creatura dalle fattezze simili a quelle di un samurai galattico, con lunghi capelli bianchi e ricci: liberati dalle catene che ci bloccavano, seguiremo la voce di uno strano tizio vestito da coniglio, che ci accompagnerà all'interno dei livelli parlando di fuga, vendetta e altri concetti tutt'altro che astratti.

La recensione di Furi: Il guerriero dello spazio

La struttura di gioco è composta da una sequenza di boss fight, intervallata da sezioni "narrative" ricche di atmosfera, in cui il protagonista attraversa a passo lento gli scenari (volendo, in maniera automatica: basta premere il pulsante B sul controller) e ascolta in rigoroso silenzio ciò che la sua curiosa spalla ha da dire. Una volta arrivati al cospetto di un guardiano, tuttavia, dovremo rimboccarci le maniche e cercare di sconfiggerlo completando varie fasi e alternando un gameplay in stile twin stick shooter a un hack'n'slash fatto di precisione e tempestività, in entrambi i casi seguendo i canoni di un approccio hardcore.

Un nuovo campione

L'estetica di Furi è senz'altro molto peculiare, non a caso il character design del gioco è firmato da Takashi Okazaki, autore di Afro Samurai. Lo stesso protagonista sembra un incrocio fra un samurai dello spazio e un dio del tuono nordico, pronto in qualsiasi momento a sfoderare una potentissima katana elettrificata o ad impugnare una pistola a raggi che consente anche di emettere devastanti colpi caricati. Anche il mondo creato dagli sviluppatori risulta suggestivo e variegato: ognuno dei piccoli pianeti che dovremo attraversare per riguadagnare la libertà vanta una propria personalità, così come i guardiani che li presidiano. Non tutti appaiono ugualmente riusciti dal punto di vista estetico, ma ci sono indubbiamente delle figure di spicco; come il primo boss che andremo ad affrontare, che costituirà un banco di prova per apprendere le meccaniche del gameplay.

La recensione di Furi: Il guerriero dello spazio

Si tratta di The Chain, un mostruoso guerriero corazzato con tre diversi volti ispirati agli Oni, i demoni giapponesi: ogni maschera vanta una propria personalità e cambia il modus operandi del boss, dividendo in questo modo in tre fasi distinte, il combattimento. Per tutti gli avversari vale la medesima impostazione: prima dovremo combatterli in un contesto sparatutto, aprendo il fuoco con la nostra pistola ed evitando i loro variegati attacchi spostandoci o usando lo scatto veloce (attivabile tramite il tasto dorsale L), quest'ultimo dotato però di un timing particolare, che va assimilato per poter essere sfruttato a dovere. Non appena avremo svuotato una delle barre d'energia del nemico, potremo avvicinarci e dar vita a un duello a breve distanza, in cui conterà non solo il già citato scatto, ma anche e soprattutto la parata di precisione: se riusciremo a metterla a segno, potremo affondare una serie di colpi e infliggere gravi danni al guardiano di turno.

La recensione di Furi: Il guerriero dello spazio

Baluardo della civiltà

Nel suo essere così essenziale, l'elemento narrativo di Furi è fin troppo efficace. Ci si trova a controllare questo misterioso guerriero cosmico, nutrendo il legittimo desiderio di liberarci dalla prigionia, ma i nemici che affrontiamo rivelano man mano una natura umana, dei sentimenti, delle ragioni concrete per combatterci. È il caso di The Hand, il cavaliere che ha guidato l'esercito che ci ha soggiogato, non si sa quanto tempo prima, e che lotta per difendere suo figlio e l'intera umanità; oppure di The Strap, una combattente incontrollabile, che è stata rinchiusa proprio come lo Straniero, la cui violenta aggressività funge da ostacolo al nostro cammino; o ancora The Edge, un samurai esattamente come noi, ma che non sembra disprezzare ciò che rappresentiamo. La trama viene ovviamente svelata man mano che si procede verso l'ultimo varco, e a quel punto potremo decidere cosa fare, optando per differenti conclusioni.

La recensione di Furi: Il guerriero dello spazio

Nel mentre, verremo accompagnati non solo dalle parole dell'uomo con la maschera da coniglio, ma anche da una colonna sonora di pregio firmata da Carpenter Brut, che tira fuori il meglio dal genere elettronico e rimane in testa con alcuni brani anche a campagna completata. A proposito: la selezione del livello di difficoltà consente ai meno esperti di poter arrivare alla fine senza sforzi eccessivi, ma in quel caso non sarà possibile sbloccare un paio di interessanti modalità extra, che vanno ad arricchirre l'offerta globale di questa produzione. In effetti abbassare la sfida avrebbe poco senso e finirebbe per sminuire il valore di un'esperienza che di per sé non può vantare chissà quale durata, e che trova appunto spessore e sostanza nell'esigenza di confrontarsi con i vari boss, apprenderne i pattern d'attacco, studiare le giuste contromisure, provare e riprovare a sconfiggerli e infine riuscire nell'impresa, avanzando verso il duello successivo.

La recensione di Furi: Il guerriero dello spazio

La versione Nintendo Switch di Furi adotta un sistema di controllo del tutto simile a quanto visto sulle altre piattaforme, con comandi reattivi e precisi quanto basta, sia in modalità portatile che docked. Il gioco include i miglioramenti relativi al gameplay che gli sviluppatori hanno rilasciato nel corso dei mesi, ma nessuna funzionalità che vada effettivamente a sfruttare le peculiarità della console e dei suoi Joy-Con. Ad esempio non è possibile sferrare fendenti agitando semplicemente i controller. Purtroppo ci sono casi in cui si verificano dei rallentamenti piuttosto evidenti, sia in mobilità che collegati al televisore, specie durante le fasi "sparatutto" dei boss fight, quando dunque la visuale è più distante e ci sono ampie porzioni di scenario interattive da mostrare sullo schermo: speriamo che la cosa venga risolta rapidamente con un aggiornamento.

Conclusioni

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Prezzo 19,99 €

Un po' walking simulator, un po' twin stick shooter con situazioni da bullet hell, un po' picchiaduro all'arma bianca, in tutti i casi un'esperienza di stampo hardcore dal grado di sfida non banale: questo è Furi. Si tratta di un titolo decisamente diverso dal solito, un'avventura dai risvolti cosmici in cui avremo a che fare con personaggi inquietanti e scenari evocativi, nell'ottica di un percorso che ci porterà a diventare sempre più forti ma anche più consapevoli della nostra natura distruttiva. La versione Nintendo Switch da un lato include le migliorie apportate al gameplay nel corso dei mesi, dall'altro soffre per qualche fastidioso rallentamento nelle fasi più caotiche. Nulla di troppo grave, per fortuna: il valore dell'esperienza creata da The Game Bakers è rimasto intatto.

PRO

  • Direzione straordinaria
  • Colonna sonora da applausi
  • Gameplay solido, impegnativo, sfaccettato

CONTRO

  • Di per sé non è lunghissimo
  • Sa essere molto frustrante
  • Qualche fastidioso rallentamento