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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere 1x05, analizziamo il nuovo episodio su Prime Video

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere si avvia alla conclusione della prima stagione con un lunghissimo episodio di transizione. Analizziamolo.

RECENSIONE di Christian Colli   —   24/09/2022

Ve lo diciamo subito: il quinto episodio de Gli Anelli del Potere è stato davvero divisivo. E stiamo parlando di una serie TV che è già divisiva per antonomasia. Sul web c'è chi la ama, chi la odia e chi sta nel mezzo. In ogni caso questa settimana ce n'è un po' per tutti. Siamo sicuri che i più tenaci sostenitori del Legendarium tolkeniano avranno parecchio da ridire sulle libertà che si sono presi i creatori della serie targata Amazon Prime Video, J. D. Payne e Patrick McKay, ma è anche vero che questa settimana Gli Anelli del Potere ci ha ricordato con prepotenza di essere un'interpretazione televisiva e moderna, delle storie che hanno incantato più generazioni di lettori.

Vi spieghiamo perché nella nostra analisi de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere 1x05, ricordandovi che nelle prossime righe potreste imbattervi in alcune anticipazioni.

Númenor

Gli Anelli del Potere, Galadriel come Morpheus
Gli Anelli del Potere, Galadriel come Morpheus

Anche questa settimana divideremo la nostra analisi in due sezioni, ma tenete presente che potrebbe essere l'ultima volta: Galadriel, Elendil, Halbrand, Isildur e svariate centinaia di númenoreani sono partiti alla volta della Terra di Mezzo nella trionfale chiusura di un episodio che, nella sua importante durata di circa un'ora e un quarto, si avvicina e si allontana a più riprese dalla nostra idea de Il Signore degli Anelli, giocoforza influenzata dai film di Peter Jackson dei primi anni 2000.

Si parla tanto, tantissimo in questo episodio 1x05, "Separazioni", e c'è davvero poca azione, perlopiù limitata a Galadriel che addestra le reclute di Elendil sotto gli occhi dei númenoreani in una scena dalla buona coreografia, sminuita da un eccessivo slow motion, che rappresenta al contempo il bello e il brutto de Gli Anelli del Potere. A noi piace moltissimo la caratterizzazione di Galadriel, forte anche dell'interpretazione di Morfydd Clark, ma non abbiamo potuto fare a meno di chiederci: ce n'era veramente bisogno? Non è una scena è troppo stucchevole e stereotipata? Che Galadriel fosse una tipa tosta l'avevamo capito senza che il regista Wayne Che Yip facesse il verso a Matrix.

Númenor comunque si è preso da solo una buona parte dell'episodio, seguendo le vicissitudini di personaggi diversi. Gli alterchi tra Galadriel e Halbrand intrattengono il giusto, ma l'erede delle Terre del Sud cambia idea un po' troppo in fretta e, in definitiva, il loro rapporto costituisce una sottotrama poco interessante, anche se abbiamo apprezzato il momento di reciproca apertura che ci ha aiutato a capire meglio i loro caratteri. L'episodio 5 è molto incentrato sulla caratterizzazione dei personaggi e del mondo in cui si svolge la storia, attraverso dialoghi più introspettivi che molti spettatori, probabilmente, troveranno fin troppo compassati.

Peccato solo che alcuni protagonisti proprio non riescano a spiccare. È chiaro che si sta cercando di costruire la dimensione umana di Isildur, un personaggio che nella trilogia di Jackson appariva solo nei flashback che lo mettevano in cattiva luce e che la serie TV vuole far apparire meglio costruito. Il problema è che la sua sottotrama non è particolarmente appassionante, anche perché dipende da comprimari monodimensionali, come i suoi amici o suo padre stesso, sul quale speriamo che i prossimi episodi si concentrino di più. Sono maggiormente intriganti le manovre politiche di Pharazôn e di suo figlio, anche se sappiamo già come andrà a finire: resta solo da capire in che modo si incastri l'inedita figlia di Elendil in questa storia.

La Terra di Mezzo

Gli Anelli del Potere, chi sarà lo Straniero?
Gli Anelli del Potere, chi sarà lo Straniero?

Il quinto episodio de Gli Anelli del Potere non dimentica nessuno questa settimana e dall'altra parte del mare si sviluppano molte più sottotrame. Togliamoci un pensiero e parliamo subito della questione che manderà in tilt i tolkeniani incalliti: il mithril. Negli scritti di Tolkien si parla poco e niente del mithril prima della Terza Era e la leggenda che Gil-galad racconta a Elrond, per quanto evocativa, è stata completamente inventata per la serie TV. L'idea che un fulmine abbia colpito l'albero che custodiva un Silmaril mentre un Elfo lo proteggeva e un Balrog lo attaccava, incanalando le loro energie nel sottosuolo delle Montagne Nebbiose e creando così il mithril, beh, sembra un pelino arzigogolata.

Che poi il mithril serva agli Elfi per rallentare il decadimento delle loro esistenze, in relazione a quello della Terra di Mezzo, è una questione ancora più controversa che, però, ha dei precedenti cinematografici: nella trilogia di Peter Jackson, una delle ragioni che spingeva Aragorn a combattere Sauron era proprio il fatto che la sua influenza negativa sulla Terra di Mezzo stesse indebolendo progressivamente gli Elfi e, con loro, la sua amata Arwen.

Gli Anelli del Potere, Adar è il boss finale della stagione?
Gli Anelli del Potere, Adar è il boss finale della stagione?

Vedremo a cosa porterà questa trovata di Payne e McKay, ma la nostra impressione è che l'intera sottotrama serva ad alzare la posta per giustificare il momento in cui Celebrimbor deciderà di fabbricare gli Anelli del Potere. Quantomeno tutta la questione del mithril è servita a regalarci qualche minuto in più in compagnia di Durin, che continua ad essere il miglior personaggio della serie per autenticità e coerenza.

Intanto proseguono anche le vicissitudini dei Pelopiedi in viaggio col sempre più inquietante e potente Estraneo o Straniero, che dir si voglia, sulle tracce del quale abbiamo visto una comitiva di inquietanti cultisti. A questo punto si moltiplicano le scommesse sulle vere identità di tre personaggi: Halbrand, lo Straniero e Adar. Quest'ultimo si spaccia per Sauron, o lo lascia soltanto credere, e dobbiamo ammettere che fa rabbia e impressione vedere tutta quella gente del sud che si prostra ai suoi piedi, arrivando persino a compiere dei sacrifici umani in sua vece. Adar, chiunque esso sia - ma difficilmente potrebbe essere Sauron - si configura sempre di più come l'antagonista di fine stagione.

Gli Anelli del Potere, gli inquietanti cultisti che cercano lo Straniero
Gli Anelli del Potere, gli inquietanti cultisti che cercano lo Straniero

La guerra, comunque, incombe su Ostirith e praticamente tutte le sottotrame stanno convergendo in quella direzione. Prevediamo che si terranno lì le grandi battaglie degli ultimi episodi e ci ha piacevolmente stupito la decisione di avvicinare Theo ad Arondir e fargli raccontare del pugnale: vi ricordiamo che anche l'Elfo di pelle scura interpretato da Ismael Cruz Córdova è un personaggio inedito, creato appositamente per la serie TV, così lo stesso Theo e sua madre Bronwyn.

Dobbiamo dire che nei primi episodi Arondir ci era sembrato una specie di combinazione televisiva dei ben più famosi Legolas e Aragorn cinematografici, ma nelle ultime settimane il personaggio ha acquisito un minimo di spessore e potrebbe riservarci delle sorprese. Il suo rapporto con Bronwyn è scivolato in secondo piano, e anche questo episodio si muove con molta cautela in quel senso: il problema resta ancora una volta quello di aver introdotto fin troppi personaggi negli stessi archi narrativi, senza però aver avuto il tempo di caratterizzarli a dover per dare un peso alle loro sottotrame, pertanto è difficile provare empatia nei loro confronti.

Conclusioni

Il quinto episodio de Gli Anelli del Potere è enormemente sbilanciato: è lungo perché racconta davvero un sacco di cose, e delinea meglio i personaggi, ma favorisce la natura più discorsiva della serie, sacrificando l'azione senza tuttavia riuscire pienamente nel suo obiettivo, mentre inscena alcuni passaggi completamente inventati rispetto al Legendarium tolkeniano. I valori produttivi sono come al solito stellari e Wayne Che Yip ci è sembrato svolgere un lavoro migliore a tutto tondo rispetto alla scorsa settimana. Il cambio di passo sarà molto interessante: nei prossimi due episodi, maggiormente incentrati sulle battaglie, lo sostituirà Charlotte Brändström, che ha diretto anche alcuni episodi di The Witcher per Netflix.

PRO

  • Porta avanti in modo significativo tutte le sottotrame
  • Durin continua ad essere il nostro MVP

CONTRO

  • I complicati e completamente inventati retroscena sul mithril
  • Galadriel che fa la spaccona coi númenoreani