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Dusk Diver 2, la recensione di un gioco passato in sordina per Nintendo Switch, PC e PS4

Arriva su Nintendo Switch il seguito di Dusk Diver, titolo passato in sordina in cui vari generi si fondono in una cornice action dal tono spiccatamente orientale.

RECENSIONE di Marco Perri   —   24/08/2022
Dusk Diver 2
Dusk Diver 2
Video Immagini

Non sappiamo quanti tra queste pagine abbiano giocato Dusk Diver, primo episodio di quello che a conti fatti si sta delineando come una serie. È probabile che quel particolare mix di azione, combattimenti, design e ambientazioni molto orientali sia riuscito ad affascinare, ammantato di quell'alone da gemma grezza in divenire. Con questo seguito, lo sviluppatore Wanin International prova a riprendere quanto raccontato e buttarlo qualche metro avanti in una mischia di competitor piuttosto nutrita.

Se è vero che il mondo degli action è stato catturato da una sorta di tempesta dal genere dei soulslike tanti anni fa, non si può dire non ci sia uno zoccolo duro di pubblico, anche abbastanza numeroso, che negli anni ha sempre dimostrato di apprezzare un po' di sano e frenetico esercizio di dita sul pad.

Seguiteci nella nostra recensione di Dusk Diver 2 per capire se questo è l'action che stavate aspettando.

La storia bisogna saperla

Un paesaggio urbano di Dusk Diver 2
Un paesaggio urbano di Dusk Diver 2

Ce lo dicevano anche a scuola: chi non sa la storia, non capisce dove sta vivendo. Dusk Diver 2 ha un po' lo stesso approccio intransigente delle anziane professoresse nostrane: sin dalle prime righe del complicato mondo di personaggi, fazioni, poteri e nemici che circonda una fittizia Taipei, si capisce che se non si è giocato il primo episodio, si avrà una vita veramente durissima a seguire le tante righe a schermo, ovviamente solo in inglese.

Lo sviluppatore non vuole fare prigionieri: o si sa di cosa e di chi si parla, oppure conviene mettersi un punching ball dentro casa e sfogarsi con quello. In ogni caso, gli eventi sono un anno dopo la fine del primo episodio, con la protagonista Yumo ad alternarsi tra la dimensione ordinaria e quella delle Chaos Beasts, con poteri che vi lasceremo scoprire, in un alternarsi tra normale vita da ragazzina e furia implacabile in dungeon pieni di mostri.

A patto di passare oltre questo smarrimento iniziale, la struttura da action / gioco di ruolo di Dusk Diver 2 ha un suo perché, grazie a un sistema di quest che pesca dal passato ma è almeno arricchito da una chiave estetica molto simile agli Shin Megami, in particolare Persona e Tokyo Mirage Session.

Questa volta, come anticipato, niente Tokyo ma il quartiere Ximending di Taipei: siamo quindi sempre in Oriente, ma in una nazione che in qualche modo ha i suoi tratti esotici e stilistici differenti dai canoni ai quali potremmo esserci abituati negli anni. Una volta tanto, una metropoli orientale differente dal solito. Dicevamo, Yumo: quando lei e il suo team incontrano un misterioso ragazzino e anche un suo inseguitore sconosciuto, parte una lotta tra fazioni attratte dal potere del Dragon Vein. E ora pronti a menare le mani.

Prendere tutti a pugni e calci

Un combattimento di Dusk Diver 2
Un combattimento di Dusk Diver 2

Il fulcro di Dusk Diver 2 è chiaramente la sua struttura action a dungeon, con una spruzzata di gioco di ruolo e a tratti musou. A differenza però di altri titoli più eleganti, la mole di testo, tasti, azioni e operazioni a disposizione è inizialmente soverchiante: anche tra le mani di giocatori esperti di titoli similari, sembra quasi un allegro scherzo il modo in cui il gioco lancia addosso al giocatore tutto quello che ci sarebbe da imparare per muovere i primi passi nel dungeon iniziale.

Passata questa prima fase, si entra nel sistema di combattimento, sicuramente più stratificato del primo ma visibilmente un pochino acerbo, limitato, poco incisivo: siamo ancora, per l'ennesima volta, di fronte a un sistema poco premiante, in cui non appena si capisce qual è il personaggio del team che fa più danni, si usa quello per ore e ore, senza grandi stimoli al cambiamento, nonostante i protagonisti siano liberamente intercambiabili nelle battaglie.

La grafica di Dusk Diver 2 ha un certo stile
La grafica di Dusk Diver 2 ha un certo stile

Mettiamoci anche che il modo in cui tanti nemici sono disegnati spinge a un approccio al combattimento a tratti noioso, fatto di barre di vite lunghe ma poco galvanizzanti, attacchi nemici prevedibili e solo tanto, tantissimo tempo da perdere negli scontri ed ecco che l'elemento che doveva risplendere sotto il cofano si rivela qualcosa di solo passabile. La parentesi di crescita o di gestione equipaggiamento è prevedibile, abbastanza inserita nei classici dettami già visti e rivisti. Anche il sistema delle quest, o di potenziamento tramite il mangiare, in generale il design dei dungeon, non è fatto male, semplicemente non aggiunge veramente nulla di nulla: è pura esecuzione di cose già viste mille altre volte prima, stavolta però a Taipei invece che Tokyo.

Qualche parola sul comparto tecnico su Switch: il titolo gira benino, con qualche piccolo tentennamento di fotogrammi, ma di poco conto. Sicuramente buono il character design, meno la trasposizione poligonale dei personaggi, piuttosto povera e quasi figlia di una generazione fa. È probabilmente lo scotto da pagare per rendere quanto più stabili i 30 fotogrammi, ma abbiamo visto titoli molto più corposi girare meglio di questo.

Conclusioni

Digital Delivery PlayStation Store, Nintendo eShop
Prezzo 49.90 €
Multiplayer.it
6.2
Lettori (1)
7.3
Il tuo voto

Dusk Diver 2 è un gioco che può piacere agli estremi appassionati di prodotti action e ruolistici orientali, ma solo a loro. Non è confezionato male, semplicemente non eccelle particolarmente in nulla, propone un'offerta già vista mille altre volte nel passato e il sistema di combattimento non è accattivante come avremmo soluto, considerando poi che è un seguito. Probabilmente è la somma delle parti a tenerlo sopra la sufficienza, grazie a una struttura di fondo che comunque funziona per chi ha la pazienza di avanzare e scandagliare nel profondo i pregi di una serie che senza timidezza mostra continuamente il proprio potenziale, senza però ancora averlo sviluppato.

PRO

  • Storia, design dei personaggi
  • Ambientazione orientale diversa dal solito
  • Ha delle fondamenta ben confezionate

CONTRO

  • Sistema di combattimento più piatto del previsto
  • Non risplende in praticamente nulla
  • Avanzamento e gestione del party mal calibrati