Borderlands 2 VR, la recensione 53

Con Borderlands 2 VR, Gearbox ripropone il suo FPS di culto in una versione adattata alla realtà virtuale: scopriamo com'è andato questo passaggio nella nostra recensione.

RECENSIONE di Fabio Palmisano   —   26/12/2018

Borderlands 2 è uscito originariamente per Xbox 360, PC e PlayStation 3 nel settembre del 2012, raccogliendo consensi unanimi compreso quello della recensione di Multiplayer.it ad opera del nostro Simone Tagliaferri. Parliamo di più di sei anni fa, una vera e propria era geologica in ambito videoludico, un periodo nel quale la realtà virtuale da salotto era poco più di un miraggio e che quindi nemmeno il più ardito degli indovini avrebbe potuto profetizzare come possibile approdo per una conversione del titolo. Proprio questa apparente incompatibilità tra il titolo Gearbox e un sistema come PlayStation VR è alla base dell'inevitabile alone di scetticismo che ha accompagnato Borderlands 2 VR sin dal momento del suo annuncio: un sentimento che si è persino acuito quando è stato reso noto che il gioco avrebbe perso la sua fondamentale componente cooperativa e sarebbe stato venduto a un prezzo tutt'altro che budget. Eccoci dunque qui a porci una domanda fondamentale: ha senso acquistare oggi un gioco vecchio di sei anni a 49,99 Euro, senza quella modalità multiplayer che ne ha fatto la fortuna, privo dei contenuti aggiunti all'epoca tramite DLC solo per poterci giocare in realtà virtuale?

Il visore di Pandora

Risposta breve: no. Nelle prossime righe cercheremo di argomentare al meglio il perché di questo laconico verdetto, facendo la doverosa premessa che chi scrive ha trascorso decine di ore in compagnia dei precedenti capitoli di Borderlands, giocandoli tutti in cooperativa dal primo all'ultimo minuto. E qui già casca l'asino, perché proprio la possibilità di vivere la campagna in compagnia di un massimo di tre amici è stato il segreto del successo della serie Gearbox, che in single player perde la quasi totalità del suo appeal: inutile dire che una versione come Borderlands 2 VR priva di questo vero e proprio organo vitale è un cavallo zoppo in partenza, che non avrebbe retto il paragone con l'originale nemmeno offrendo un'esperienza in realtà virtuale incredibilmente immersiva. Cosa che, tra l'altro, non è avvenuta: per quanto si intraveda l'impegno da parte degli sviluppatori nel cercare di adattare il mondo di Pandora al visore di Sony, Borderlands 2 VR restituisce all'utente un feeling che non si può che definire insoddisfacente.

L'impianto visivo è invero quello che subisce meno gli effetti della transizione, complice anche una grafica in cel shading che già all'epoca non sbalordiva per definizione e complessità: su PlayStation VR il gioco gira in maniera assolutamente fluida, e poter osservare lo scenario a 360 gradi ha indubbiamente il suo impatto, ma non mancano alcuni problemi come la resa dei mirini di precisione (un triste e scattoso riquadro su schermo che mostra l'immagine ingrandita) e le finestre dei menu che spesso finiscono per "incastrarsi" con gli elementi dell'ambientazione risultando illeggibili. Sul fronte del gameplay, sono evidenti da subito diverse piccole modifiche apportate per rendere l'esperienza di Borderlands 2 VR più tollerabile: i nemici sono meno aggressivi, gli alberi delle abilità delle quattro classi sono stati rivisti e c'è un nuovo potere chiamato PROT (acronimo di Piattaforma di Rallentamento e Ottimizzazione Temporale) attivabile con un tasto che consente di rallentare il tempo per un breve periodo. Limature necessarie e gradite che però non risolvono il problema di fondo, e cioè che giocare da soli Borderlands 2 era ripetitivo e noioso sei anni fa e lo è ancor di più oggi.

La potenza è nulla senza controlli

Con una scelta francamente incomprensibile, Gearbox ha deciso di non supportare l'Aim Controller con Borderlands 2 VR, lasciando all'utente la possibilità di giocare tramite Dual Shock o sfruttando i controller Move: un'opzione, quest'ultima, che abbiamo trovato talmente scomoda da risultare quasi impraticabile. La possibilità di mirare con l'arma puntando direttamente il controller verso lo schermo non compensa in alcun modo la tragica macchinosità del doversi muovere senza stick analogici, con un sistema di teletrasporto e e la rotazione rapida della visuale affidata a due tasti che si sposano malissimo con le sparatorie frenetiche del gioco.

Il caro vecchio Dual Shock rimane dunque l'unica opzione praticabile, e in questo modo Borderlands 2 VR si gioca fondamentalmente come l'originale, con l'eccezione più evidente rappresentata dal mirino su schermo gestito dai movimenti della testa anziché dallo stick destro: una soluzione che sa un po' di ripiego ma che fa il suo dovere, senza però restituire la stessa efficacia di uno schema di controlli tradizionale. Sempre parlando di comfort, va invece dato merito agli sviluppatori di aver fornito un ampio ventaglio di personalizzazione offerto da un menu apposito che consente di attivare o meno il salto (sostituito eventualmente dal teletrasporto), regolare la velocità di corsa e gestire la rotazione della visuale e l'entità dell'effetto tunnel. Anche ritagliando il più possibile l'esperienza attorno alla propria soglia di tolleranza con la realtà virtuale, Borderlands 2 VR rimane comunque un titolo molto pesante da digerire specialmente in quelle sessioni prolungate che dovrebbero essere la norma per un gioco del genere: ennesima idiosincrasia di una conversione che semplicemente non ha molto senso.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
PlayStation Store
Prezzo
49,99 €
Multiplayer.it

5.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Borderlands 2 VR conferma tutte le perplessità che l'hanno accompagnato sin dall'annuncio. Non è un titolo adatto alla realtà virtuale, specialmente a queste condizioni: privo della fondamentale componente multiplayer e di contenuti aggiuntivi, adattato a dei controlli che non risultano naturali (specialmente con i Move), nauseante se giocato a lungo e nonostante tutto ciò venduto a un assurdo prezzo pieno, Borderlands 2 VR è un progetto che è difficile giustificare al di là del mero intento di monetizzare su un gioco vecchio di sei anni.

PRO

  • L'effetto VR è convincente
  • Varie opzioni di personalizzazione
  • È sempre il caro vecchio Borderlands 2

CONTRO

  • Non ci sono multiplayer e contenuti aggiuntivi
  • Controlli non soddisfacenti
  • Forte rischio motion sickness
  • Prezzo davvero esagerato