Disco Elysium: The Final Cut, la recensione per Nintendo Switch dell'eccezionale GDR di ZA/UM

La nostra recensione di Disco Elysium: The Final Cut in versione Nintendo Switch: il port dell'opera di ZA/UM sarà all'altezza? Ecco la nostra cosa ne pensiamo

RECENSIONE di Aligi Comandini   —   11/10/2021
77

Nell'ultimo decennio pochi titoli possono dire di aver dato uno scossone al genere dei GDR al pari di Disco Elysium. La cosa più incredibile, poi, è che quest'opera non lo ha fatto con chissà quali virtuosismi tecnici o innovazioni meccaniche: è riuscita a guadagnarsi un posto tra i migliori GDR di sempre "solo" con una scrittura brillante, una rielaborazione a dir poco atipica della progressione del proprio alter ego e un comparto artistico di altissimo livello.

D'altro canto i suoi creatori, gli ZA/UM, sono tutto fuorché un team di sviluppo tipico. Letteralmente un collettivo di artisti che nelle fasi iniziali non contava tra le sue fila nemmeno un esperto di videogiochi e/o programmazione, questo gruppo di creativi ha saputo dominare uno dei generi più ostici da affrontare in assoluto partendo da un'opera di concettualizzazione titanica (nata, invero, da un GDR carta e penna) e perfezionandosi ad ogni errore, il tutto senza cedere davanti a un inesorabile scorrere dei giorni che ha portato i tempi di sviluppo previsti addirittura a raddoppiare.

Per ovvie ragioni, quindi, il piano iniziale è stato ridimensionato e Disco Elysium è arrivato nelle case in forma leggermente meno ambiziosa di quanto inizialmente calcolato. Il fatto che si tratti comunque di uno dei videogiochi più sperimentali e ambiziosi in circolazione anche nella sua versione "base" è testamento delle capacità degli ZA/UM, eppure la loro natura votata al perfezionismo li ha portati a non sedersi sugli allori e a dar forma a una Final Cut del gioco capace di avvicinarlo ulteriormente all'idea iniziale. Da lì il team ha spinto sulla diffusione sviluppando port di ottima qualità, e oggi il loro curioso pargolo è arrivato anche su Nintendo Switch.

Sarà una versione all'altezza delle altre, o un port affrettato in rischio di rovinare quanto fatto di buono? Scopritelo nella la recensione per Nintendo Switch di Disco Elysium: The Final Cut.

Contenuti: un bel taglio cambia tutto il look

Disco Elysium, una conversazione nel buio
Disco Elysium, una conversazione nel buio

La versione arrivata sui lidi Nintendo è ovviamente la Final Cut appena citata, con tutte le dovute modifiche del caso. Non si tratta, in realtà, di una riedizione rivoluzionaria, ma contenutisticamente offre alcuni extra non indifferenti, tra cui un doppiaggio completo in inglese, una cosa impressionante se si considera il quantitativo incredibile di testo contenuto nel gioco. Le prove d'attore, peraltro, sono tutte di livello notevole, specialmente quella del musicista britannico Lenval Brown, a cui si deve la voce del protagonista e di tutte le sue 24 voci interiori (il suo range vocale è davvero folle, specie se si considera che prima di Disco Elysium non ha mai recitato).

Oltre a questo mare di parole sono poi presenti delle nuove quest legate alla "visione politica" del proprio alter ego: tali parti della campagna si sbloccano in base alle scelte fatte a riguardo del vostro credo politico durante l'avanzamento, e aumentano la rigiocabilità del titolo oltre ad aggiungere complessità alla trama (in alcuni casi anche nuovi personaggi e zone).

Infine, la Final Cut offre persino una modalità hardcore pensata per rendere ogni scelta più difficile e limitare le possibilità di approccio del giocatore (con fallimenti dei tiri di dado nettamente più probabili, prezzi più alti, e tutta una serie di altre problematiche acuite rispetto al livello di sfida classico). Per certi versi si tratta di un'aggiunta in grado di limitare alcuni degli sbilanciamenti originali - era fin troppo facile superare alcune situazioni con il giusto cambio d'abito - al contempo però si parla di una soluzione che rende l'esperienza meno scorrevole e l'esplorazione narrativa più ostica, andando quindi contro alla natura stessa del titolo. Si tratta, quindi, di un'opzione in più degna di lode, anche se non per tutti.

Il resto delle opzioni sono per lo più chicche minori: è possibile disattivare il doppiaggio completo (anche se non comprendiamo davvero perché lo si dovrebbe voler fare), o selezionare una modalità streamer per evitare problemi di copyright su Twitch e affini. La versione Switch mantiene tutte queste opzioni e va a perdere quelle legate ai settaggi grafici, dato che qui non vi è prevedibilmente una modalità 4K. Eppure ciò non significa che gli ZA/UM abbiano trascurato l'unicità della piattaforma, visto che questo port vanta un'interfaccia rielaborata in molti aspetti e una gestione certosina della visibilità dei testi.

Qualità del port: Revachol su Switch

Disco Elysium, la piazza di Revachol è invasa da camionisti in protesta
Disco Elysium, la piazza di Revachol è invasa da camionisti in protesta

Come già precisato, questo team di sviluppatori è composto prevalentemente da maniaci del dettaglio e artisti, perciò non ci sorprende più di tanto che per regolare le dimensioni dei testi e l'interfaccia su Switch - specialmente in modalità portatile - non si siano limitati allo standard, ma abbiano addirittura deciso di seguire la scala degli ottici optometristi per un'esperienza di lettura più adattabile. I cambiamenti di interfaccia non sono enormi, sia chiaro, eppure risultano percettibili, dimostrando comunque un po' di sforzo in più rispetto ai port superficiali che si vedono spesso in giro.

Il gameplay invece si attiene per lo più a quanto visto per le altre versioni console di Disco Elysium: ogni elemento interattivo può venir mostrato con la semplice pressione di un tasto, e attraverso la levetta analogica si interagisce con gli oggetti in modo piuttosto naturale. Si è purtroppo mantenuto il bug legato a certe interazioni (che richiedono qualche pressione di troppo per venir attivate), ma è sporadico e di norma basta insistere poche volte perché l'azione venga eseguita. Se si usa la Switch fuori dal dock, inoltre, il touchscreen è parte dell'equazione e tutto può venir fatto con qualche semplice tocco dello schermo, dalla gestione di movimento e interazioni all'apertura dei vari menu.

Se si gode di Disco Elysium in tal modo si va incontro a un singolo sacrificio: una risoluzione inferiore con un aliasing nettamente più marcato. Se si usa il dock la cosa si nota a malapena e l'impatto visivo resta pressoché identico a quello delle altre versioni (anche se un po' di aliasing in più rimane), invece giocare in portabilità significa che ogni elemento è più scalettato, specialmente al massimo livello di zoom. Per la cronaca, si parla di una critica marginale: Disco Elysium è sempre splendido da vedere in azione, anche con un po' di dettaglio in meno e il suo look altamente ispirato dall'arte novecentesca (le fonti artistiche sono molteplici e vanno dall'espressionismo moderno al futurismo) rende un minimo di scalettatura seriamente ignorabile in virtù del colpo d'occhio generale. Riteniamo comunque sia il caso di precisarlo.

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Tolto ciò, le magagne su Switch sono davvero limitate. Si ha a che fare con qualche caricamento più lungo della media per le mappe più estese e dei rallentamenti che intaccano ben poco l'esperienza durante alcuni specifici "tiri Shiver" incontrati durante la storia. Entrambi questi problemi sono noti, e pare che gli ZA/UM vogliano eliminarli o smussarli già con la prima patch. Per il resto non ci sono stati mutamenti strutturali, il che significa che i pochi difetti del titolo originale - un paio di colli di bottiglia della progressione legati ad alcune fasi principali della storia e la questione delle statistiche fin troppo modulabili con l'equipaggiamento già accennata prima - sono rimasti.

Ben poco di cui preoccuparsi, quindi, per un GDR che resta un capolavoro narrativo di rara audacia, in grado di sfruttare premesse abusate fino allo sfinimento come l'amnesia del protagonista e la necessità di riscoprire il mondo di gioco pezzo per pezzo senza banalizzarle. Disco Elysium è un titolo a dir poco geniale, scritto magnificamente, quasi sempre in grado di mantenere in piedi la sua visione d'insieme indipendentemente dalle scelte fatte dal giocatore (poco importa quanto assurde esse siano), e di porsi tra i migliori giochi di ruolo di sempre con un sistema costruito interamente attorno alla caratterizzazione del proprio alter ego e al testo scritto. La sua versione Switch non sarà quella tecnicamente più straordinaria, ma è chiaramente curata abbastanza da offrire ai possessori della console Nintendo l'esperienza che meritano. Se non lo avete ancora fatto, giocatelo.

Commento

Multiplayer.it

9.2

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Dotato di una scrittura straordinaria, di un'estetica unica e di una struttura brillante nella sua semplicità concettuale, Disco Elysium resta uno dei GDR più sorprendenti dell'ultimo ventennio, e un must play per chiunque ami la narrativa d'eccezione nei videogiochi. Il port della versione Final Cut su Switch non sarà quello tecnicamente più straordinario, ma è chiaramente molto curato, e durante la nostra prova ci è sembrato ben rifinito e in grado di offrire a chiunque l'esperienza originale in tutta la sua potenza. Bene così.

PRO

  • Narrativa straordinaria
  • Gestione brillante della progressione del protagonista
  • La versione Switch è ben fatta e mantiene tutti gli extra contenutistici della Final Cut
  • Doppiaggio completo che migliora ulteriormente la già notevole immersione
CONTRO
  • Restano i difetti di progressione dell'originale
  • Qualche magagna tecnica minore
  • Al solito, non è localizzato in italiano