Dopo un periodo particolarmente complicato, Football Manager aveva bisogno soprattutto di ritrovare una direzione. Il passaggio al motore Unity e le difficoltà incontrate con Football Manager 26 avevano lasciato più di qualche dubbio sul futuro della serie, soprattutto tra gli appassionati che continuavano a considerare Football Manager 2024 uno dei punti più alti raggiunti dal gestionale di Sports Interactive.
Football Manager 27 arriva quindi con un compito tutt'altro che semplice: dimostrare che il nuovo corso può funzionare e, soprattutto, che le modifiche apportate alla struttura del gioco non hanno compromesso ciò che rende Football Manager un'esperienza così particolare. Introdurre nuove funzionalità o migliorare la presentazione delle partite è solo l'inizio, ma il cuore della serie rimane la possibilità di controllare una squadra in ogni suo aspetto, costruendo un progetto tecnico destinato a evolversi nel corso delle stagioni.
Per questa recensione abbiamo affrontato tre stagioni alla guida del Manchester City, affiancando alla carriera con il club inglese anche un'esperienza da commissario tecnico di una nazionale e una stagione nella Serie C italiana con il Treviso e una con la Serie A Femminile con la Lazio. Un insieme di situazioni differenti, utile per valutare tanto la gestione di una società con grandi risorse quanto quella di una realtà che richiede un approccio inevitabilmente diverso. Il risultato è quello di un capitolo che compie passi avanti validi rispetto al passato recente, recuperando parte dell'identità che sembrava essersi smarrita. Non tutto, però, funziona ancora come dovrebbe, e alcune delle criticità più evidenti finiscono per emergere proprio quando le nuove meccaniche iniziano a mostrare il loro potenziale.
Un'interfaccia che cerca ancora il proprio equilibrio
Uno degli aspetti su cui Sports Interactive è intervenuta maggiormente è l'interfaccia. Dopo le numerose critiche rivolte a Football Manager 26, gli sviluppatori hanno rivisto la navigazione e l'organizzazione di diverse schermate, cercando di rendere più immediato l'accesso alle informazioni necessarie per gestire una squadra.
Il lavoro sull'interfaccia si accompagna anche a un ulteriore ampliamento delle possibilità di personalizzazione del proprio allenatore. Dopo il profondo rinnovamento introdotto con Football Manager 26, Sports Interactive è intervenuta soprattutto sull'aspetto estetico del personaggio, introducendo nuove opzioni per corporatura, lineamenti del viso, tonalità della pelle, capelli e barba. A queste si aggiunge una maggiore varietà di indumenti e accessori, tra cui cappelli, sciarpe e guanti, oltre al ritorno del selettore personalizzato dei colori e alla possibilità di indicare fino a quattro squadre del cuore. La creazione del proprio alter ego risulta quindi più completa e flessibile, anche se rimane un elemento secondario rispetto alle meccaniche gestionali vere e proprie.
Particolarmente interessante è anche l'attenzione rivolta all'accessibilità e alla rappresentazione dei personaggi. Football Manager 27 permette infatti di creare un allenatore che utilizza una sedia a rotelle motorizzata, una scelta che viene mantenuta anche nelle sequenze a bordo campo e durante le celebrazioni dei trofei, con podi adattati per l'occasione. Gli sviluppatori hanno inoltre migliorato l'aspetto dei Newgen, i calciatori generati nel corso delle stagioni, intervenendo su capelli, pelle, espressioni facciali e postura per renderli maggiormente riconoscibili.
I miglioramenti ci sono e sarebbe sbagliato ignorarli: la struttura generale appare più ragionata, alcune operazioni risultano più semplici e la navigazione superiore permette di raggiungere le principali aree gestionali senza dover continuamente ricostruire il percorso tra i menu. È evidente il tentativo di restituire una certa familiarità a un'interfaccia che, nel capitolo precedente, aveva finito per complicare anche attività relativamente semplici.
Questo non significa, però, che il problema sia stato completamente risolto. Orientarsi tra le numerose schermate richiede ancora tempo, soprattutto nelle prime ore, e la distribuzione delle informazioni non sempre segue una logica immediata. Football Manager è per sua natura un gioco complesso, ma esiste una differenza importante tra la profondità di un sistema gestionale e la difficoltà di raggiungere gli strumenti necessari per utilizzarlo.
Il confronto con Football Manager 2024 rimane inevitabile: il capitolo del 2023 aveva raggiunto un equilibrio particolarmente efficace tra quantità di informazioni, personalizzazione e velocità di consultazione. Football Manager 27 recupera terreno rispetto al suo predecessore, ma non riesce ancora a restituire la stessa naturalezza nelle operazioni quotidiane. È una differenza che pesa soprattutto durante le carriere più lunghe, quando alcune attività vengono ripetute decine di volte. Durante le tre stagioni trascorse al Manchester City abbiamo avvertito soprattutto questo limite: operazioni che dovrebbero richiedere pochi secondi finiscono per diventare macchinose quando bisogna ripeterle continuamente, tra una partita e l'altra.
D'altra parte, il sistema di consigli dello staff e le possibilità di delegare determinate responsabilità aiutano a rendere più accessibile l'esperienza. Chi si avvicina alla serie per la prima volta può trovare un supporto utile per comprendere la gestione di allenamenti, mercato e preparazione delle partite. Il problema è che un'interfaccia più accessibile non è necessariamente più efficiente per chi preferisce controllare direttamente ogni aspetto del proprio club.
La sensazione complessiva è quella di un lavoro ancora in corso. La direzione è migliore, ma Sports Interactive deve continuare a intervenire sull'organizzazione delle informazioni e sulla rapidità delle operazioni, senza confondere la semplificazione visiva con quella delle procedure.
La tattica torna al centro del progetto
Se l'interfaccia rappresenta un miglioramento ancora incompleto, il sistema tattico è probabilmente l'aspetto più convincente di Football Manager 27. La costruzione delle strategie restituisce una maggiore sensazione di controllo e invita a ragionare sulle caratteristiche dei giocatori prima ancora che sul modulo da utilizzare. È proprio nella costruzione delle tattiche che abbiamo trovato le soddisfazioni maggiori durante la prova: ragionare sull'organizzazione della squadra è tornato a essere realmente coinvolgente, anche prima di verificare sul campo l'efficacia delle scelte effettuate.
Le nuove meccaniche legate alla complessità e all'efficacia tattica introducono considerazioni interessanti nella preparazione della squadra. Non basta scegliere una disposizione e assegnare i ruoli che, sulla carta, sembrano garantire il rendimento migliore: bisogna valutare quanto i calciatori siano in grado di interpretare le richieste dell'allenatore e quanto la strategia risulti coerente con le loro qualità.
Si nota chiaramente un discreto miglioramento nella costruzione delle tattiche all'interno del gioco: la possibilità di ragionare più approfonditamente sull'organizzazione della squadra restituisce valore a una delle attività centrali della serie, evitando che la gestione tecnica si riduca alla ricerca di una combinazione particolarmente efficace da utilizzare indipendentemente dagli interpreti. Il confronto tra Manchester City e Treviso è stato particolarmente utile da questo punto di vista: costruire una tattica per una squadra di Serie C richiede considerazioni differenti rispetto a quelle necessarie per gestire una rosa di altissimo livello, e il nuovo sistema riesce a dare maggiore importanza a questa distinzione.
Un'altra novità interessante riguarda le istruzioni individuali dedicate all'attacco dell'area di rigore. Football Manager 27 permette di definire con maggiore precisione il comportamento dei calciatori negli ultimi metri, scegliendo se chiedere inserimenti ritardati oppure movimenti più diretti contro la linea difensiva. È possibile intervenire anche sulle zone da attaccare, distinguendo tra primo palo, secondo palo e posizione centrale. Non si tratta soltanto di aggiungere qualche opzione alla schermata tattica, ma di offrire strumenti che, almeno sulla carta, consentono di costruire situazioni offensive più vicine alle intenzioni dell'allenatore.
Naturalmente, queste indicazioni devono confrontarsi con le caratteristiche dei singoli giocatori. Un calciatore con buoni valori di movimento senza palla e anticipazione dovrebbe interpretare meglio determinate richieste rispetto a un compagno meno dotato sotto questo aspetto. Il principio funziona, soprattutto perché permette di ragionare sulle caratteristiche degli interpreti anziché limitarsi alla scelta di un modulo. Resta però il problema che attraversa buona parte dell'esperienza: la maggiore profondità delle istruzioni richiede comportamenti credibili sul campo, un risultato che il motore di gioco non riesce ancora a garantire con sufficiente continuità.
Anche il bilanciamento delle strategie più aggressive appare più convincente. Il Gegenpressing (il contropressing), per anni una delle soluzioni più efficaci e spesso fin troppo convenienti, richiede maggiore attenzione nella scelta dei giocatori e nell'organizzazione complessiva della squadra. L'intensità del pressing non rappresenta più, almeno nelle intenzioni e nell'impostazione del sistema, una scorciatoia sufficiente a compensare qualsiasi limite della rosa.
Questa maggiore attenzione alla costruzione tattica si accompagna a un rinnovato rapporto con gli allenamenti. La preparazione può essere indirizzata verso aspetti specifici del gioco, collegando più direttamente il lavoro settimanale alla strategia scelta: questo restituisce agli allenamenti una funzione che va oltre il semplice mantenimento della condizione fisica o dello sviluppo individuale.
L'efficacia concreta di questo collegamento, tuttavia, non è sempre altrettanto evidente. Il sistema offre strumenti interessanti, ma il percorso attraverso cui una squadra assimila le indicazioni dell'allenatore potrebbe essere comunicato meglio. In alcuni casi, la sensazione è che il gioco richieda un investimento di tempo considerevole senza restituire informazioni altrettanto chiare sui risultati ottenuti.
Un discorso simile riguarda le Modifiche tattiche, pensate per introdurre cambiamenti rapidi durante le partite. L'idea è valida: intervenire su determinati comportamenti senza dover riorganizzare ogni volta l'intera tattica rende più comoda la gestione dalla panchina. Resta però una certa distanza tra la praticità dello strumento e la possibilità di percepire immediatamente gli effetti di ogni modifica.
Accanto alle Modifiche tattiche trovano spazio anche le Istruzioni, ovvero le indicazioni impartite dalla panchina durante gli incontri. Il sistema è stato rivisto per offrire spiegazioni più dettagliate sugli effetti delle diverse comunicazioni, con reazioni dei calciatori che dovrebbero dipendere maggiormente dal contesto e dal loro stato mentale. La differenza rispetto agli interventi tattici è piuttosto netta: mentre questi ultimi modificano l'organizzazione della squadra, le Istruzioni agiscono principalmente sulla componente psicologica, permettendo di incoraggiare, richiamare o stimolare i propri giocatori.
Nel complesso, la profondità tattica rappresenta il principale motivo d'interesse di Football Manager 27. È un sistema che merita di essere sviluppato ulteriormente e che potrebbe costituire una delle fondamenta più solide per i prossimi capitoli.
Quando il campo non segue la lavagna
Il problema principale di Football Manager 27 emerge quando le idee costruite fuori dal campo devono essere tradotte in comportamenti concreti durante le partite. Il motore di gioco ha compiuto progressi sul piano della presentazione, ma continua a mostrare situazioni difficili da giustificare. Nel corso della nostra prova abbiamo osservato difensori rimanere sostanzialmente immobili in momenti nei quali sarebbe stato necessario intervenire, oltre ad alcuni movimenti poco credibili che finiscono per compromettere la naturalezza delle azioni.
Gli errori individuali fanno parte del calcio e devono necessariamente trovare spazio anche in una simulazione gestionale. Il problema nasce quando il comportamento sul campo appare scollegato dalla situazione, rendendo difficile interpretare ciò che sta accadendo come conseguenza delle caratteristiche dei giocatori o delle scelte tattiche.
È una criticità particolarmente fastidiosa proprio perché il sistema di preparazione delle partite è diventato più interessante. Quando si investe tempo nella costruzione di una strategia, si vuole poter riconoscere sul terreno di gioco una relazione effettiva tra le istruzioni impartite e le decisioni dei calciatori. Se questa relazione viene interrotta da movimenti innaturali o da un'eccessiva passività difensiva, anche le nuove possibilità tattiche perdono parte del loro valore.
Dal punto di vista visivo, invece, i miglioramenti sono apprezzabili: le animazioni risultano più elaborate, la presentazione delle partite beneficia di un lavoro più attento sull'atmosfera e l'insieme appare più piacevole rispetto al passato recente. Stadi, pubblico e illuminazione contribuiscono a rendere gli incontri più coinvolgenti, pur senza trasformare Football Manager in un prodotto che possa competere con i simulatori calcistici tradizionali sul piano puramente grafico.
Non bisogna dimenticare, inoltre, che Football Manager continua a rivolgersi anche a chi preferisce seguire gli incontri attraverso la tradizionale visualizzazione bidimensionale. Sports Interactive è intervenuta anche su questo aspetto, riducendo le dimensioni dei dischi che rappresentano i giocatori e il pallone, modificando le indicazioni relative all'orientamento dei calciatori e migliorando alcuni dettagli visivi, come le ombre e la trasparenza delle reti. Sono accorgimenti relativamente piccoli, ma che testimoniano la volontà di non abbandonare una modalità ancora particolarmente apprezzata dagli appassionati di lunga data. La rappresentazione tridimensionale non deve necessariamente sostituire quella tattica, soprattutto in un gioco nel quale osservare gli spazi e comprendere il posizionamento delle squadre rimane fondamentale.
È importante, però, non confondere i progressi della rappresentazione tridimensionale con quelli della simulazione. Una partita più bella da guardare non è automaticamente più credibile, e Football Manager 27 continua a dimostrare quanto sia delicato l'equilibrio tra questi due aspetti.
A supportare il lavoro dell'allenatore interviene anche il rinnovato sistema di analisi delle partite. Il ritorno delle mappe di calore e delle mappe dei passaggi, insieme alla maggiore quantità di informazioni disponibili nel Centro dati, permette di approfondire ciò che accade sul terreno di gioco. Diventa possibile analizzare con maggiore precisione le zone maggiormente occupate dalla squadra, le combinazioni di passaggi e diversi indicatori statistici, dai gol attesi alle occasioni create. Anche la schermata della partita offre una maggiore flessibilità nella disposizione dei pannelli informativi. La disponibilità di questi dati rappresenta un'aggiunta importante per chi ama studiare le proprie prestazioni, anche se la loro utilità dipende inevitabilmente dalla capacità del gioco di rappresentare in maniera coerente i comportamenti dei calciatori.
La sensazione è che Sports Interactive abbia costruito un sistema tattico più ambizioso di quanto il motore di gioco riesca attualmente a sostenere. Non è un problema da poco, perché riguarda direttamente il rapporto tra le decisioni dell'allenatore e ciò che accade durante i novanta minuti.
Un mondo calcistico che torna a vivere
Fuori dal campo, Football Manager 27 offre un'esperienza complessivamente più convincente. La gestione delle competizioni, le notizie e i diversi momenti che scandiscono una stagione contribuiscono a restituire maggiore vitalità al mondo di gioco.
Il ritorno di elementi come i sorteggi delle coppe e le giornate dedicate alla chiusura del calciomercato, insieme alla presenza di strumenti come ultime notizie e l'hub competizioni, aiuta a rendere più interessante tutto ciò che accade intorno alla propria squadra. Questi dettagli incidono sul coinvolgimento, soprattutto quando una carriera si sviluppa attraverso numerose stagioni.
Bisogna comunque ricordare che alcune di queste caratteristiche erano già presenti nei capitoli precedenti. Il loro recupero è positivo, ma non può essere considerato alla stregua di un'innovazione assoluta. Football Manager 27 funziona meglio anche perché restituisce agli appassionati elementi che avevano contribuito a definire l'identità della serie.
Il calciomercato presenta un quadro più sfumato: le trattative, i consigli dello staff e il comportamento delle società controllate dall'intelligenza artificiale mostrano segnali incoraggianti, senza però rappresentare una trasformazione radicale. La gestione economica e quella sportiva rimangono centrali, ma alcuni passaggi potrebbero beneficiare di una maggiore immediatezza nella consultazione delle informazioni.
L'esperienza cambia naturalmente a seconda della squadra scelta. Una carriera con il Manchester City mette a disposizione risorse e possibilità molto diverse da quelle offerte da un club di Serie C come il Treviso, mentre la gestione di una nazionale introduce priorità differenti rispetto al lavoro quotidiano in una società. Questa varietà continua a essere uno dei punti di forza di Football Manager e contribuisce alla sua capacità di coinvolgere per periodi molto lunghi. La parentesi alla guida di una nazionale ci ha inoltre permesso di confrontarci con ritmi completamente differenti rispetto al lavoro quotidiano nei club, considerato che le occasioni per preparare la squadra sono più limitate.
Sul piano tecnico, il risultato della nostra prova è stato decisamente positivo. Abbiamo giocato su PC con un processore Intel Core i5-13400F, 32 GB di RAM e una NVIDIA GeForce RTX 4070 SUPER, senza riscontrare crash o problemi di stabilità. L'esperienza è stata fluida e non abbiamo incontrato inconvenienti tali da interrompere il normale svolgimento delle carriere. È un risultato importante, soprattutto considerando le difficoltà del capitolo precedente. Naturalmente, la nostra configurazione non permette di trarre conclusioni sulle prestazioni con hardware meno potente, ma la stabilità è stata uno degli aspetti più convincenti dell'intera esperienza.
Shuffle Draft, un modo diverso di vivere Football Manager
Tra le novità più significative di Football Manager 27 trova spazio anche Shuffle Draft, una modalità sviluppata in collaborazione con FIFAe che rielabora il tradizionale Fantasy Draft della serie verso un'esperienza più immediata e competitiva rispetto alle carriere tradizionali, permettendo di costruire una squadra attraverso un sistema di selezione dei calciatori e affrontare successivamente un torneo contro altri allenatori. La particolarità risiede soprattutto nel funzionamento del draft: i partecipanti scelgono contemporaneamente i propri giocatori da gruppi che vengono scambiati tra un turno e l'altro, riducendo i tempi morti e introducendo una componente strategica legata alla disponibilità dei calciatori.
La modalità supporta da due a trentadue partecipanti, con la possibilità di organizzare competizioni a eliminazione diretta, tornei con gironi oppure veri e propri campionati, fino a un massimo di venti squadre in quest'ultimo caso. Non manca la possibilità di affrontare avversari controllati dall'intelligenza artificiale, mentre i gruppi di calciatori selezionabili possono essere personalizzati attraverso diversi criteri. Particolarmente interessante è il sistema di Re-Draft, che consente di rimettere mano alla rosa durante il torneo, sostituendo alcuni elementi attraverso nuove sessioni di selezione. La costruzione della squadra non si esaurisce quindi necessariamente prima del calcio d'inizio, ma può continuare a evolversi durante la competizione, fino a un massimo di cinque Re-Draft.
Si tratta di un'aggiunta che guarda soprattutto a chi desidera vivere Football Manager attraverso sfide più brevi e concentrate, senza necessariamente impegnarsi in una carriera destinata a durare decine di stagioni. La personalizzazione delle rose e la possibilità di affrontare altri giocatori rappresentano elementi potenzialmente interessanti, anche perché permettono di sperimentare rapidamente con calciatori e soluzioni tattiche differenti.
Un futuro che può ancora essere importante
Football Manager 27 è un gioco migliore di Football Manager 26 e, soprattutto, rappresenta un passo nella direzione corretta. Il lavoro svolto sul sistema tattico, la maggiore attenzione alla presentazione e il recupero di alcune caratteristiche importanti dimostrano che Sports Interactive sta cercando di ricostruire le fondamenta della serie.
Non siamo però ancora tornati ai livelli di Football Manager 2024: l'interfaccia deve trovare un equilibrio più convincente tra accessibilità ed efficienza, mentre il motore di gioco continua a rappresentare il principale ostacolo alla piena riuscita del progetto. È difficile ignorare determinati comportamenti dei calciatori quando il resto del gioco invita a dedicare sempre più attenzione alla preparazione tattica.
Questo non significa che Football Manager 27 sia un capitolo da scartare; al contrario, offre numerosi motivi per tornare a investire tempo nella gestione di una squadra, soprattutto per chi desidera sperimentare con moduli, ruoli e strategie differenti. Le novità introdotte non sono tutte perfettamente riuscite, ma diverse meritano di diventare elementi permanenti della serie.
Il punto, semmai, è che Sports Interactive ha ancora bisogno di tempo per trasformare questa nuova struttura in qualcosa di realmente maturo. La sensazione è che le basi siano finalmente quelle giuste, ma che il lavoro necessario per sfruttarle completamente richieda più di un singolo capitolo.
Conclusioni
Football Manager 27 non è ancora l'erede di uno dei migliori Football Manager di sempre. Se però gli sviluppatori continueranno a lavorare con questa direzione, correggendo i problemi del motore di gioco e affinando l'interfaccia, il futuro della serie potrebbe tornare a essere particolarmente interessante. Per quest'anno dobbiamo accontentarci di un buon passo avanti. Non è poco, considerando il punto da cui si ripartiva, ma non è ancora abbastanza per parlare di un ritorno ai fasti del passato.
PRO
- Sistema tattico più profondo e convincente
- Atmosfera e immersione migliorate sensibilmente
- Ottima stabilità nella configurazione provata
CONTRO
- Motore di gioco ancora segnato da comportamenti poco credibili
- Interfaccia macchinosa e inizialmente dispersiva
- Allenamenti e Modifiche tattiche ancora da affinare