Fallout Shelter, la recensione della versione PS4  36

Fallout Shelter sbarca su console, ed è più in forma che mai

RECENSIONE di Simone Pettine   —   14/06/2018

Siamo nati nel Vault, moriremo nel Vault: era il vecchio motto del Soprintendente del Vault 101, in Fallout 3, uno dei capitoli storici della serie. Noi però aggiungeremmo: se proprio dobbiamo morirci in questo Vault, almeno facciamolo funzionare fino alla fine, nei limiti del possibile. Ed è anche un po' la filosofia alla base di Fallout Shelter, il piccolo ma corposo gestionale mobile targato Bethesda lanciato nell'estate del 2015 su dispositivi iOS e in seguito android. Fallout Shelter a ben vedere era il primo tentativo della società di ritagliarsi un suo spazietto anche nel settore mobile, e aveva naturalmente il compito di permettere di ingannare l'attesa in vista dell'arrivo di Fallout 4, l'autunno successivo, quando tutti avrebbero posato lo smartphone sul tavolino e impugnato il controller, pronti a sopravvivere nel mondo post-atomico che ben conosciamo. Bethesda quindi un paio di giorni fa ha sorpreso davvero tutti annunciando l'arrivo di Fallout Shelter anche su PlayStation 4 e Nintendo Switch: è l'occasione giusta non solo per riscoprire un titolo valido, ma anche per analizzare come è invecchiato, in cosa è cambiato, e come si comporta lontano dal settore mobile.

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La dura, faticosa vita del soprintendente

Basta prendere ordini: in Fallout Shelter siamo noi il soprintendente, alle prese con la costruzione, la progettazione e poi l'oculata gestione del nostro personalissimo Vault. Inizieremo con appena la gigantesca porta d'ingresso a disposizione, ma poi dovremo pensare noi a come disporre le varie aree e stanze del rifugio sotterraneo. E di edifici da costruire ce ne sono davvero parecchi, da quelli fondamentali per rispettare i tre parametri base della sussistenza della popolazione del Vault (acqua, cibo ed elettricità) a possibilità più opzionali ma che non fanno mai male, come i ripostigli per depositare un numero sempre maggiore di oggetti. Fallout Shelter è un gestionale intelligente e studiato con attenzione ai più piccoli particolari: l'errore nella gestione di una singole risorse, l'incuria per un abitante malato o un incendio che abbiamo sottovaluto, la carenza di sentinelle all'ingresso principale, qualsiasi trascuratezza può rivelarsi un errore fatale per la nostra sopravvivenza, e per quella dei poveri disgraziati dei quali siamo il soprintendente.

Nei primi momenti di gioco Fallout Shelter è abbastanza indulgente: ci spiega come si costruiscono le varie stanze e qual è il loro scopo, la connessione tra energia, cibo e acqua e la necessità di tenerle tutte e tre bilanciate per favorire la felicità degli inquilini del nostro rifugio; le prime volte che saremo in difficoltà, per esempio con uno dei tre parametri sballati perché abbiamo sbagliato a toccare qualcosa, ci penseranno le ricompense delle prime missioni o bonus di altro tipo a riportarci in carreggiata. Ma dopo le prime ore di gioco, starà a noi pensare al funzionamento del Vault, e questa volta per davvero: non sono permessi errori, a meno che non vi piaccia ricominciare tutto da capo perché sono morti tutti gli abitanti oppure ritrovarvi alle prese con la ricostruzione dopo una situazione disastrosa. Fallout Shelter si presta a partite mordi e fuggi da una decina di minuti ciascuna, il tempo di raccogliere la produzione delle varie stanze, spostare e riassegnare i nuovi abitanti e valutare la costruzione di nuovi edifici. I tempi morti sono scanditi con l'esplorazione della Zona Contaminata, dove potremo inviare in missione alcuni dei nostri abitanti migliori, dopo averli debitamente equipaggiati con armi e armature: vale la logica del tempo reale, quindi se inviamo in missione un abitante e smettiamo di giocare per tre ore lui sarà ancora lì finché non lo richiameremo nel Vault; un periodo prolungato all'esterno può sia portare alla scoperta di molti oggetti utili che alla morte del personaggio, se non è pronto alle sfide che lo attendono.

Gli abitanti si aggiungono alla popolazione del Vault in due modi: per riproduzione interna o arrivo dall'esterno. Nel primo caso potremo influire noi stessi, incentivando i nostri inquilini a procreare nel metodo più banale possibile, ossia assegnando un maschietto e una femminuccia ai dormitori; ogni abitante possiede S.P.E.C.I.A.L. uniche, che lo rendono particolarmente portato per un determinato compito (per esempio la gestione dell'energia elettrica) e meno adatto per altri (come la produzione di cibo). Alcuni abitanti possiedono caratteristiche o S.P.E.C.I.A.L. molto elevate, di solito sono la ricompensa per i cestini del pranzo del Vault (sorta di casse premium), ma i parametri possono essere aumentati anche con specifiche strutture da costruire nel rifugio.

Trofei PlayStation 4

Fallout Shelter approda su PlayStation 4 portando con sè anche un luccicante Trofeo di Platino: il suo ottenimento richiederà almeno 40 ore di grinding, in cui dovremo costruire, potenziare, mandare in esplorazione gli abitanti, completare le missioni secondarie, aumentare la popolazione del nostro Vault, insomma tutto ciò che è alla base della normale amministrazione da parte del Soprintendente, e anche di più! Fortunatamente nessun Trofeo è mancabile.

Un Vault in salotto

Fallout Shelter non ha subito grandi modifiche nel corso di questi ultimi tre anni, a parte qualche minimo bilanciamento e l'aggiunta di alcuni elementi assenti al lancio: per esempio Mr. Handy che può raccogliere al posto nostro tutte le risorse del Vault in un momento, come se accendere il gioco e farlo manualmente fosse la più grande incombenza di questa vita, e gli animali domestici, che garantiscono bonus aggiuntivi al nostro rifugio sotterraneo. Per ottenerli i modi sono due, aprire il portafoglio e cedere alle microtransazioni o più oculatamente decidere di farne a meno o aspettare di avere la fortuna di sbloccarne qualcuno lungo la strada: non mancano missioni a breve e lungo termine che ci ricompenseranno per i nostri risultati, magari chiedendoci di compiere tutto sommato operazioni semplici come ottenere una precisa quantità di una certa risorsa, armare alcuni abitanti e mandarli in esplorazione.

La vera novità di Fallout Shelter è quindi il suo semplice arrivo su console, e la possibilità di giocarlo "in grande" sul televisore in salotto: su PlayStation 4 il gestionale di Bethesda si comporta molto bene, ha una grafica pulita e nessun rallentamento di sorta, il che non era neanche così scontato dato che molto spesso i titoli mobile che approdano altrove non vengono adeguatamente curati dagli sviluppatori. Bethesda tuttavia al franchise Fallout ci tiene, e il trattamento per Fallout Shelter non fa eccezione: si è cercato anche di rendere comodi, per quanto possibile, i comandi del DualShock; l'esperienza all'inizio è traumatica, perché il touch screen era ovviamente più intuitivo ed immediato, ma poco a poco ci si fa l'abitudine e la combinazione di tasti da tenere a mente per spostarsi tra le varie stanze, eseguire lo zoom o equipaggiare armi agli abitanti non è niente di troppo complesso. Su Nintendo Switch, a parità di prestazioni in Modalità TV e tabletop, le cose vanno decisamente meglio perché resta a disposizione la funzionalità touch screen del titolo, che si avvale inoltre entro certi limiti anche dell'HD Rumble. Il vero problema di Fallout Shelter su console è la macchinosità di accesso e di gestione dei tempi morti: per chi ci tiene ad accedere a brevi intervalli di tempo al proprio Vault le cose non possono essere così semplici come su smartphone, perché una console non puoi estrarla dalla tasca, restando legata al luogo fisico dove l'abbiamo posizionata; questo può diventare un problema soprattutto se abbiamo mandato un abitante in missione e ce ne ricordiamo mentre siamo fuori casa, rischiando di farlo morire perché non possiamo materialmente avviare Fallout Shelter e dirgli di tornare nel Vault. In quel caso l'unica alternativa sarà resuscitarlo utilizzando la valuta del titolo.

Versione testata
PlayStation 4
Digital Delivery
PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Multiplayer.it

7.5

Lettori (5)

8.5

Il tuo voto

Fallout Shelter era e resta un ottimo gestionale, in grado di regalare parecchie soddisfazioni. Ci sono degli errori da cui non si torna indietro, e se sbagliamo in modo grave troppe volte di seguito rischiamo di dover creare un nuovo Vault da capo, ma è un'esperienza che offre parecchi spunti e possibilità, arricchita da una fedeltà artistica e sonora completa all'universo di Fallout; le microtransazioni ci sono, ma sono completamente trascurabili e non precludono sul serio alcuna caratteristica della produzione. È gratis, quindi vi consigliamo di provarlo se non l'avete mai fatto prima, e anche di tornarci se la vostra ultima partita risale a due o tre anni fa. Su PlayStation 4 si perde un po' di immediatezza a causa della mancanza dei controlli touch screen, ma a parte gli insuperabili limiti del supporto diverso, Fallout Shelter resta Fallout Shelter.

PRO

  • Porting tecnicamente valido
  • Su TV ha visivamente il suo perché
  • Resta un gestionale variegato e intelligente

CONTRO

  • In tre anni non ci sono state aggiunte significative
  • Su console si presta di meno a sessioni mordi e fuggi
  • Si sente la mancanza del Touch Screen