Dragon's Dogma: Dark Arisen, la recensione per Nintendo Switch 28

Capcom porta il suo esperimento action rpg anche sull'ibrido Nintendo: la recensione di Dragon's Dogma Dark Arisen per Switch.

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   22/04/2019

Sono ormai trascorsi sette anni dall'arrivo di Dragon's Dogma sul mercato. Il riuscitissimo esperimento di Capcom, che univa la base pulsante dell'action rpg occidentale, ad alcune trovate estremamente orientali, ha conquistato nel tempo sempre più adepti. Mentre si attende il sempre più probabile annuncio di un secondo capitolo (sappiamo che Itsuno ha semplicemente scelto se realizzare prima Devil May Cry V o Dragon's Dogma 2), siamo tornati nelle terre di Gransys per vedere come se la cava il porting su Nintendo Switch. Al netto del tempo passato, il titolo resta un piccolo gioiello mai troppo osannato, e la possibilità di giocarlo in mobilità è sempre un grande valore aggiunto.

La leggenda dell’Arisen

Per chi non avesse dimestichezza con le vicende dietro alle gesta che ci troveremo a compiere, sappiate che nel gioco si interpreta un Arisen. Questa particolare categoria di esseri sono coloro i quali hanno avuto la sventura di incrociare sulla propria strada un drago, ma anche la fortuna di rinascere più forti ed arrabbiati dopo che quest'ultimo ha deciso di recidere e portarsi via il loro cuore. Questo evento li lega indissolubilmente al drago in questione e l'unica missione alla quale si dedicano è la vendetta nei confronti del gigantesco essere alato. Superato un discreto editor, che permette sia una creazione veloce ed indolore sia la completa personalizzazione dei tratti, si passa alla scelta della propria classe. Il titolo permette di modificare la propria categoria anche nel corso del suo svolgimento, passando da classi base ad avanzate tramite il semplice consumo di punti esperienza. Ognuna di queste consente l'equipaggiamento di specifiche armi ed armature, compreso poi lo sblocco di determinate abilità legate alla classe stessa. Questi elementi sono alla base di un combat system che sorprende ancora oggi, grazie all'unione sapiente di elementi RPG, azione hack 'n' slash e alcuni tratti ripresi addirittura da Monster Hunter.

La grande trovata produttiva di Capcom fu, a suo tempo, proprio quella di unire insieme tre grandi producer, così da creare un titolo unico nel suo genere. Questo ibrido action rpg dà luogo ad una serie di combattimenti di una qualità sopraffina, coadiuvati da una profondità nelle meccaniche che solo dopo svariate ore si riesce davvero ad apprezzare. È in questo modo che gli scontri con i giganteschi boss che popolano le sconfinate terre che compongono l'open world liberamente esplorabile, ricordano a gran voce le meccaniche del titolo di caccia più famoso del mercato. Al contrario i combattimenti con i nemici meno coriacei regalano le sensazioni di un classico action game caro a Capcom. La struttura del titolo è legata al completamento di una lunga lista di missioni, divise tra principali e secondarie, che è possibile portare a termine nella sequenza che più ci aggrada, fino alla conclusione di una storyline che può portare via tra le trenta e le sessanta ore, in base alla quantità di incarichi opzionali che si portano a termine.

Il gameplay delle pedine

Dragon's Dogma è un titolo rigorosamente single player, ma si porta in dote una meccanica che gli consente di unire l'idea di party controllato dall'intelligenza artificiale, con una coop asincrona molto interessante. La comunità delle pedine rappresenta, nella lore del titolo, una tipologia di esseri non totalmente umani, perché ignari dell'idea di volontà e libero arbitrio, intenzionati a legarsi e dedicare anima e corpo al proprio condottiero Arisen. Tramite questa interessante idea, il gioco consente di allargare il proprio party fino a quattro elementi, uno dei quali principale e impossibile da sostituire, affiancato da altri due che è possibile reclutare e congedare a piacimento. Questi elementi si portano in dote tutta una serie di consigli utili in battaglia e, il giusto assortimento di combattenti e classi è ciò che consente di fare davvero la differenza in battaglia, trasformando uno scontro apparentemente impossibile in una passeggiata di salute. Ad aggiungere un ulteriore piano di profondità ci pensa la possibilità di arruolare le pedine principali condivise da altri giocatori online, in grado di insegnarvi qualcosa che ancora non sapevate e che, qualora sia la vostra ad essere andata in trasferta, potrebbe tornare con nuovo equipaggiamento e accresciuta nel livello e nelle capacità. È facile quindi comprendere come questa meccanica, unica e irripetuta nel suo genere, rappresenti uno dei grandi punti di forza del titolo, funzionale e apprezzata anche a sette anni dall'uscita.

E il porting su Switch?

Veniamo al motivo stesso di questa terza recensione di Dragon's Dogma: il porting su Switch. Nello specifico, il titolo di Capcom ha vissuto alti e bassi dal punto di vista tecnico. La prima versione per la vecchia generazione era afflitta da evidenti cali di frame rate, a fronte di un mondo sì grande, ma anche gestito tramite una serie di caricamenti tra le diverse zone. L'arrivo della remastered su console attuali aveva risolto grande parte dei problemi di fluidità, ed eliminato delle fastidiosissime bande nere che precludevano la visione di porzioni di schermo al day one. Allo stesso tempo, nonostante questa massiccia dose di lavoro, il titolo non superava comunque i trenta fotogrammi al secondo, piazzandosi perciò al secondo posto dietro alla versione PC. Questo ulteriore lavoro di adattamento ha smentito alcune delle paure generate nel tempo, che lo volevano nuovamente afflitto da particolari problemi di fluidità. Al contrario, nel corso delle ore della nostra prova, non abbiamo mai sofferto di queste limitazioni, se non in alcune piccolissime occasioni e solo in modalità fissa. Quando invece lo si gioca in mobilità, il porting di Dragon's Dogma non avverte alcun tipo di problematica, mostrando ancora una volta la meraviglia di giocare titoli AAA su di uno schermo da sei pollici. Certamente restano i trenta fotogrammi al secondo, impossibile aspettarsi il contrario laddove neanche PlayStation 4 ed Xbox One erano riuscite. Non abbiamo avvertito differenze invece per ciò che concerne l'aspetto puramente visivo, con modelli, texture e animazioni ancorati a ciò che la nostra memoria ci aveva garantito.

Digital Delivery
Nintendo eShop
Multiplayer.it

8.0

Lettori (4)

8.6

Il tuo voto

Giocare Dragon's Dogma su Nintendo Switch è un piacere. Al netto degli anni trascorsi e di un impatto visivo ormai non del tutto indimenticabile, il particolare action rpg di Capcom è ancora in grado di sorprendere. In attesa del suo probabile sequel, si tratta di un'ottima opportunità per recuperarlo per chi ancora non l'avesse giocato, o di riviverlo per tutti gli altri. D'altronde è sempre una gioia ricevere nuovi titoli di questo genere su Nintendo Switch, che non può attualmente vantare su un catalogo ampissimo da questo punto di vista.

PRO

  • Sette anni e ancora in grado di sorprendere sotto l'aspetto del gameplay
  • La modalità portatile è una gioia
  • Scongiurate le paure tecniche
  • È un altro passo commerciale verso l'annuncio del sequel

CONTRO

  • Visivamente comincia a faticare
  • In modalità docked a volte soffre un po'