Laboratorio di videogiochi, la recensione

La nostra recensione di Laboratorio di videogiochi, un originale progetto per Nintendo Switch che propone un gioco per creare giochi

RECENSIONE di Alessandro Bacchetta   —   10/06/2021
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Annunciato a sorpresa poco più di un mese fa, Laboratorio di videogiochi è in arrivo l'11 giugno su Nintendo Switch; in Europa sarà disponibile solamente in digitale, al prezzo di 29,99 Euro. Come sarà più chiaro leggendo la nostra recensione, si tratta di un "gioco" per creare giochi, un software di sviluppo per neofiti, che fa il possibile per rendere divertente e intuitivo tutto il lavoro che esiste dietro a un videogame. In particolare, ve lo anticipiamo subito, quello relativo alla programmazione. A guidarvi nei percorsi formativi e creativi del gioco ci sono due entità puntiformi, Bob e Alice, i vostri "professori"; ma soprattutto ci sono i Nodon, delle creature parlanti, ognuna associata a una precisa funzione strutturale e che ci hanno ricordato i protagonisti di Inside Out, personificazioni delle basilari emozioni umane. Qui la caratterizzazione è meno profonda e strutturata, ma l'idea è proprio quella di animare i concetti alla base della creazione dei videogiochi.

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Il Nodon Pulsante è un tipo piuttosto esagitato, che serve ad associare un bottone a una funzione. Il Nodon Riprova è un tizio nostalgico, che rimugina continuamente su ciò che non è, ma sarebbe potuto essere; è lui che si occupa, piazzato nel posto e nel modo giusto, di far ricominciare una partita. C'è il Nodon Contatore, fondamentale nel gestire alcuni processi logici che determinano le meccaniche di un'opera. Il Nodon Motivo, per modificare graficamente il vostro personaggio; Il Nodon persona, che quel personaggio lo fa letteralmente apparire. E poi il Nodon Effetto Sonoro, il Nodon Mondo... sono davvero tanti, ben fatti, e contribuiscono a rendere più gradevole e simpatica l'intera esperienza creativa. Esperienza che, nonostante le apparenze e premesse, non è affatto semplice.

Lezioni

Laboratorio di videogiochi ha due modalità principali: programmazione libera, che per ora mettiamo da parte, e sette lezioni che gradualmente vi introdurranno alla creazione di un gioco. Ognuna di queste si occupa di un genere diverso, ed è sviluppata in varie fasi, che variano nel numero in base alla complessità dell'argomento trattato. Si parte da un semplice gioco multiplayer a schermata fissa, per arrivare alla costruzione di un racing game tridimensionale. Il miglior modo per godersi Laboratorio di videogiochi, in termini di interazione, è col touch screen in modalità portatile; utilizzandolo sul televisore, c'è la possibilità di affidarsi ai pulsanti o ai sensori di movimento. Abbiamo preferito quest'ultima opzione, sia per velocità che per intuitività, nonostante non sia comunque paragonabile alla rapidità e precisione del touch screen. Se ne avete la possibilità e lo spazio, l'opzione ideale per godersi il titolo in modalità dock sta nel collegare un mouse, e utilizzare quello per spostare il cursore sullo schermo.

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Le lezioni sono tenute, come già detto, da Bob: vi guida passo passo, illustrandovi in ogni momento cosa fare, e il motivo per cui lo state facendo. Il tenore dei dialoghi è piacevole, ironico, così come divertenti risultano i Nodon che via via inondano lo schermo di gioco. È letteralmente impossibile sbagliare: durante le lezioni, si può cliccare solamente sull'opzione giusta. Il che limita la creatività, ma è funzionale per apprendere più velocemente i concetti trattati. Si passa continuamente dall'interfaccia relativa alla programmazione (una griglia a tinte calde) al gioco effettivo, così da esperire progressivamente le modifiche apportate.

Se durante le lezioni è impossibile sbagliare, le vostre competenze verranno messe alla prova durante i checkpoint tra un argomento e l'altro: degli esami "pratici" su quanto appreso. In queste brevi prove, l'obbiettivo è portare il personaggio a raccogliere una mela: il modo in cui ciò diventa possibile varia sempre. Inizialmente basta applicare il Nodon Control Stick al protagonista, così da poterlo muovere; negli esami avanzati, è necessario collegare più Nodon processuali, alterandone i valori interni, così - ad esempio - una piattaforma potrà ruotare a una determinata angolazione, consegnandovi la mela.

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Questi esami vanno superati per forza per poter accedere alla lezione successiva. E, da metà in poi, sono tutt'altro che semplici. Al punto che si può accedere al "manuale di Alice", un archivio pratico degli argomenti trattati in passato, così da ripassare il concetto che, in teoria, dovrebbe portarvi alla soluzione del problema. In caso passi troppo tempo (circa dieci minuti), il gioco vi consente di proseguire nonostante non abbiate superato la prova: una sensazione che viene in aiuto a tutti, ma dal feeling non proprio soddisfacente.

Programmazione libera

Al termine di ogni lezione avrete un piccolo videogioco funzionante: sono esperienze brevi, di pochi minuti. Uno shooter e un platform 2D, un puzzle game e un racing tridimensionale, due semplici minigame (uno dei quali sfrutta i sensori di movimento per spostare una sfera). Finite le lezioni, dovreste avere le competenze necessarie per approcciare la programmazione libera che, com'è deducibile dal nome, vi lascia soli con la griglia. Gli ultimi esami del gioco sono piuttosto impegnativi, ma non è niente in confronto a questa modalità. Nonostante Nintendo abbia fatto di tutto per rendere l'apprendimento il più piacevole e intuitivo possibile, purtroppo l'argomento trattato è complesso di per sé, e Laboratorio di videogiochi riesce a semplificarlo soltanto in parte.

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È stupefacente la facilità con cui si riesce a introdurre un personaggio e farlo muovere coi pulsanti desiderati, perfino in tre dimensioni (si può spostare la visuale dell'interfaccia, dall'alto o laterale). Avendo una minima esperienza con tool più professionali come Unity, abbiamo trovato particolarmente interessante la gestione della telecamera: è davvero notevole la semplicità con cui si può "agganciare" a un soggetto, e come si possa alterale in pochi passaggi. Se i Nodon oggetto sono facilmente interpretabili, e lo stesso - pur in misura minore - si può dire per i vari input e output, a rendere la creazione complicata sono i Nodon "processi". In sostanza, quelli che consentono di impartire i comandi logici, e numerici, al vostro videogioco. Ci sono valori per le costanti, dei Nodon per creare paragoni, che poi vanno connessi tra loro per generare certe funzionalità: creare la "fine" di un livello, dei limiti allo stage, far capire quando - in un racing - un personaggio ha vinto e l'altro ha perso. Dare queste istruzioni non è banale come si possa pensare all'inizio: se nelle lezioni si è guidati, nella programmazione libera ci si sente spesso spaesati. Quando un oggetto o dei personaggi si comportano come vogliamo, la soddisfazione è enorme, ma in generale i Nodon "processi" sono molto più ardui di padroneggiare e, immaginiamo, potrebbero essere poco accessibili a un'utenza di giovanissimi o in generale con poca pazienza.

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L'altra pecca di Laboratorio di videogiochi risiede nell'assenza di lezioni relative al game design. Durante i corsi - naturalmente - si mettono in pratica dei concetti connessi al level design, perché si distribuiscono nemici e piattaforme in posizioni ben precise. Tuttavia, a differenza delle tematiche di programmazione, la nostra guida ci spiega raramente perché stiamo posizionando un elemento in quella particolare maniera, e non in un'altra.

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Personalizzazione e condivisione

Una volta completato un progetto, oltre a giocarlo, potete anche condividerlo online attraverso un codice; naturalmente, potete anche scaricare le creazioni di cui avete la chiave d'accesso. Non essendoci ancora una comunità online, non abbiamo potuto provare la funzionalità. La certezza è che non si potranno fare giochi particolarmente lunghi, ma soltanto delle esperienze brevi. Allo stesso tempo, abbiamo la sensazione che delle persone particolarmente dotate, quelle che avranno il tempo e la pazienza per padroneggiare i Nodon processuali, saranno in grado di creare progetti sorprendenti.

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Nelle mani giuste, siamo convinti che Laboratorio di videogiochi possa generare delle piccole opere stupefacenti. L'utente ha grande libertà, gli oggetti presenti sono molti, e le possibilità di manipolarli davvero estreme: qualcuno potrebbe anche essere in grado di creare uno sparatutto in prima persona, o un platform tridimensionale con delle contaminazioni shooter. La domanda non è se ciò sia possibile, ma quante persone avranno la determinazione per riuscirci, considerando la curva di apprendimento ripida e il fatto che, al massimo, la propria creazione verrà giocata unicamente da altri utenti di Laboratorio di videogiochi. In ogni caso, alcuni potrebbero scoprire un talento nascosto, e magari passare da questo software a programmi professionali.

Più che gli aspiranti game designer, grafici e musicisti, Laboratorio di videogiochi è maggiormente rivolto ai giovani programmatori. Sono loro che saranno più bravi ad approfondire il software, sono loro ad avere la strumentazione più ampia per sviscerare le potenzialità dell'opera. A livello visivo la personalizzazione è piuttosto scarsa: si può scegliere naturalmente la tonalità di un determinato oggetto, o l'illuminazione di un'area. Ma gli strumenti di disegno inseriti nel gioco sono davvero troppo semplici e limitati per creare qualcosa di autenticamente originale.

La stessa cosa si può dire per la musica e gli effetti sonori. Ce ne sono tanti, ed è davvero piacevole alterare gli arrangiamenti e variare gli strumenti, ma - per ciò che abbiamo esperito noi - non c'è la seria, profonda possibilità di alterare le musiche presenti.

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Commento

Multiplayer.it

S.V.

Lettori (1)

8.5

Il tuo voto

Laboratorio di videogiochi si presenta come un "gioco per fare giochi" ma è a tutti gli effetti un software di programmazione, ed è proprio per la sua natura peculiare che non troverete un voto in questa pagina. È un progetto realizzato con cura, passione e perizia; i Nodon sono davvero una bella idea, perché semplificano i concetti e, allo stesso tempo, allietano la fruizione delle lezioni. Ci hanno ricordato, pur in maniera più piatta, i protagonisti di Inside Out ed è senza dubbio uno dei progetti di questo tipo con più personalità. Nonostante gli sforzi compiuti, tuttavia, l'argomento trattato è estremamente complesso e non tutto viene spiegato in maniera limpida e accessibile: per quanto possibile Laboratorio di videogiochi lo semplifica, ma una volta terminate le lezioni, e aperta "programmazione libera", è molto facile sentirsi persi nella vastità di opzioni possibili. I Nodon processuali sono davvero complicati da gestire, e allo stesso tempo la personalizzazione grafica e sonora è limitata. Si tratta in definitiva di un'opera che, nella sua unicità, consigliamo caldamente agli aspiranti programmatori.

PRO

  • Lezioni ben strutturate
  • Interfaccia intuitiva e pregevole
  • Nelle mani giuste, può dare grandi risultati
  • I Nodon sono una bella idea
CONTRO
  • In programmazione libera, è molto complesso
  • Limitata attenzione ai concetti di game design
  • Personalizzazione grafica e sonora scarsa