Catherine: Full Body: la recensione per Nintendo Switch 37

A spasso tra vino e procaci donzelle nella nostra recensione di Catherine: Full Body per Nintendo Switch

RECENSIONE di Marco Perri —   03/07/2020

Indice

La speranza è che basti questa recensione di Catherine: Full Body su Nintendo Switch per farvi correre a comprarlo, al massimo coadiuvata dall'articolo originale. Certo che, se a oggi, non avete ancora giocato uno dei titoli più particolari del decennio, è decisamente ora di cambiare testa. Quando Atlus, ancora indipendente, nel 2011 pubblicò Catherine su old-gen, apparve chiaro quanto il P-studio, il team di Persona, volesse dire la sua in un contesto generazionale non semplice. Persona 5 sarebbe uscito ben 5 anni dopo e da Persona 4 erano già passati alcuni anni; era ovvio che un eccentrico quanto folle visionario come Katsura Hashino stesse preparando uno dei suoi titoli più eleganti e irriverenti per accontentare i nippofili di quel tempo, purtroppo poco coccolati dai publisher giapponesi. A 9 anni di distanza, Atlus e SEGA chiudono il cerchio portando anche su Switch quella Catherine: Full Body che già un anno fa deliziò vecchi e nuovi arrivati, complice un nuovo personaggio e tante piccole aggiunte al menù che lo gettarono di nuovo sotto i riflettori. Cosa vuol dire, oggi, staccarlo dal dock e portarselo in giro?

Estremi che si toccano

Catherine è un gioco sublime, lo è sempre stato. Peraltro è stato rilasciato in anni nel segno di un'isola, quella nipponica, a quei tempi lasciata fuori dai grandi giochi mediatici e di opinione, vittima di sciagurati tempi dominati da un criticabile quanto posticcio pensiero videoludico pro-occidentalista. Erano anni figli di un passaggio all'alta definizione che stava maturando ma aveva già fatto danni irreparabili alle fondamenta del medium, in cui sembrava che se un titolo veniva dal Giappone era minore a prescindere perché non aveva una ricercatezza grafica da pseudo-film di Hollywood.

Nswitch Catherinefullbody 04

Oggi possiamo permetterci di guardare con più rilassatezza a un prodotto così autoriale perché da una parte SEGA ha messo Atlus in condizioni finanziarie più solide, dall'altra il P-studio è sulla vetta della stima di mezzo mondo per quel titolo incredibile che porta il nome di Persona 5. Vogliamo dirlo che Persona 5 nasce da Catherine? Dai, spingiamoci in questo viaggio dell'opinione che in realtà è più circostanziata di quanto si pensi. Catherine rappresenta l'anello mancante tra il percorso cominciato da Hashino con Persona 3, un'opera di svecchiamento e di rilancio del brand, proseguita con Persona 4 e a conti fatti maturata con Catherine, espressione deliziosa di un approccio allo sviluppo basato su una dicotomia gameplay-narrazione portata all'estremo. La storia di Vincent, su Switch come precedenti piattaforme, è una favola cruda dei nostri tempi ma forse da sempre appartenente alla nostra umanità, una parabola del rapporto uomo-donna, dell'ossessionante ricerca di affermazione professionale, della sensualità e della tentazione perversa, molto più libera oggi rispetto al passato di uscire fuori, di essere accettata. Narrativa, doppiaggio, colonna sonora dell'onnipresente Shogi Meguro e cornice stilistica cel-shaded accarezzano sprazzi di genialità ludica, che fa il paio con personaggi surreali, ma nemmeno troppo, e situazioni da triangolo amoroso (ora quadrato con il nuovo personaggio aggiunto).

In giro con Vincent

La verità è che Catherine Full Body è un prodotto da godersi con un buon vino nelle parti narrative e con un calmante in quelle forsennate scalate delle torri. Catherine trasmette perfettamente l'estremità della sfera situazionale voluta da Hashino e su Switch lo Studio Zero ha fatto un ottimo lavoro di porting. framerate stabile, risoluzione accettabile, texture assolutamente guardabili e pochissimo aliasing in modalità portatile, mentre un gradino sopra in modalità docked, che perde la sfida di risoluzione con la concorrenza ma mantiene intatto il valore di giocabilità e risposta ai comandi.

Nswitch Catherinefullbody 01

Rimangono inalterate le aggiunte già presenti un anno fa ed è bello vivere Catherine sul divano così come sul letto, anche se stavolta non lo reputiamo un titolo da viaggio o da panchina al parco, pertanto quello di Switch è un valore aggiunto eccezionale ma secondo chi scrive non libero di esprimere appieno il potenziale audiovisivo del prodotto. Le prime situazioni di Catherine scorrono via con un enorme piacere ma va detto che il caldo di questi giorni non è un toccasana per giocare al titolo in mobilità, visto che la dissipazione interna fatica non poco a mantenere fresca la console, segno che il titolo richiede comunque risorse non banali per girare sulla piccola console kyotense. Rimane quindi un consiglio spassionato: bene portarvela in giro ma benissimo non farlo e godersi questa meraviglia su schermo e un buon impianto audio, così non vi scaldate ulteriormente i polpastrelli e potrete scalare i livelli con un bel Pro Controller. Forza, date una mano a Vincent a raggiungere uno dei 13 differenti finali.

Digital Delivery
Nintendo eShop
Prezzo
49,90 €
Multiplayer.it

8.5

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Catherine: Full Body dovrebbe essere un'aggiunta obbligatoria per i fan dello stile sopraffino degli sviluppatori giapponesi. Switch si prende un'altra aggiunta di peso alla sua libreria, portando Vincent attorno casa con tutte le opzioni e le caratteristiche delle versioni già ampiamente trattate su queste pagine. Studio Zero fa funzionare tutto con estremo relax: detto che le temperature non sono indicative visto il caldo delle nostre case, il consiglio è di non giocarci troppo in portabilità anche per via di valori produttivi che si apprezzano meglio su schermo con audio dedicato che non a spasso con il rumore delle macchine in sottofondo. Da acquistare e rigiocare ancora, e ancora.

PRO

  • Stiloso, bilanciato, impegnativo
  • Trasuda eccentricità
  • Portabile, giocabile ovunque...

CONTRO

  • ... ma attenti a non farlo decollare
  • Prezzo forse un filino elevato