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Miitopia, la recensione della versione per Nintendo Switch

Lo scorso 21 maggio è arrivato su Nintendo Switch Miitopia, sostanzialmente un'edizione Deluxe dell'originale per 3DS, uscito nel 2017: ecco la nostra recensione

RECENSIONE di Alessandro Bacchetta   —   26/05/2021
Miitopia
Miitopia
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A distanza di pochi giorni dall'uscita su Nintendo Switch, eccoci con la nostra recensione di Miitopia: si tratta, per essere brevi, di un'edizione deluxe - nonostante non ne porti la dicitura - del curioso RPG uscito su Nintendo 3DS a inizio 2017 (o fine 2016, in Giappone), adattato per l'occasione da Grezzo, team già autore in passato di vari remake, tra cui quello di The Legend of Zelda: Link's Awakening. L'opera originaria invece è stata sviluppata dal gruppo interno numero quattro (EPD 4), quello notoriamente dedicato ai progetti per un pubblico casual: è stata diretta da Yuchiro Ito, già autore - sia come programmatore che come lead designer - di alcuni Brain Age.

Prima di parlare dell'opera vera e propria, ha senso partire dalle qualità che la distinguono dall'originale e che possono interessare tanto chi l'ha giocato a suo tempo quanto chi ci si avvicina per la prima volta. Le differenze con la versione 3DS non sono minime, a partire dall'aspetto visivo. Il salto generazionale, in questo caso, è praticamente doppio: non solo il gioco è ora in alta risoluzione, ma tutte le texture sono state adattate per rendere adeguatamente nel nuovo contesto grafico.

Miitopia: un party tipico, quattro personaggi e un cavallo.
Miitopia: un party tipico, quattro personaggi e un cavallo.

Ma è anche e soprattutto dal punto di vista dei contenuti che sono stati apportati vari miglioramenti. In primis l'editor dei Mii che, come vedremo tra poco, è una parte fondamentale dell'esperienza: su Switch ci sono molte più possibilità di personalizzazione, decine e decine di colori e variazioni e trucchi assenti su 3DS, per un editor così potente da scatenare la fantasia degli appassionati. Su questa nuova versione i cavalli, oltre che accompagnare gli avventurieri, possono anche portarli in sella in battaglia, aumentando i danni degli attacchi, mentre le relazioni sentimentali (non necessariamente romantiche, anzi, più spesso amicali) tra i protagonisti, possono essere incrementate attraverso delle attività surreali. Surreali per il contesto narrativo - prettamente fantastico - di Miitopia, intendiamo: i personaggi possono prendere un caffè insieme, andare al cinema, a pesca, a svagarsi al parco. Ma per chi non lo avesse mai giocato, cos'è Miitopia?

Un RPG coi Mii

Detto nella maniera più sintetica possibile, Miitopia è un RPG giapponese essiccato di ogni orpello: lineare, semplificato, e avente per protagonisti - come si evince dal titolo - i Mii. Si tratta di un'opera evidentemente rivolta a un pubblico molto giovane o ai videogiocatori occasionali, che consente anche ai meno esperti, e in generale a chi vuole impegnarsi poco, di godersi una piacevole avventura in un mondo fantastico (Miitopia appunto, che è la terra dove si svolgono le vicende della storia).

Miitopia: il Duca del Male avversa un gruppo di eroi.
Miitopia: il Duca del Male avversa un gruppo di eroi.

Una volta creato il protagonista, scelto il nome e sistemato accuratamente il suo aspetto, bisogna selezionarne il carattere (sicuro, rilassato, sognatore, ecc...) e, successivamente, la classe. Alcune di loro sono molto tradizionali, tipiche dei giochi di ruolo classici: mago, guerriero, ladro, sacerdote, ma a queste si aggiungono quella del "cantante" (l'equivalente del bardo) e quella del cuoco; proseguendo nell'avventura ne appariranno altre, decisamente più assurde ("gatto", per fare un esempio), e il gioco farà il possibile, senza fare troppi spoiler, per spingervi a provarle. Questa routine si ripete per ogni personaggio, e non possiamo dirvi quanto sia fondamentale - torneremo tra poco sull'argomento - curare bene questi dettagli: sono proprio loro a rendere Miitopia un'esperienza unica, per quanto semplice.

Il nemico che assedia quest'amena terra è il Duca del Male, un'essere terrificante (più o meno) che ruba i volti agli abitanti di Miitopia, trapiantandoli sui musi dei mostri che popolano questa terra: sconfiggendo le mefitiche bestie, restituirete i visi ai loro legittimi proprietari. L'avventura si sviluppa su varie ambientazioni, terrestri e non, e ha una durata piuttosto lunga, diciamo tra le venti e le quaranta ore: come dicevamo, Nintendo ha fatto il possibile, pur nella semplicità delle meccaniche, per far provare a chiunque l'esperienza di un RPG.

Città, sentieri e combattimenti

La struttura del gioco è semplice e ripetitiva. Anzitutto c'è una mappa del mondo, chiara e scarna, dalla quale si accede ai vari punti di interesse; questi ultimi si dividono in città (o palazzi, o castelli) e sentieri di transizione, dove si incontrano mostri e tesori. Le città sono gli unici posti in cui è possibile muovere il proprio personaggio col control stick; non che ci sia molto da esplorare, sono territori piccoli e dalla conformazione essenziale. Di solito in questi luoghi - che, eccezioni a parte, non presentano nemici - si incontra il "problema" da risolvere nell'area circostante: spesso si tratta, come anticipato, di ritrovare i volti rubati agli abitanti.

Nei sentieri si svolge la parte più action del gioco: i protagonisti (al massimo quattro in contemporanea) si spostano automaticamente nel tragitto lineare. A variare è l'ambientazione, che definisce il contesto visivo dell'avventura, non le dinamiche di design. Potete accelerare l'avanzamento premendo B (i personaggi si metteranno a correre), e ogni tanto incontrerete dei bivi; non potendo tornare indietro, per vedere ogni zona, e trovare ogni tesoro, sarà tuttavia necessario tornare più volte sugli stessi percorsi.

Miitopia: l'inquadratura durante l'esplorazione dei sentieri.
Miitopia: l'inquadratura durante l'esplorazione dei sentieri.

Il vostro tragitto sarà spesso interrotto da incontri casuali coi nemici; come nei classici giochi di ruolo giapponesi e in queste situazioni si viene trasportati in un'area a parte, adibita ai soli combattimenti. Questi ultimi sono a turni, e il giocatore potrà controllare solamente il protagonista del gruppo: potrete scegliere se attaccare, eseguire magie o utilizzare strumenti, ma non potrete mai decidere cosa faranno i vostri alleati. Al contrario, potrete automatizzare anche le scelte del protagonista.

Per gli scontri risultano molto importanti le già citate relazioni sentimentali dei personaggi: se si vorranno bene, si aiuteranno a vicenda sia in fase difensiva che offensiva. Al contrario, un grande screzio potrebbe condurli a ostacolarsi tra loro (un'eventualità piuttosto rara, comunque), laddove queste relazioni, così come tante altre questioni relative all'equipaggiamento, si gestiscono ed incrementano nelle locande, che si incontrano alla fine di ogni sentiero.

Locande, relazioni e sviluppo dei personaggi

Nelle locande la natura del gioco diventa quasi gestionale. È in queste situazioni, perfino troppo frequenti, che bisogna migliorare l'equipaggiamento, e le relazioni sentimentali, dei personaggi. Innanzitutto bisogna sistemarli all'interno delle stanze: inutile dire che, come conseguenza, ci sarà un aumento del legame tra i coinquilini.

Miitopia: due personaggi all'interno di una stanza, in locanda.
Miitopia: due personaggi all'interno di una stanza, in locanda.

Nell'edizione Switch sono stati anche inseriti dei ticket per massimizzare le relazioni tra i protagonisti: vi saranno via via donati dagli abitanti dei villaggi salvati, e potrete usarli per estemporanee, e assurde, attività ricreative (come andare al cinema, o prendere un caffè). Queste attività - come le stanze - sono aperte a due soli elementi, non a tutto il party. Per questo motivo, dovrete decidere se elevare al massimo il legame tra alcune coppie, o se bilanciare un po' le relazioni tra tutto il gruppo: è un aspetto divertente del gioco. Dovrete stare attenti a creare empatia anche tra elementi nuovi o che non vi interessano particolarmente, così da non generare inimicizie. Un legame estremamente saldo, oltre a dare sviluppi sentimentali imprevedibili (comunque appena accennati), vi donerà maggiore efficienza e collaborazione in combattimento. Piccola curiosità: la possibilità di stringere relazioni forti anche tra persone dello stesso sesso ha causato, in Russia, l'assurdo rating 18+.

Nelle locande è possibile anche partecipare a dei giochi, principalmente "sasso-carta-forbice" e "roulette", così da ottenere monete e premi aggiuntivi. Del denaro che, sempre in questa fase, potrete utilizzare per migliorare l'equipaggiamento dei vostri personaggi. Saranno loro stessi a segnalarvi il desiderio di un'arma nuova, e non avrete altra possibilità che assecondarne o meno le voglie (in sostanza, se in quella locanda un guerriero vuole una spada, non potrete comprargli un'armatura).

Miitopia: un party insieme a tavola.
Miitopia: un party insieme a tavola.


Infine, naturalmente, in locanda si dorme (recuperando le energie) e si mangia. In particolare, esclusa qualche primizia regalata da certi abitanti, si trangugiano residui bellici: per farvi un esempio, la carne di goblin. Ogni personaggio avrà i propri gusti culinari, e ogni pietanza incrementerà solamente alcune delle caratteristiche (forza, magia, velocità, difesa, punti salute, punti magia): di volta in volta dovrete far attenzione a bilanciare gusto del personaggio e necessità di sviluppo.



Miitopia è un RPG molto semplice e guidato. Come dicevamo, il suo intento è quello di far vivere un'esperienza simile anche a chi non è esperto, o non ha voglia di impegnarsi troppo; per questo le possibilità di evoluzione sono guidate ed essenziali. Mangiando, dormendo e comprando gli oggetti richiesti, per cui sono spesso sufficienti i soldi disponibili, difficilmente avrete problemi nei combattimenti.

Mii all'ennesima potenza

Arriviamo infine all'aspetto più importante dell'intera produzione, i Mii. Appare evidente che l'intera ragion d'essere di Miitopia si basi completamente sui Mii, e spendendo tempo per avere un party coi personaggi giusti al posto giusto, l'avventura può tramutarsi in un'esperienza estremamente gradevole.

Miitopia: tanti Mii nell'illustrazione principale del gioco.
Miitopia: tanti Mii nell'illustrazione principale del gioco.

I Mii vanno creati dall'editor canonico inserito nella console: aspetto, grandezza e posizione di naso e occhi, nome, colore preferito... i soliti connotati che conosciamo dai tempi di Wii. Fatto questo, potrete ulteriormente personalizzarli col trucco e parrucco di Miitopia: ombretti, rossetti, fossette sul viso, frange, ciuffi, una grande palette di colori per capelli e punte. Questo consente una libertà estranea all'editor basilare e, come abbiamo già visto, può genere dei Mii estremamente particolareggiati: tuttavia, state attenti a non esagerare. Un Mii può essere gradevole dall'icona, ma non risultare funzionale in Miitopia: questo può succedere inserendo degli elementi fuori posizione. Ad esempio, come in un Darth Vader che abbiamo scaricato dall'archivio online e creato con dei baffi sulla fronte. Dei baffi che magari sembrano un casco credibile se visti in un ritratto statico, ma che continueranno ad arricciarsi, pur posizionati sulla fronte, una volta che il personaggio si arrabbia.

Lo scriviamo ancora: è assolutamente fondamentale, per godersi Miitopia, utilizzare dei Mii che vi piacciano, o a cui siete legati. Quelli di un amico, di un fidanzato/a, di una celebrità o di un personaggio immaginario che vi piace: saranno proprio loro, calati in un contesto alieno e fantastico, a rendere memorabile l'avventura. La loro personalità e i loro dialoghi, le loro relazioni. Potrete vedere la vostra fidanzata parlare con Voldemort, o vostro fratello confabulare con Darth Vader. Potrete mettere il volto di David Bowie al Duca del Male.

Miitopia: che faccia darete al Duca del Male?
Miitopia: che faccia darete al Duca del Male?

È proprio il legame emotivo coi Mii che rende questo gioco speciale, assieme alle dinamiche che l'avventura riesce a generare. A un certo punto dovevamo scegliere i Mii da attribuire a un re (obeso, presto capirete perché lo specifichiamo), a sua figlia (la principessa), e ai due uomini che se la contendono, un ricco aristocratico e un nobile decaduto. Bene, abbiamo selezionato Obelix per il re, Zelda per la figlia, Wario per l'avido e ambizioso aristocratico, Link per il nobile povero. Si sono create delle situazioni esilaranti e questo è solo un esempio da nerd; pensate a cosa potrebbe succedere attraverso l'immaginazione di un bambino.

I Mii si possono creare da zero, scaricare da un amico che li ha messi a disposizione su Miitopia, oppure da un archivio online che espone i più richiesti.

Conclusioni

Multiplayer.it
7.5
Lettori (8)
8.5
Il tuo voto

Miitopia ha un obbiettivo non palesato, ma estremamente chiaro: far vivere l'esperienza di un RPG a chi è troppo giovane o inesperto (o svogliato, o disinteressato) per affrontare quelli più complessi e maturi. Riesce benissimo nel suo intento, soprattutto grazie ai Mii, e agli esilaranti contesti narrativi che generano: potreste affrontare l'intera avventura con vostro fratello, uno mago e l'altro guerriero, potreste vedere la vostra fidanzata aiutare Voldemort, mentre Fantozzi, qui novello sacerdote, vi cura in battaglia. E questi sono solo esempi improvvisati. L'avventura è lunga, circa trenta ore. Per chiunque non rientri nelle categorie descritte a inizio commento si tratta di un RPG estremamente semplice, facile, ed eccessivamente ripetitivo: un'opera da non prendere in considerazione. Ma non per questo si può parlare di un progetto insensato, anzi.

PRO

  • Ottima personalizzazione dei Mii
  • I Mii generano spesso situazioni esilaranti
  • Riesce appieno nel suo intento...

CONTRO

  • ... che non comprende i giocatori esperti
  • Troppo ripetitivo
  • Semplice e lineare