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My Friend Pedro: Ripe for Revenge, la recensione

Deadtoast Entertainment porta anche su iOS e Android il suo folle action shooter, ma in una versione chibi: la recensione di My Friend Pedro: Ripe for Revenge

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   05/08/2021
My Friend Pedro: Ripe for Revenge
My Friend Pedro: Ripe for Revenge
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Ricordate My Friend Pedro, l'action shooter sviluppato da Deadtoast Entertainment e pubblicato un paio di anni fa, in cui vestivamo i panni di una sorta di mix fra Deadpool e Max Payne impegnato in spettacolari scontri a fuoco in rigoroso bullet time?

Ebbene, gli autori del gioco hanno pensato bene di portare quell'esperienza anche su iOS e Android, sebbene in una versione davvero particolare, sostanzialmente semplificata sul piano narrativo e caratterizzata da uno stile "chibi" per i personaggi.

Un esperimento riuscito? Ve lo raccontiamo nella recensione di My Friend Pedro: Ripe for Revenge.

Storia

My Friend Pedro: Ripe for Revenge, uno scontro a fuoco con il nuovo sistema di controllo.
My Friend Pedro: Ripe for Revenge, uno scontro a fuoco con il nuovo sistema di controllo.

Nell'originale My Friend Pedro controllavamo un sicario mascherato, privato per qualche motivo della memoria, che si ritrovava a parlare con una... banana. L'unica cosa che ricordava era la sua missione, ovverosia impugnare delle armi e spazzare via un'organizzazione criminale: un compito che solo un folle avrebbe potuto portare a termine, oppure un killer spietato e infallibile. O entrambe le cose.

In My Friend Pedro: Ripe for Revenge non c'è una sottotrama misteriosa da svelare, né tantomeno richiami all'ultraviolenza: quel tipo di impianto è stato sostituito da uno stile chibi che trasforma sia il protagonista che i vari villain in figure super deformed, eliminando il sangue ma lasciando intatte le pallottole. A tonnellate. E la banana parlante? Dovremo aiutarla a salvare la sua famiglia.

Gameplay

My Friend Pedro: Ripe for Revenge propone diversi puzzle interessanti durante la campagna.
My Friend Pedro: Ripe for Revenge propone diversi puzzle interessanti durante la campagna.

Sebbene in teoria fosse possibile tradurre il gameplay action shooter del titolo targato Deadtoast Entertainment su mobile, gli autori hanno preferito rivoluzionare l'esperienza anche sul fronte delle meccaniche, disegnando un sistema di controllo basato sul touch screen che a conti fatti avvicina ancora di più il gioco a una sequenza di puzzle da risolvere.

Era fondamentalmente questo il grosso limite di My Friend Pedro: l'impossibilità di creare situazioni spettacolari in maniera libera, come accadeva nel già citato Max Payne, rimanendo invece ancorati al contesto e allo scenario, cioè ai rompicapo creati per l'occasione che dovevamo cercare in qualche modo di risolvere senza lasciarci le penne.

My Friend Pedro: Ripe for Revenge include anche brevi sezioni di guida.
My Friend Pedro: Ripe for Revenge include anche brevi sezioni di guida.

Il movimento del personaggio in Ripe for Revenge non è diretto, bensì funziona con una sorta di fionda in stile Angry Birds, che però si trasforma in una freccia quando la incliniamo in una certa maniera, consentendoci di scivolare sotto eventuali ostacoli. Il puntamento dell'arma è invece ancora più immediato: basta toccare i bersagli a vista per sparargli.

Il sistema di controllo funziona, ma con due criticità: in primo luogo il gioco non memorizza le azioni a mezz'aria e dunque bisogna ogni volta toccare terra per spiccare il balzo successivo, spezzando un bel po' il ritmo dell'azione. In secondo luogo, anche per i piccoli spostamenti si deve procedere saltellando, e quando accade scatta inevitabilmente un po' di frustrazione.

Struttura

My Friend Pedro: Ripe for Revenge, se aspettiamo troppo i nemici ci colpiranno.
My Friend Pedro: Ripe for Revenge, se aspettiamo troppo i nemici ci colpiranno.

È bello il modo in cui gli sviluppatori di My Friend Pedro: Ripe for Revenge hanno sfruttato le nuove meccaniche per creare situazioni interessanti, cercando di riproporre determinati elementi (vedi le padelle, gli interruttori e gli skateboard) ma ponendoli sotto una luce differente, nell'ambito di sequenze che di volta in volta dovremo risolvere.

La campagna è composta da trentasei missioni che in realtà si completano piuttosto in fretta, ma che possono essere rigiocate in una modalità speedrun con limiti di tempo piuttosto stringenti. A nostro avviso non è però questa la dimensione ideale del gioco, che in un contesto così ostico e limitato finisce per enfatizzare la propria macchinosità.

Realizzazione tecnica

Veniamo infine alla grafica, che risulta meno sofisticata e spettacolare rispetto all'originale My Friend Pedro, che poteva contare su alcuni momenti davvero memorabili sul piano visivo, ma si difende bene e sembra aver trovato un buon compromesso con lo stile chibi.

Tale espediente rende simpatici i personaggi, sebbene gli scenari si mantengano sempre abbastanza spogli e un po' ripetitivi. Niente da dire invece sul comparto sonoro, che può contare su musiche coinvolgenti e ritmate, accompagnando l'azione nel migliore dei modi.

Conclusioni

Versione testata iPhone
Digital Delivery App Store, Google Play
Prezzo 2,99 €
Multiplayer.it
7.4
Lettori
ND
Il tuo voto

My Friend Pedro: Ripe for Revenge reinventa l'interessante formula a base di piattaforme e bullet time creata da Deadtoast Entertainment, adattandola ai dispositivi mobile grazie a un sistema di controllo inedito che da un lato riesce a regalare bei momenti e qualche piacevole risvolto strategico, dall'altro si incastra nella propria macchinosità durante le situazioni più banali, magari quando bisogna percorrere i pochi centimetri che ci separano dall'uscita dello stage. Esattamente come l'originale My Friend Pedro, insomma, ci troviamo di fronte a un prodotto capace di alternare momenti epici e qualche delusione.

PRO

  • Sa regalare sequenze davvero spettacolari
  • Alcuni stage in stile puzzle molto interessanti
  • Buona realizzazione tecnica

CONTRO

  • Controlli talvolta macchinosi
  • Si completa abbastanza in fretta
  • La modalità extra evidenzia i limiti del gioco