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Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, analisi dell'episodio 1x03

Il viaggio nella Terra di Mezzo de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, prosegue col terzo episodio che ci porta nientepopodimeno che a Númenor.

RECENSIONE di Christian Colli   —   10/09/2022

Forse avremmo dovuto cominciare questo articolo con una tiritera sulla polemica che sta annoiando Internet da una settimana, ma ci siamo domandati: a che servirebbe? Chi ha già deciso che Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere è solo una schifezza woke continuerà a pensarlo e non basteranno certo le campagne di solidarietà sui social del cast delle trilogie di Peter Jackson, o il sostegno di autori pluripremiati come Neil Gaiman, che peraltro sta vivendo le stesse polemiche sulla propria pelle dopo l'uscita dell'adattamento televisivo di The Sandman, a fargli cambiare idea su questa nuova interpretazione (delle Appendici) de Il Signore degli Anelli.

Quindi bando alle ciance, e tuffiamoci in questa analisi de Gli Anelli del Potere 1x03, anticipandovi che nelle prossime righe troverete alcuni spoiler sull'episodio ora disponibile su Amazon Prime Video.

Númenór

Gli Anelli del Potere, una ripresa aerea di Númenór
Gli Anelli del Potere, una ripresa aerea di Númenór

Anche questo episodio segue tre filoni narrativi distinti, sebbene due di essi comincino a sembrare più vicini. Il primo dei tre, probabilmente quello più importante, ci porta nientepopodimeno che a Númenór, continente citato a più riprese anche nei film di Peter Jackson, ma mai visto neppure nei vari flashback. Eppure, in quei momenti della trilogia originale, compaiono due personaggi che incontriamo proprio in questo episodio: Elendil e suo figlio Isildur. È infatti proprio Elendil a soccorrere Galadriel e Halbrand, conducendoli poi a Númenór, dove però gli Elfi sono tutt'altro che graditi.

Gli Anelli del Potere continua a spiegarci la complicata storia di Arda attraverso dialoghi chiari e incisivi, ma i fan del Legendarium tolkeniano riconosceranno subito alcune differenze di una certa importanza. Che re Elros fosse stato deposto lo sapevamo dalle Appendici, ma a quanto pare gli showrunner della serie TV hanno riscritto le dinamiche della successione, per così dire, e per questo motivo vi suggeriamo di tenere d'occhio Pharazôn.

Le divergenze più importanti riguardano tuttavia la famiglia di Elendil e poi il ruolo di Halbrand nella storia. Per quanto riguarda la prima, è chiaro che J. D. Payne e Patrick McKay hanno voluto calcare la mano sulla componente drammatica, instaurando un conflitto più intimo che passa per i figli Isildur e Anárion, assolutamente canonici, ma anche per la figlia Eärien, che invece è un personaggio del tutto inedito. Per il momento è difficile valutare il peso che avrà questa aggiunta. Eärien dimostra un carattere forte e deciso, ma la sua presenza sembrerebbe servire solo a sfocare meglio le dinamiche di una famiglia che sarebbe stata tutta al maschile.

È facile immaginare che Galadriel troverà in Elendil e Isildur due validi alleati, specie se consideriamo la piega che prenderà la guerra contro Sauron, e in questo senso la narrativa ha fatto un poderoso balzo in avanti, ricentrando gli obiettivi della nostra protagonista, che continua ad avere le battute migliori della serie. In italiano ci sentiamo di elogiare la scelta della bravissima doppiatrice, Valentina Favazza.

Gli Anelli del Potere, Lloyd Owen interpreta Elendil
Gli Anelli del Potere, Lloyd Owen interpreta Elendil

Più imprevedibile, invece, la figura di Halbrand. Anche questo personaggio è stato creato appositamente per la serie TV: nel Legendarium non si fa nessuna menzione di Halbrand, né tanto meno degli uomini appartenenti alle Terre del Sud. Dunque tutta questa parte della storia è completamente inedita, compreso il conflitto interiore relativo al lignaggio di questo re che si finge uno straccione.

Un "poveraccio", come lo ribattezzano quei poveri Númenóreani a cui Halbrand ha rotto un po' di tutto in un'esplosione di violenza che onestamente non ci aspettavamo e che ha aumentato in un attimo il nostro interesse nei confronti di quello che fino a quel momento ci era sembrato un coprotagonista tutto sommato banale e che adesso invece ci appare come un anti-eroe da tenere d'occhio nei prossimi episodi.

La Terra di Mezzo

Gli Anelli del Potere, uno degli Orchi che hanno catturato Arondir
Gli Anelli del Potere, uno degli Orchi che hanno catturato Arondir

Le altre due storie fanno pochissimi progressi in questo episodio de Gli Anelli del Potere. I Pelopiedi devono fare i conti con l'imminente migrazione, che assume contorni molto più foschi ora che sappiamo come funziona la loro comunità: la migrazione sembra più una specie di... test di sopravvivenza, nel senso che chi riesce a stare al passo, bene, chi non ce la fa, peggio per lui. E la famiglia Brandipiede rischia di fare proprio questa fine, visto l'infortunio occorso al padre. Sebbene Nori continui a essere un'eroina appena abbozzata, che potrebbe riservare molte sorprese come fecero - o faranno- Hobbit molto più famosi, dobbiamo ammettere che la sottotrama dei Pelopiedi sembra una rimasticatura del rapporto instaurato tra Gandalf e Bilbo/Frodo ne Il Signore degli Anelli.

La vera identità dello Straniero potrebbe cambiare tutto, ovviamente, e i fan del Legendarium si stanno scervellando per capire chi potrebbe essere. Un Istari, magari proprio uno dei due Stregoni Blu, Alatar e Pallando, di cui Tolkien racconta così poco? Una reinterpretazione di Gandalf, Saruman o Radagast? O qualcosa di completamente diverso?

Gli Anelli del Potere, Maxim Baldry interpreta Isildur
Gli Anelli del Potere, Maxim Baldry interpreta Isildur

Più importante, ma anche più votata all'azione, la sottotrama di Arondir, altro personaggio inedito che in questo episodio vediamo alle prese con gli Orchi al servizio del misterioso Adar. Tutto questo segmento serve più che altro a introdurre questo antagonista, che i prigionieri pensano essere Sauron in persona, ma che potrebbe essere un personaggio nuovo di zecca, concepito per la serie TV e, potenzialmente, una spina nel fianco per il canone tolkeniano. In tutta onestà, abbiamo trovato la sottotrama di Arondir abbastanza stucchevole e ci sentiamo di promuovere soltanto i costumisti e i truccatori che hanno lavorato sugli Orchi, davvero ben realizzati, soprattutto a livello prostetico.

Il resto è invece più che mediocre. Il Mannaro sfoggia una computer grafica non proprio convincente e le acrobazie esagerate di Arondir cercano di rievocare quelle di Legolas, ma sono davvero un po' troppo estreme e artificiose. In questa sequenza, il regista Wayne Che Yip calca eccessivamente la mano, per esempio quando dedica un momento solenne alla dipartita di un personaggio che nei primi due episodi era stato a malapena accennato.

Conclusioni

La sottotrama di Arondir ci è sembrata la più debole di questa settimana anche dal punto di vista tecnico, specie se si considera la magnificenza delle riprese aeree di Númenór e dei particolari che contraddistinguono i set in cui si svolgono le scene nella città o nel boschetto dei Pelopiedi. Gli Anelli del Potere continua a sfoggiare i muscoli del suo budget multimilionario che lo fa sembrare un prodotto cinematografico fatto e finito, ma persiste lo spettro del format televisivo nel montaggio, negli stacchi e nella scrittura di alcuni dialoghi. Non c'è luce senza ombra e tutto il resto, insomma, ma la serie continua a piacerci e a incuriosirci proprio a causa - o per merito, fate voi - delle divergenze rispetto alle opere letterarie di J.R.R. Tolkien.

PRO

  • Númenór
  • La sottotrama di Galadriel comincia a prendere forma

CONTRO

  • Gli eccessi nella sottotrama di Arondir
  • Personaggi inediti ancora da inquadrare