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Moon Knight 1x06, la recensione dell'episodio finale della serie Disney/Marvel

Moon Knight si conclude su Disney+ con un finale che lascia aperta una porta sul futuro di questo strano supereroe della Marvel...

RECENSIONE di Christian Colli   —   04/05/2022

Come temevamo, la nuova serie Marvel Studios su Disney+ è arrivata al finale col fiato corto: troppa carne al fuoco, per un personaggio così complesso come Moon Knight. Senza considerare, poi, che gli scrittori hanno dovuto condensare il tutto in appena 45 minuti di episodio. La serie è sempre stata difficile da contestualizzare fin dall'inizio: ha cambiato genere, passando dal thriller psicologico all'avventura all'horror, senza mai trovare la quadra e, soprattutto, senza mai ritagliarsi uno spazio efficace nel Marvel Cinematic Universe.

La stessa identità dell'operazione televisiva è piuttosto ambigua: Moon Knight dovrebbe essere una Limited Series - definizione che contrassegna solitamente le miniserie a stagione unica come Hawkeye e WandaVision - ma sui social Disney+ ha pubblicizzato l'ultimo appuntamento come "season finale", che solitamente suggerisce una produzione aperta a stagioni successive.

Nella nostra recensione di Moon Knight 1x06 vi spieghiamo cosa ci è piaciuto e cosa invece no di questo finale all'insegna dell'azione, cercando di ridurre al minimo gli spoiler.

Dèi...

Moon Knight, Oscar Isaac in costume
Moon Knight, Oscar Isaac in costume

L'ultimo episodio di Moon Knight si potrebbe dividere idealmente in due parti. La prima metà cerca di chiudere frettolosamente tutte le sottotrame lasciate in sospeso prima del gran finale, ma il risultato è un guazzabuglio confuso che il regista Mohamed Diab non riesce a mettere insieme in modo convincente. Abbiamo sostanzialmente tre trame parallele che si sovrappongono. Nella prima, Marc deve scegliere se restare nell'Aldilà o tornare ad aiutare Steven, sebbene Taweret insista che non sia possibile. Nella seconda, Layla deve liberare Khonshu senza farsi scoprire da Harrow e i suoi scagnozzi. Nella terza, abbiamo finalmente il tanto atteso incontro tra Harrow e Ammit.

Ancora una volta, le scene con l'Enneade sono il punto più basso della serie. Harrow si sbarazza degli Avatar fuori campo, con uno degli stacchi più famigerati nella storia della TV: l'attacco col lampo che taglia su una scena completamente diversa, che ci ha riportato alla memoria il famosissimo e mai mostrato scontro tra Peter Petrelli e Sylar in Heroes.

Non staremo a raccontarvi come e perché Marc e Steven rientrino in gioco, anche perché è una soluzione piuttosto stucchevole che non ci ha trasmesso poi così tanto l'intenzione originale degli autori. Secondo Oscar Isaac, Moon Knight avrebbe dovuto sfatare i tabù dei problemi mentali, dimostrando agli spettatori che non devono restare per forza dei punti deboli. Diciamo che il fumetto di Jeff Lemire cui si ispira quella scena specifica riusciva molto meglio nell'intento.

Veniamo invece al personaggio di Ammit, che sostanzialmente si qualifica come la tipica mastermind dietro le quinte che vuole distruggere/conquistare il mondo. Harrow a questo punto perde ogni significato o dimensione, trasformandosi nel suo lacchè senza praticamente dire più una parola dopo un timido confronto. Ammit, dal canto suo, è un bel mostro in computer grafica: per metà coccodrillo, è qualitativamente una spanna sopra Taweret, e molte di più sopra Khonshu, che resta forse la creatura in CGI più deludente - ma anche inquietante - della serie.

...e mostri

Moon Knight, lo scontro finale è davvero spettacolare
Moon Knight, lo scontro finale è davvero spettacolare

Se c'è un personaggio che spicca in questo episodio, e che tutto sommato ci ha veramente conquistato nel corso di queste sei settimane, è Layla. Dapprincipio l'abbiamo adocchiata con diffidenza - era pur sempre un'inedita, dato che nei comics non esiste - ma poi la sua grinta e la sua fragilità ci hanno convinti sempre di più. Il season (series?) finale di Moon Knight è il suo momento di trionfo. Dall'irriverente scambio di battute con Khonshu, alle sue azioni eroiche già a inizio episodio, Layla si appropria letteralmente dello schermo. May Calamawy è quasi sempre sul pezzo; quasi, perché in qualche scena, tipo il momento in cui cambia personalità passando dalla propria a quella di Taweret, appare meno convincente.

In questo senso, Oscar Isaac continua a dominare la scena e in alcuni momenti dell'episodio passa con una naturalezza straordinaria dai manierismi di Steven a quelli di Marc e ritorno. L'episodio precedente, con tutti quei momenti fortemente introspettivi, resta comunque la sua miglior prova di recitazione nell'arco di Moon Knight.

Moon Knight, l'Aldilà egizio ovvero uno sconfinato campo di grano
Moon Knight, l'Aldilà egizio ovvero uno sconfinato campo di grano

Questo ci porta dritti alla seconda parte del finale che, pur essendo completamente votata all'azione, è senza alcun ombra di dubbio la migliore da ogni punto di vista. Sì, anche Moon Knight si risolve in una mega scazzottata conclusiva come un po' tutte le serie Marvel Studios che abbiamo visto in questi due annetti, e forse questo dovrebbe suggerire un approccio diverso nei prossimi climax, ma bisogna dire che questa scazzottata specifica ci ha fatto perdonare l'assenza prolungata dei costumi. Anche perché in questo caso sono tre: Moon Knight, Mr. Knight... e Layla.

Lo scontro tra il protagonista e Layla - praticamente un prototipo modernizzato dello Scarlet Scarab dei comics - da una parte e Harrow coi suoi sgherri dall'altra è davvero ben girato, con alcune soluzioni visive spettacolari e un ritmo incessante. Quello tra Khonshu e Ammit, ingigantiti come Kaiju, un po' meno: è una festa di computer grafica, categoricamente in notturna, che non aggiunge molto alla storyline, e anzi solleva più domande che risposte sul mondo in cui si svolgono queste storie. Va bene che ormai i terrestri sono abituati a invasioni aliene, Celestiali e divinità extradimensionali.

Moon Knight, Layla ci ha conquistati
Moon Knight, Layla ci ha conquistati

Moon Knight finisce all'improvviso, o quasi. Concluso lo scontro finale, si arriva ai titoli di coda nel giro di un paio di scene che chiudono la serie in modo ambiguo e apparentemente incomprensibile. Solo che questa volta c'è uno stinger dopo i primi titoli di coda: una chiosa che introduce, finalmente, la personalità di Jake Lockley e suggerisce che la storia non sia finita così. Solo che le precedenti opere Marvel Studios, non solo le serie TV ma anche i film, ci hanno anticipato il futuro con una formula ormai tradizionale: "I Guardiani della Galassia ritorneranno...", "Gli Eterni ritorneranno..." o "Loki ritornerà..." e così via.

Ma Moon Knight non tornerà, o meglio, non c'è scritto da nessuna parte che lo farà. La serie è parte della Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, ma per come stanno le cose oggigiorno, è possibilissimo che il personaggio interpretato da Oscar Isaac non torni con una seconda stagione di Moon Knight vera e propria, ma come comparsa in un'altra serie TV, come l'imminente Werewolf by night, o in un film, come il futuro Blade o il vociferato Midnight Suns. Chi vivrà vedrà, insomma, e nel caso di un supereroe che si veste da mummia, è proprio il caso di dirlo.

Conclusioni

Multiplayer.it

7.0

Moon Knight ha avuto un corso travagliato. Abbiamo percepito e apprezzato la volontà di proporre qualcosa di diverso, inizialmente, salvo poi ricadere nei vecchi schemi che tuttavia non funzionano bene con un personaggio tanto particolare. È stata una serie TV altalenante, con un finale ricco d'azione ma affrettato, che non offre la chiusura che speravamo e, anzi, spalanca le porte su un futuro che per il momento è completamente incerto. Tuttavia, la bravura di Oscar Isaac, la varietà di situazioni e lo stacco dal resto del Marvel Cinematic Universe per chi digerisce poco i collegamenti tra film e serie TV potrebbero essere motivi sufficienti a dargli una chance.

PRO

  • Layla è la MVP della serie, senza se e senza ma
  • Scene d'azione davvero ben girate

CONTRO

  • La prima parte del finale è caotica e frettolosa
  • La conclusione non lascia poi così appagati