NBA 2K21, recensione per Xbox Series X e PS5: basket virtuale in versione next-gen

La recensione di NBA 2K21 per Xbox Series X e PS5, versione next-gen della simulazione di basket sviluppata da Visual Concepts disponibile al lancio delle nuove console.

RECENSIONE di Rosario Salatiello   —   16/11/2020
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La recensione di NBA 2K21 per Xbox Series X e PS5 inizia da dove avevamo concluso quella dedicata alla versione della simulazione di basket per le console di vecchia generazione, che potete trovare qui. Dopo avere rilevato l'aspetto conservativo di quest'ultima, ci eravamo infatti dati appuntamento all'uscita del gioco su PlayStation 5 e Xbox Series X|S, per vedere tutte le novità messe in cantiere dal team Visual Concepts. Novità con le quali sviluppatore e publisher hanno giustificato nei mesi scorsi anche la scelta di proporre la versione per console di nuova generazione a prezzo maggiorato rispetto a quella per PlayStation 4 e Xbox One, permettendo allo stesso tempo il passaggio diretto da una generazione all'altra solo agli acquirenti della speciale Mamba Forever Edition. L'edizione di NBA 2K21 per Xbox Series X|S e PlayStation 5 si presenta dunque come titolo di lancio delle due console concorrenti, permettendoci finalmente di soddisfare la curiosità di vedere i passi fatti in avanti da Visual Concepts sia dal punto di vista tecnico, grazie all'hardware di nuova generazione, sia in termini di contenuti per il gioco. In attesa che PlayStation 5 arrivi ufficialmente anche dalle nostre parti, abbiamo sfruttato l'ammiraglia di casa Microsoft per tornare a tirare a canestro per qualche giorno.

Grafica next gen

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La prova di NBA 2K21 su Xbox Series X ci impone di fare per una volta un'eccezione rispetto alla scaletta classica delle recensioni, iniziando la nostra analisi dal paragrafo dedicato agli aspetti tecnici del gioco solitamente tenuti per ultimi. Per quello che riguarda la grafica in particolare, possiamo dire che il lavoro svolto da Visual Concepts non delude affatto le aspettative, presentandosi con una veste rinnovata sotto tutti quanti i punti di vista. Il colpo d'occhio offerto dal campo è notevole sin dalla prima partita, disputabile in attesa che la console completi il download dei 101 GB (benvenuti nella next gen!) che racchiudono la versione completa del gioco.

Una volta scesi sul parquet, è possibile apprezzare i tanti dettagli che gli sviluppatori hanno aggiunto. La qualità di texture e modelli dei giocatori più famosi è stata prontamente adeguata all'approdo di NBA 2K21 su next gen, mentre per quello che riguarda le stelle minori il lavoro è ancora in fase di completamento. Ci sono poi gli elementi ai bordi del campo, dove adesso si trovano tanti personaggi non giocanti: operatori televisivi, pubblico, staff e altri ancora, contribuiscono tutti a portare la partita il livello di atmosfera e spettacolo che solo una partita NBA sa dare. Tra gli aspetti migliorati con l'uso del ray tracing c'è ovviamente anche la gestione delle luci, apprezzabile soprattutto guardando il riflesso dell'illuminazione sul legno lucido del campo. Nell'elenco di inquadrature a disposizione del giocatore, quella che permette maggiormente di ammirare tutto questo è la nuova visuale rail cam, concepita proprio per esaltare l'aspetto televisivo dell'esperienza di gioco di NBA 2K21.

Non dimentichiamo naturalmente la risoluzione: la possibilità di far girare tutto a 4K con 60 frame al secondo è una caratteristica della nuova generazione di console alla quale presto finiremo per abituarci, ma al momento non possiamo fare altro che rimanere a bocca aperta per la fluidità dell'azione. Con l'aggiunta della tecnologia HDR i colori risultano più vividi e consistenti, ponendo però la necessità di calibrare a dovere i parametri sul proprio schermo per evitare di assistere a una gestione poco corretta soprattutto dei toni più scuri.

Un'ultima nota riguarda i tempi di caricamento, praticamente azzerati da NBA 2K21 next gen risolvendo così alla radice il problema che continuava ad affliggere anche la stessa edizione del gioco sulle vecchie console. Alla luce di ciò, non si capisce il motivo per il quale gli sviluppatori continuino a non permettere al giocatore di saltare velocemente gli intermezzi dedicati a timeout e halftime show, soprattutto considerando che quest'ultimo continua a non brillare particolarmente in qualità.

MyCareer: ancora The Long Shadow, ma più grande

La prima modalità alla quale ci siamo affidati in NBA 2K21 su Xbox Series X è la MyCareer, per vedere quali differenze passano tra l'ascesa di Junior che avevamo avuto modo di vivere un paio di mesi fa e quella attuale. Background del personaggio e storia principale restano praticamente identici, per cui vi rimandiamo alla recensione delle versioni old gen linkata all'inizio dell'articolo per approfondire questi aspetti.

Come già detto, Visual Concepts ha introdotto in NBA 2K21 delle novità anche dal punto di vista prettamente contenutistico, come nel caso di questa modalità: dopo la fase iniziale dedicata alle scuole superiori, il giocatore può infatti scegliere adesso se portare Junior al college (dove giocare eventualmente anche più anni) come in precedenza, o affidare il proprio futuro in NBA al passaggio attraverso la G League, dando così vita a un filone alternativo di storia destinato a ricongiungersi con quella che già conosciamo al momento del draft. Avendo scelto la nuova strada della lega di sviluppo, dobbiamo dire di avere gradito maggiormente questa parte, concentrata sull'inserimento del protagonista nella nuova squadra popolata da compagni come il mitico Andrei "Vlad The Impaler" Hagi.

A proposito di novità, anche l'editor dedicato al proprio giocatore è stato revisionato dagli sviluppatori per permettere una maggiore libertà nella creazione dell'atleta che andremo a controllare, sperando che questo possa tradursi anche in una maggiore varietà nel gioco online. Per quanto riguarda quest'ultimo, l'aspetto di NBA 2K21 di maggiore rilevanza è legato alla trasformazione del Quartiere in Città, con il gradito ritorno delle affiliazioni ad aggiungere quel mordente che mancava. Dopo una serie iniziale di partite giocate a Rookieville possiamo passare alla città vera e propria, dove trovare tutta una serie di attività ad attenderci comprese alcune "quest" affidate da personaggi non giocanti.

Quanto descritto finora rappresenta senza dubbio un'aggiunta significativa rispetto alla MyCareer di NBA 2K21 su old gen, rispetto alla quale dobbiamo dire che rimane purtroppo la stessa propensione verso le microtransazioni. Che sia in singolo durante The Long Shadow o in multiplayer nella Città, l'impressione è sempre quella che il gioco ci voglia sbattere in faccia la possibilità di comprare VC per accelerare il processo di crescita del nostro personaggio, permettendogli così di fare più velocemente bella figura in campo. Speriamo davvero che Visual Concepts possa sfruttare l'anno che ci separa da NBA 2K22 per fare un passo indietro su questo aspetto diventato particolarmente sensibile negli ultimi anni, considerando anche l'aumento di prezzo della versione next gen. Il rischio reale è quello di vedere un numero crescente di persone perdere affezione nei confronti di questo brand, e sarebbe un vero peccato visto l'ottimo punto di partenza rappresentato da questa versione su next gen.

Le altre modalità

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Archiviata la MyCareer, NBA 2K21 next gen non ci fa mancare aggiornamenti anche nelle altre aree di cui esso si compone. In particolare MyNBA è adesso una modalità unica, che ingloba al suo interno quelle che erano MyGM e MyLeague. Il giocatore può adesso combinare elementi che erano parte dell'una e dell'altra tramite i parametri di configurazione proposti dal gioco, dando così vita alla modalità franchigia con le caratteristiche a egli più congeniali possibili. Una volta avviata la gestione della squadra scelta, chi si trova davanti allo schermo può tornare anche in questo caso ad avere a che fare con la G League, attivando l'opzione relativa. In questo caso le partite della lega di sviluppo verranno visualizzate nel calendario in maniera intervallata rispetto a quelle principali in NBA, dando al giocatore la possibilità di giocarle regolarmente o simularle.

A beneficio di chi preferisce giocare con le squadre della WNBA, gli sviluppatori hanno riservato alcune novità anche alla modalità dedicata al basket femminile, arricchendo notevolmente anche questa componente di NBA 2K21. La nuova The W è praticamente la versione di MyCareer dedicata alla WNBA, dove possiamo quindi creare un'atleta da portare in una delle dodici squadre della lega dove affermarsi. La stessa giocatrice può essere poi usata anche online, dando vita a match tre contro tre. Così come MyNBA, la modalità MyWNBA permette invece di avere accesso alla modalità franchigia dedicata al basket femminile.

Poche novità infine per la modalità MyTeam, già rinnovata nella versione old gen per offrire qualche ricompensa in più. Dalle vecchie console vengono importati i progressi ottenuti, in modo da non perderli nell'eventuale passaggio su PlayStation 5 o Xbox Series X|S.

Gameplay

L'aggiornamento della qualità estetica del gioco viene accompagnata da altri elementi tecnici che vanno a influenzare direttamente il gameplay. In particolare risulta rinnovata la fisica generale, che tenendo conto delle caratteristiche dei giocatori rende il loro movimento in campo più vicino a quello che ci aspetteremmo nella realtà. Giocando a NBA 2K21 next gen è possibile notare sin da subito una netta differenza di controllo tra le diverse tipologie di fisici di cui i vari atleti sono dotati, ottenendo per esempio un maggiore controllo sfruttando l'agilità o la possibilità di ricorrere all'uso della forza bruta per sovrastare il proprio avversario.

Grazie all'ormai famoso Impact Engine sono state aggiornate anche le collisioni dei giocatori, adesso molto più credibili e realistiche. Non sono del tutto scomparse però le situazioni in cui lo scontro tra i corpi porta a esiti un po' goffi come in passato. Come anticipato nella nostra ultima anteprima dedicata a NBA 2K21 next gen, adesso i giocatori dimostrano di avere anche una maggiore consapevolezza del punto di tiro in cui si trovano, aggiustando la propria posizione per permetterci di effettuare tiri da tre punti al posto di tiri da due punti dalla lunga distanza.

A proposito di tiri, NBA 2K21 su Xbox Series X conserva il nuovo modello di mira messo a punto già nella versione old gen, facendo però tesoro di quest'ultima e delle modifiche su essa apportate per migliorarne la resa. Al giocatore viene concesso un maggiore controllo sul tiro grazie alla possibilità di definirne la parabola con la velocità di movimento dello stick destro, influenzandone così anche tramite questo aspetto la riuscita finale. Le problematiche post-lancio del nuovo sistema di tiro sembrano essere ormai definitivamente alle spalle, anche se per chi ha saltato l'ultimissimo appuntamento con la old gen resterà probabilmente un periodo di apprendimento da mettere in conto.

Grazie all'uso aggiuntivo della velocità di movimento tramite la leva destra e alle novità nella gestione dei contatti abbiamo trovato notevolmente migliorato anche il dribbling, destinato a dare maggiore controllo al giocatore per riuscire a eludere la marcatura avversaria. Anche in questo caso un po' di pratica aggiuntiva prima di riuscire a compiere i movimenti desiderati si mostra necessaria, permettendo però potenzialmente di dare vita a giocate notevoli una volta presa familiarità. Non dimentichiamo infine le animazioni, introdotte da Visual Concepts in una quantità tale da rendere più fluido lo scorrere del gioco e mitigare (ma non eliminare) l'effetto scivolamento anche grazie a un maggiore controllo da parte della CPU sul movimento dei piedi dei giocatori.

Nba 2K21 Nextgen 03

Commento

Versione testata
Xbox Series X
Digital Delivery
PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
75,99 €
Multiplayer.it

8.3

Lettori (15)

7.1

Il tuo voto

La recensione di NBA 2K21 in versione next gen si conclude con un apprezzamento generale per l'opera di Visual Concepts, sia in ottica presente che futura. Gli sviluppatori non si sono infatti limitati al prevedibile rinnovamento estetico, apportando modifiche in quasi tutte le modalità che fanno parte del gioco rispetto a quanto visto su old gen. Il parere largamente positivo viene tuttavia ancora una volta scalfito dalla presenza eccessiva delle microtransazioni, aspetto che a questo punto ci aspettiamo di vedere affrontato di petto nella prossima edizione del gioco. Per il momento, NBA 2K21 rappresenta senza dubbio un ottimo inizio su next gen per lo storico franchise dedicato al basket, consigliabile soprattutto a chi non ha effettuato l'acquisto del gioco sulle vecchie console. Se invece lo avete già comprato su PlayStation 4 o Xbox One nella sua veste standard, nonostante le migliorie a questo punto vi converrà aspettare direttamente NBA 2K22.

PRO

  • Tecnicamente migliorato in modo più che tangibile
  • Tante novità anche per quanto riguarda i contenuti
  • Gameplay ulteriormente rifinito
CONTRO
  • Le microtransazioni rischiano di rovinare un giudizio altamente positivo
  • Qualche difetto storico continua a fare capolino di tanto in tanto
  • Gestione di timeout e intervalli migliorabile