Captain Spirit, la recensione 116

Un piccolo antipasto in attesa di Life is Strange 2

RECENSIONE di Simone Pettine   —   25/06/2018

Indice

Tornare al lavoro su una serie amatissima dai propri fan è sempre pericoloso, soprattutto se quella serie è Life is Strange, dove il vero cuore dell'intera produzione non è tanto il gameplay o l'approccio ludico in sé, quanto la narrazione e i sentimenti ad essa collegati. Le emozioni sono uno strumento potente, restano impresse nella memoria, al pari delle avventure di Chloe Price e Max Caulfield: possono rappresentare un'arma a doppio taglio. The Awesome Adventure of Captain Spirit ha uno scopo preciso: convincere tutti i fan del primo Life is Strange e di Life is Strange: Before The Storm, che c'è spazio per una narrazione che lasci da parte Chloe, Max e Rachel per concentrarsi su altri personaggi. E così Dontnod ha deciso di rimescolare tutte le proprie carte, proponendo nuovi protagonisti, una nuova città, e forse anche nuovi centri di emotività. Le gesta di Captain Spirit ci hanno lasciato con più dubbi che risposte, ma hanno anche stuzzicato la nostra attenzione con spunti molto validi.

Gameplay del supereroe: da grandi poteri... piccole responsabilità

Sono passati tre anni dagli eventi di Life is Strange: siamo nell'apparentemente minuscola cittadina di Beaver Creek, in Oregon. Chris ha dieci anni, vive da solo con suo padre, e come tutti i bravi ragazzini della sua età sogna ad occhi aperti. Sicuramente vi ricorderete anche voi di quel particolare periodo della vostra vita, del passaggio dalle scuole elementari alle medie, del vostro migliore amico, di un libro prestato con più figure che parole, e dei giocattoli sparpagliati nella vostra camera da letto. È il primo punto su cui vuole insistere Dontnod proponendo qualcosa di alternativo da quanto visto in Life is Strange: una prospettiva diversa, quella della tarda infanzia. Chris immagina di essere un supereroe, Captain Spirit, che come ogni eroe che si rispetti possiede un superpotere: dominare la materia tramite un curioso rapporto tra il corpo e la mente. Per esempio accendere il televisore senza telecomando, spostare gli oggetti, far sparire le cose, e naturalmente volare. Ma bastano pochi minuti di gioco per ricordarsi come ogni inquadratura della serie riservi sempre un sorriso amaro, una nota malinconica: Chris è genuinamente felice per il semplice fatto di esistere e poter giocare, o per l'imminente arrivo di Babbo Natale. Ciò non toglie che gli manchi profondamente la madre, recentemente scomparsa: lo hanno confermato gli sviluppatori, lo si intuisce praticamente da subito da piccoli input disseminati per la casa, e quindi lo sottolineano a più riprese i protagonisti.

The Awesome Adventure of Captain Spirit è un assaggio di Life is Strange 2, anche se non si capisce a ben vedere di che tipo: non è chiaro come sarà collegato al primo episodio in arrivo questo Settembre. La sua durata è esigua, paragonabile a quella del capitolo bonus di Before The Storm (Addio): un'oretta di gioco, al massimo un'ora e mezza andando piano ed esplorando ogni anfratto della piccola abitazione, basta e avanza per completare l'avventura. Un pratico taccuino, in perfetto stile "diario di Max" ci ricorda i nostri obiettivi, che richiedono un minimo di esplorazione dell'ambiente circostante. Pochi dialoghi, ma incisivi, un paio di personaggi secondari, ma che probabilmente si riveleranno influenti in Life is Strange 2. Di cose da vedere non ce ne sono poi tante: la stanza di Chris, il soggiorno, il giardino innevato, la casa sull'albero, e abbiamo già concluso; è il gameplay che riserva fortunatamente qualche piccola sorpresa rispetto al passato, con i doverosi limiti del caso. Dal momento che il bambino crede di essere un supereroe, di tanto in tanto le normali azioni da compiere saranno accompagnate da un'opzione bonus: il potere di Captain Spirit. Facciamo un esempio pratico: dovete gettare nella spazzatura del cibo avariato? Il "potere" di Chris può semplicemente teletrasportalo nello spazio. Non accade davvero naturalmente: è tutto nella testa del bambino, è funzionale ad immedesimarci nel suo punto di vista, ma porta con sé il suo bell'impatto emozionale. Lui crede sul serio di combattere i cattivi e salvare il mondo, quando in realtà i veri nemici sono il senso di perdita e la depressione incombente del padre.

Fedele al passato, forse anche troppo

Con The Awesome Adventure of Captain Spirit, Dontnod si è mostrata capace di qualche piccola accortezza: è stata aggiunta la possibilità di rispondere ai nostri interlocutori anche se questi ultimi sono in un'altra stanza (come mai nessuno ci aveva pensato prima?), e di saltare cutscene non troppo lunghe ma fastidiose, per esempio i brevi filmati di intermezzo tra una stanza e l'altra. Niente di troppo significativo, e nessuna vera innovazione: Captain Spirit è per ora una morbida fase di transizione tra Life is Strange e Life is Strange 2, un prodotto fedele alle sue origini, forse troppo. Anche il motore e la resa grafica sono rimasti gli stessi, al pari fortunatamente dell'incredibile cura per il comparto artistico.

Purtroppo, tenendo da parte il finale del breve episodio su cui non vi diciamo assolutamente nulla, tutto il resto è estremamente familiare. Un prodotto ben confezionato, curato, intenso dal punto di vista emotivo, ma che al momento non riesce a brillare: non lo fa perché il suo più grande nemico paradossalmente è proprio Life is Strange. Before the Storm non aveva bisogno di innovare più di tanto: aveva tra le sue armi protagonisti ben noti su cui poteva approfondire molti aspetti, restando nell'ottica di un contesto efficace. Captain Spirit e Chris hanno probabilmente bisogno di ingranare, ammesso che siano loro i protagonisti di Life is Strange 2. I personaggi hanno una propria identità, i temi meritano di essere approfonditi, e tuttavia è impossibile non intuire di nuovo, rovesciato, quello che fu il rapporto di Chloe con suo padre in Chris con la madre. Ciò non toglie che già dal prossimo settembre Life is Strange 2 non possa decollare da subito in positivo, mostrandoci nuove meccaniche nel gameplay (perlomeno qualcosa di simile al potere di Max), tematiche più originali, e conservando tutti gli aspetti positivi che ben conosciamo. Il nostro più grande timore è che si riveli, semplicemente, un "more of the same" della prima serie.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Multiplayer.it

7.0

Lettori (18)

7.4

Il tuo voto

The Awesome Adventure of Captain Spirit è un assaggio, semplicemente questo. Inizia con calma e prosegue con leggera concitazione (narrativamente parlando) fino ad un finale discretamente potente. I personaggi sono interessanti, le situazioni in cui si ritrovano un po' meno: ma c'è comunque abbastanza carne al fuoco per una nuova storia in grado di far arrabbiare, emozionare, piangere e gioire il giocatore, come tutte le opere artistiche di questo tipo dovrebbero almeno tentare di fare. Forse il tempo a disposizione per questo capitolo prequel è stato poco, o forse Dontnod non ha voluto mostrare tutte le sue idee sin da subito: il problema fondamentale resta comunque un gameplay praticamente immobile, incapace sia di evolversi che di riproporre una meccanica interessante come il potere di Max.

PRO

  • Chris è un bambino adorabile
  • L'atmosfera è quella di un vero Life is Strange
  • Buona cura per dialoghi, citazioni e comparto artistico

CONTRO

  • A volte si perde in qualche stereotipo
  • Limitato negli ambienti e nella durata
  • Gameplay molto conservativo