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Archero, la recensione

Archero è una specie di sparatutto roguelike che merita una prova, scopriamolo nella recensione

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   29/05/2019
Archero
Archero
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Un po' come il grigio, la meccanica roguelike sta bene con tutto, a quanto pare. Negli ultimi anni si è registrata, nel panorama mobile, una tendenza ad inserire i principi definibili come roguelike - ovvero morte permanente del personaggio e necessità di ripartire dall'inizio a ogni nuova mandata - in un sacco di contesti diversi, forse trovando in questo modo una buona maniera per allungare la longevità di alcuni titoli e approfondirne la sfida, potendo magari contare solo su una quantità di scenari piuttosto limitata. Per questi motivi, tale meccanismo trova un'affinità elettiva anche con la costruzione procedurale dei livelli, favorendo in questo modo la varietà grazie a una generazione di esperienze continuamente diverse a ogni riavvio sequenziale. Se si mettono insieme tutte queste caratteristiche e vi si aggiunge anche un'impostazione action in stile sparatutto sorprendentemente divertente, pur nella sua estrema semplicità concettuale, possiamo avere un'idea di cosa sia Archero, protagonista di questa recensione.

Archero   Mix 1


È sorprendente come questo piccolo gioco riesca a far combaciare in maniera pressoché perfetta queste varie caratteristiche, mettendoci insieme anche un gameplay sinceramente divertente. Certo, sono ovviamente molti i titoli mobile free-to-play con dinamiche action e impostazione roguelike, ma l'equilibrio che si riscontra in Archero è davvero notevole. Nel gioco interpretiamo un arciere all'interno di vari livelli di piccole dimensioni e costruiti in maniera procedurale ma con ambientazioni che si susseguono secondo uno schema prefissato, modificandosi ogni tot livelli. L'arciere scocca frecce in continuazione e in maniera automatica ma solo quando è fermo, dunque il nostro compito è cercare di muoverlo con il giusto tempismo e precisione in modo da evitare di essere colpito dai nemici ma cercando di farlo solo per il minore tempo possibile per poter continuare ad attaccare. È una dinamica molto semplice ma ben studiata ed efficace, che si associa in modo convincente al sistema di controllo mobile con touch screen e assume un'ulteriore profondità strategica con l'applicazione dei power-up, che vengono applicati a intervalli regolari progredendo nel gioco.

Sempre più potente

Al progredire della difficoltà dei livelli fa da contraltare la continua evoluzione del protagonista, che conquistando esperienza ottiene sempre nuovi power-up in grado di ampliare la propria potenza di fuoco. La scelta su quali bonus usare è affidata al giocatore, che può decidere dunque se aumentare il rateo dei colpi, la potenza di questi, la quantità di frecce scagliate, l'angolatura o investire anche in sistemi di difesa o nell'aumento dell'energia, con tutti i potenziamenti che si sovrappongono l'uno sull'altro. È importante trovare un proprio stile di combattimento anche nella scelta delle giuste evoluzioni, con il protagonista che con l'avanzare dei livelli diventa una vera e propria arma di distruzione. Nonostante l'impostazione roguelike, la progressione lascia comunque alcune modifiche persistenti al personaggio principale, configurando il gioco dunque come un "rogue-lite": si tratta di bonus fissi che possono essere sbloccati investendo le monete raccolte completando i livelli, oltre ad armi e armature conquistate con il loot e alla possibilità di accedere direttamente ai livelli più avanzati, sbloccando i varchi che si trovano dopo determinate quantità di schemi.

Archero   Mix 2


Tutto questo contribuisce a creare un senso di progressione costante, nonostante il gioco ci rispedisca all'inizio del mondo ad ogni singola morte del protagonista, sostanzialmente annullando il senso di frustrazione che potrebbe determinare il meccanismo roguelike. Questo continuo avanzamento in conquiste e potenza da parte del protagonista, oltre al gameplay immediato e divertente, ben studiato anche a partire dal design dei numerosi nemici che ci troviamo ad affrontare, creano una vera e propria assuefazione che ci spinge a ripartire ogni volta con ulteriore slancio, cercando di migliorare progressivamente il record precedente. Il livello di sfida raggiunge effettivamente delle punte notevoli e anche raggiungere il cinquantesimo livello per sbloccare il varco che consentente l'accesso diretto al secondo mondo è una vera e propria impresa e in questo senso le micro-transazioni possono diventare allettanti, semplificando un po' l'esperienza almeno momentaneamente. Tuttavia, bisogna notare come queste non siano inserite forzatamente attraverso un gameplay volutamente fallace, che prevede necessariamente il ricorso all'acquisto in-app. La sensazione, partita dopo partita e morte dopo morte, è che si abbia a che fare con una sfida che comunque può essere vinta con un maggiore impegno o magari facendo scelte diverse nella selezione dei power-up e nella conseguente costruzione del personaggio. L'unico vero problema, in questo senso, è rappresentato dall'energia che si consuma ad ogni partita e che impone l'attesa per essere ricaricata o il ricorso alla micro-transazione.

Conclusioni

Versione testata Android, iPad 1.0.9
Digital Delivery App Store, Google Play
Prezzo Gratis
Multiplayer.it
8.2
Lettori (6)
8.9
Il tuo voto

Sappiamo che a prima vista Archero può sembrare il classico giochino mobile free-to-play con tutte le classiche trappole del caso, ma in verità è basato su un gameplay solido, con un sistema di progressione costante che ne esalta le caratteristiche, pur con qualche stortura inevitabile come il sistema di stamina. Richiedendo solo di muovere il personaggio e farlo peraltro il meno possibile, l'interazione può sembrare troppo semplicistica, ma proprio in questa ricerca del minimalismo nell'interazione si trova il nucleo di Archero, che richiede un approccio a suo modo anche strategico.

PRO

  • Immediato e coinvolgente da subito
  • Sistema di progressione esaltante
  • Buon bilanciamento tra roguelike e avanzamento persistente

CONTRO

  • Il consumo della stamina a ogni partita impone le classiche attese
  • Il controllo non è precisissimo in presenza di ostacoli complessi
  • Alla lunga diventa ovviamente ripetitivo