Assassin’s Creed Odyssey: L'Eredità della Prima Lama, la recensione finale del DLC

Il primo DLC contenutistico di Odyssey, L'Eredità della Prima Lama, è arrivato alla conclusione. Oggi tiriamo le somme.

RECENSIONE di Aligi Comandini —   04/03/2019
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Creare contenuti aggiuntivi per un open world dove i limiti del motore sono già in larga parte stati testati non è esattamente una cosa da poco... e con Assassin's Creed: Odyssey Ubisoft ha già portato i confini la formula ibrida di Origins, puntando tutto su combattimenti eccessivi, abilità fuori di testa, e l'uso più o meno oculato di formule viste in altri giochi simili (mescolate in vari modi per aggiungere varietà al tutto). Operare cambiamenti enormi alla struttura di base per supportare missioni extra è pressoché impensabile, quindi abbiamo approcciato con grande calma il primo DLC del gioco chiamato Eredità della Lama, aspettandoci un "more of the same" di qualità. Ci avevamo visto giusto: la prima parte del DLC non è stata in grado di sorprenderci, a causa di boss non particolarmente ispirati e di una narrativa incapace di catturarci a dovere; solo con il secondo capitolo le cose si sono risollevate, iniziando a dimostrare il potenziale del pacchetto intero. Ora è arrivata finalmente la terza parte dell'Eredità, chiamata "Stirpe", e noi l'abbiamo provata e completata nella sede italiana di Ubisoft. È il momento di capire se vale la pena di buttarsi su questo capitolo extra, o se ne può tranquillamente fare a meno.

Il bivio che serviva

Abbiamo già parlato della narrativa di Odyssey, e di come apporti alcuni stravolgimenti estremamente significativi all'interno della mitologia degli Assassin's Creed, così da aprire nuove interessanti strade per il futuro della saga. Ecco, L'Eredità della Prima Lama segue la via opposta, e cerca di collegare in modo più diretto (invero senza particolare brio) le vicende di Kassandra e Alexios alle origini degli assassini. Non si tratta di una storia straordinariamente ispirata o originale, ma fa il suo sporco dovere, cercando di inserire negli eventi personaggi carismatici come Dario e sviluppi inattesi. Insomma, pur scadendo a tratti nella banalità, ciò che accade risulta abbastanza trascinante da mantenere alto l'interesse del giocatore, ed è una buona giustificazione per l'inarrestabile turbinio di morte che segue il/la protagonista del titolo. Più precisamente, in Stirpe vivrete un breve momento di pace prima di dovervi nuovamente tuffare nell'azione e avere a che fare con la solita manciata di quest, bersagli e boss; ma il ritmo è ben gestito e le cose avanzano senza troppe pause, grazie a una fase iniziale molto scenica e a un grosso blocco centrale composto da tre missioni principali affrontabili in ordine sparso, prima della conclusione vera e propria.

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Strutturalmente, come detto, sarebbe stato sciocco pensare a compiti enormemente diversificati rispetto a quelli base, e infatti Stirpe pone il giocatore davanti ad alcune missioni spiccatamente narrative, e a una serie di salvataggi, battaglie navali e scontri di gruppo variata solo dai nemici utilizzati e dalle location. Funziona principalmente perché si tratta di contenuti pensati per l'end game, con avversari temibili e più di uno scontro impegnativo; il resto delle chicche presenti vengono tutte dagli update gratuiti (contratti giornalieri e settimanali, migliorie generali e aumento del level cap) e dunque non crediamo sia il caso di tirarle in ballo parlando delle avventure di Dario e Kassandra/Alexios contro l'Ordine. È comunque bello constatare come Ubisoft non si sia limitata a sfornare DLC, ma abbia usato il tempo a disposizione anche per limare tutto il resto, nonostante certe mancanze del titolo permangano.

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Parliamo però dei boss, anche perché ancora una volta sono loro il fulcro dell'esperienza, e in questo caso si parla di due rielaborazioni delle tipiche battaglie contro avversari umani d'élite. Niente creature mitologiche quindi, solo guerrieri addestrati con la resistenza di un titano, di cui non vogliamo svelarvi l'identità per evitare spoiler. Non si tratta delle battaglie migliori del gioco, sia chiaro, ma se non altro sono degne di nota, e se prese nell'insieme dei tre capitoli si aggiungono a un gruppo di combattimenti di buon livello. L'altro valore aggiunto è invece legato alle scelte operate durante le parti precedenti del DLC, che portano a sensibili cambiamenti durante la narrativa nonostante il gioco reindirizzi il giocatore più o meno sempre verso la stessa strada. Una strada più semplice era percorribile, ma c'è stato un minimo di sforzo. Altro da dire su Stirpe non c'è, così come crediamo che sia più o meno tutto anche sull'Eredità nel complesso: questo DLC è Odyssey portato al limite, supportato da personaggi abbastanza carismatici e dalla volontà di riattaccarsi per bene al background originario. Poteva andare peggio, ma ve lo consigliamo con riserva, solo nel caso la formula di Odyssey non vi abbia ancora stancato.

Commento

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

Lettori (38)

7.4

Il tuo voto

PRO

  • Nel complesso, l'Eredità è un passabile capitolo aggiuntivo
  • La chiusura di Stirpe è un bivio di collegamento significativo
CONTRO
  • Trattasi di un more of the same, anche se orientato all'end game