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Hunt the Night, la recensione di un action adventure ambientato in un mondo fantasy sanguinario

Moonlight Games propone Hunt the Night, un'avventura dalle tonalità dark fantasy con un ritmo forsennato e un vasto territorio da esplorare.

RECENSIONE di Giulia Martino   —   12/04/2023
Hunt the Night, la recensione di un action adventure ambientato in un mondo fantasy sanguinario
Hunt the Night
Hunt the Night
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È sempre più difficile emergere su una piattaforma ormai vastamente utilizzata come Kickstarter, ma il team di spagnolo Moonlight Games è riuscito a gestire saggiamente la campagna, proponendo un videogioco che prende la visuale dall'alto di Secret of Mana e cala la protagonista Vesper in un mondo marcio e insozzato di sangue, citando esplicitamente Bloodborne nell'incipit dell'avventura. Sono nomi altisonanti, ma Hunt the Night - pur nel suo essere una produzione dal budget tutto sommato ridotto - riesce a spiccare rispetto a progetti simili grazie a uno stile grafico distintivo e a un sistema di combattimento rapido e cruento, capace di rispecchiare appieno la natura spietata di Medhram, il mondo in cui si muovono Vesper e il resto degli Stalker.

È un peccato che la versione provata per la recensione presentasse alcune limitazioni rispetto alla build di lancio (la modalità Prime Hunts, con la possibilità di affrontare nuovamente i boss, non è stata disponibile nella nostra prova). Inizialmente abbiamo fatto esperienza di alcuni bug, ma le numerose patch correttive rilasciate fino a oggi hanno notevolmente migliorato la situazione, limando praticamente tutte le asperità e permettendo a questo ottimo (e frenetico) videogioco d'azione di brillare come merita.

Vi raccontiamo della nostra esperienza a Medhram nella nostra recensione di Hunt the Night.

La dura vita di una Stalker

Vesper, protagonista femminile di Hunt the Night, è rapidissima nei movimenti: il sistema di esplorazione e di combattimento è fondato sul suo fulmineo scatto
Vesper, protagonista femminile di Hunt the Night, è rapidissima nei movimenti: il sistema di esplorazione e di combattimento è fondato sul suo fulmineo scatto

Nella Nona Era dell'umanità, l'arrivo della Notte - capace di annichilire, ciclo dopo ciclo, gli esseri umani - è contrastato dagli Stalker, una setta di guerrieri che hanno scoperto come usare (paradossalmente) i poteri dell'oscurità per prolungare la durata del Giorno, epoca in cui gli uomini possono vivere e prosperare. È il sangue degli Stalker ad alimentare il Sigillo della Notte, centrale nella trama di Hunt the Night, unico mezzo con cui l'oscurità può essere tenuta a bada e l'umanità può continuare a vivere, seppur a caro prezzo.

Vesper si muove in un mondo morente, Medhram, ormai in procinto di cedere alla Notte: è suo compito riscattare sé stessa e le malefatte di suo padre, traditore degli Stalker, e continuare a nutrire il Sigillo per prolungare l'esistenza della specie umana. La presenza dei cicli è certamente familiare agli appassionati di Dark Souls, ed esattamente come le opere di FromSoftware anche Hunt the Night si racconta prevalentemente tramite le descrizioni di armi, armature, oggetti e poteri speciali, oltre che con le Piume di Corvo, ricordi degli Stalker che sono disseminati all'interno del mondo di gioco e possono essere reperiti negli angoli più disparati. Nel complesso, la storia si racconta in modo stimolante e coerente, pur senza reinventare la ruota degli stilemi dark fantasy, e mantiene un buon passo per tutte le circa dodici ore necessarie a completare l'avventura apprezzando adeguatamente il mondo di gioco e le sue diramazioni secondarie.

Combattimenti al fulmicotone

In media, le battaglie contro i boss di Hunt the Night sono eccellenti nel design e perfette nell'esecuzione
In media, le battaglie contro i boss di Hunt the Night sono eccellenti nel design e perfette nell'esecuzione

Vesper è rapidissima nello scatto, meccanica centrale sia nell'esplorazione che nei combattimenti. Governato dalla barra dell'Oscurità - che si ripristina lentamente col tempo - lo scatto favorisce uno stile mordi e fuggi nei duelli contro le creature della Notte, abbastanza variegate e contraddistinte da design talvolta piuttosto originali. Con un sistema analogo a quello visto nella demo di The Last Case of Benedict Fox, i colpi all'arma bianca ricaricano i proiettili a disposizione della protagonista, rendendo vantaggioso un approccio "misto" ai combattimenti. Sono presenti diverse tipologie di armi a corto raggio - tra cui spade, lance e spadoni - e tre tipi di pistola; queste ultime sono potenziabili presso l'hub centrale, sbloccato dopo circa un paio d'ore di gioco, dove sono acquistabili anche potenziamenti per gli oggetti curativi di Vesper.

La valuta del mondo di gioco è il Noctilium, ottenibile sconfiggendo i nemici e aprendo gli scrigni che si trovano in giro per Medhram. Hunt the Night presenta degli elementi RPG non eccessivamente approfonditi ma bene implementati, come la presenza dei suddetti potenziamenti delle armi da fuoco, ma anche l'esistenza di oggetti equipaggiabili capaci di esaltare determinate abilità e abiti dai poteri speciali (che, in un tocco che dimostra cura per il dettaglio, cambiano il colore degli sprite che compongono la nostra Vesper). Contrariamente a quanto avviene nei souls, perdere un combattimento non significa trovarsi a dover recuperare il Noctilium nel punto di morte: Hunt the Night ha una difficoltà medio-alta, ma non presenta penalità in caso di game over. Si torna in vita all'Altare del Corvo più vicino, luogo che funge da checkpoint e anche da punto di salvataggio e di spostamento nella vasta mappa di gioco. Toccare o meno un Altare è frutto di una valutazione di opportunità tattica, visto che il contatto con lo stesso comporta la resurrezione dei nemici sconfitti da Vesper nell'area.

Peccato per non aver potuto provare la modalità Prime Hunts prima della data di uscita di Hunt the Night, perché le battaglie contro i boss sono adrenaliniche e curatissime nel design dei nemici e dei loro poteri. Non sempre interessanti sono, invece, gli Incarichi di Caccia, reperibili nella taverna dell'hub centrale di gioco: pagando una somma, si può accedere a delle arene sparse nei vari luoghi di Medhram e affrontare delle versioni potenziate dei nemici base. Se in alcuni casi abbiamo trovato delle sfide stimolanti, in altri il team ha infuso meno sforzo, e ne sono risultati degli scontri più banali; tuttavia, nella media i combattimenti di Hunt the Night sono veloci, spietati, difficili il giusto - in una parola, gustosissimi.

Un mondo morente

Alcune location sono più scontate di altre da un punto di vista estetico, ma la direzione artistica di Moonlight Games ha sempre qualcosa da dire
Alcune location sono più scontate di altre da un punto di vista estetico, ma la direzione artistica di Moonlight Games ha sempre qualcosa da dire

Medhram presenta spesso le più classiche ambientazioni viste nei videogiochi dark fantasy: il bosco oscuro, il castello infestato da poteri innominabili, il sanatorio tormentato dalle presenze spettrali delle persone un tempo lì ricoverate. Moonlight Games, però, è riuscita nel difficile compito di rendere da un lato piacevoli e belle da guardare e percorrere queste location più tradizionali inventando, dall'altro, dei luoghi più inconsueti, sempre con un grande impegno nella cura artistica e nella gestione del bilanciamento cromatico delle ambientazioni.

Essenziali nell'esplorazione sono i poteri di Umbra, lato spettrale dell'anima di Vesper, capace di proiettarsi al di là degli ostacoli e di "richiamare" poi il corpo fisico della Stalker al di là di essi. L'ottenimento di queste abilità nel corso dell'avventura incoraggia il backtracking nelle aree già esplorate. Riguardo alla struttura del mondo di gioco, segnaliamo una iniziale dispersività nelle primissime fasi al di fuori del castello iniziale - un dungeon semplicemente perfetto come introduzione alle meccaniche di esplorazione e combattimento - fortunatamente risolta dalla presenza di un personaggio che ci dà consigli su dove dirigerci per proseguire l'avventura. Non mancano alcune missioni secondarie, in numero piuttosto modesto, ma per fortuna Medhram offre molti angoli pieni di segreti che incoraggiano l'esplorazione. Buoni i puzzle, dotati di una discreta varietà e capaci di costruire interazioni interessanti con l'ambiente.

In Hunt the Night sono presenti scorci di rara bellezza
In Hunt the Night sono presenti scorci di rara bellezza

Menzione d'onore per le interfacce presenti a schermo, non invasive e totalmente coerenti con l'estetica gotica dell'ambientazione e della protagonista Vesper; la stessa considerazione vale per il menu. Nel complesso, il colpo d'occhio di Hunt the Night è notevole, pur nella semplicità di una pixel art non troppo rifinita, ma capace di costruire un eccellente equilibrio tra tutti gli elementi presenti a schermo. È al momento assente una traduzione in lingua italiana, e abbiamo fruito di Hunt the Night con testi in lingua inglese.

L'estetica del menu e delle interfacce è perfettamente coerente con l'estetica gotica del mondo di Medhram, luogo in cui è ambientato Hunt the Night
L'estetica del menu e delle interfacce è perfettamente coerente con l'estetica gotica del mondo di Medhram, luogo in cui è ambientato Hunt the Night

Eccellente la colonna sonora, cui ha collaborato anche Hiroki Kikuta (compositore, tra le altre opere cui ha contribuito, della soundtrack di Secret of Mana): le sonorità sono prevalentemente basate su pianoforte e archi, e sono suggestive sia quando hanno un respiro più contenuto, sia nelle tracce più roboanti e orchestrali. Non a caso gli sviluppatori di Hunt the Night consigliano ai giocatori di godersi l'esperienza con le cuffie: anche gli effetti sonori diegetici - il rumore dei passi, il suono di uno sparo, il vento che frusta una collina innevata - sono curatissimi, e contribuiscono in maniera non marginale alla costruzione di un'esperienza che dimostra una grandissima cura per questi dettagli. Il codice, non pulitissimo all'inizio del nostro periodo di prova, è stato sistematicamente ottimizzato, rimuovendo i bug inizialmente presenti per presentare un prodotto decisamente più rifinito alla vigilia del lancio, momento in cui scriviamo questa recensione.

Conclusioni

Multiplayer.it
8.0
Lettori (2)
6.4
Il tuo voto

Hunt the Night si muove al passo svelto della sua protagonista, Vesper, senza dimenticare di indugiare sugli aspetti estetici e sonori di una produzione che riesce a costruire un'atmosfera dark fantasy molto ben strutturata e stimolante, sia dal punto di vista dell'esplorazione, sia dalla prospettiva del sistema di combattimento. Vesper è agile e conduce ogni battaglia al fulmicotone, obbligando i giocatori a stare al passo anche nelle situazioni in cui la difficoltà si fa elevata: in più occasioni abbiamo tirato un grosso respiro di sollievo dopo averlo trattenuto a lungo in una boss fight violenta e forsennata, e chi ama le sfide troverà pane per i suoi denti. Eccellente la colonna sonora, con diverse tracce che si sono impresse nella nostra testa e che ci ritroviamo a fischiettare nelle situazioni più disparate. Non possiamo che applaudire Moonlight Games per la sua capacità di creare un action adventure retro nell'estetica, ma capace di guardare a esperienze più moderne - i souls di FromSoftware su tutti - per trarre importanti lezioni su come mantenere i giocatori stregati da esperienze videoludiche dalla difficoltà non banale.

PRO

  • Atmosfera dark fantasy davvero intrigante
  • Sistema di combattimento rapido e cruento
  • Alcune boss fight sono semplicemente eccellenti

CONTRO

  • All'inizio si sente la mancanza di una mappa del mondo di gioco e si impiega un po' di tempo per darsi una direzione definita
  • Trama che a tratti sa prepotentemente di già visto