Scarlet Nexus, la recensione

L'action RPG di Bandai Namco è ambientato in un futuro in cui la razza umana si è evoluta, ma deve affrontare terribili minacce: la recensione di Scarlet Nexus

RECENSIONE di Tommaso Pugliese —   23/06/2021
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La recensione di Scarlet Nexus ci proietta in un mondo del futuro in cui la razza umana si è evoluta, acquisendo speciali capacità cerebrali che hanno costituito la base per lo sviluppo di una società in cui le informazioni vengono veicolate attraverso la mente, sullo sfondo di megalopoli stilisticamente ispirate al Giappone degli anni '90: un affascinante mix di insegne luminose, megaschermi e cel shading.

C'è tuttavia una terribile minaccia che incombe: gli Estranei, creature tanto patetiche quanto pericolose, che sembrano provenire dallo spazio e che ciclicamente attaccano le persone al fine di divorare il loro cervello, reso evidentemente più ghiotto dallo step evolutivo compiuto negli anni. L'unica difesa contro questi mostri è rappresentata dalle Forze di Soppressione Estranei (FSE), una divisione speciale in cui militano soggetti dotati di abilità psichiche in grado di fare la differenza nella disperata lotta per la salvezza della Terra.

Storia

La trama di Scarlet Nexus si dipana attraverso dodici capitoli che potremo affrontare nei panni di Yuito Sumeragi o di Kasane Randall. La scelta del personaggio avviene all'inizio della campagna e la influenza in maniera sostanziale, andando non solo ad aggiungere elementi narrativi inediti da un parte o dall'altra, ma consentendoci anche di gestire una squadra di combattenti differente.

Sebbene entrambi i protagonisti siano dotati del medesimo potere, la psicocinesi, che permette loro di sollevare qualsiasi oggetto e di scagliarlo violentemente contro il nemico, si tratta di figure contrapposte: Yuito è una recluta delle FSE proveniente da una famiglia di importanti politici, che ha deciso di arruolarsi come volontario per difendere il mondo dagli Estranei in seguito a un evento traumatico, mentre Kasane è una guerriera d'elite dal temperamento freddo e dalle origini misteriose.

Scarlet Nexus, Kasane Randall e i suoi compagni di squadra.
Scarlet Nexus, Kasane Randall e i suoi compagni di squadra.

Entrambi si trovano ad affrontare situazioni che diventano rapidamente complicate, una violenta invasione di nemici che li obbliga a combattere e sullo sfondo una sottotrama fatta di macchinazioni, piani segreti, verità lungamente nascoste e governi che si sono resi colpevoli delle più spietate atrocità nel nome del progresso e della stabilità sociale. In un quadro così confuso e controverso, restare fedeli ai propri principi non sarà semplice per i personaggi di Scarlet Nexus.

Il gioco richiede di essere completato sia con Yuito che con Kasane per esprimere appieno la sua ricca componente narrativa, che in alcuni momenti appare eccessivamente dilatata, ma rientra senza dubbio nei canoni che tanti anime giapponesi hanno promosso nel corso degli anni, e che prevedono molti dialoghi e un certo grado di caratterizzazione dei PNG perché determinate situazioni vengano rappresentate in maniera efficace.

Scarlet Nexus, uno sguardo al rifugio accessibile fra una missione e l'altra.
Scarlet Nexus, uno sguardo al rifugio accessibile fra una missione e l'altra.

Ci sono sicuramente due comprimari che avrebbero meritato inizialmente più spazio proprio al fine di dare un senso a ciò che succede nel corso della storia<, ma in linea di massima gli autori possono rimproverarsi ben poco da questo punto di vista. È infatti possibile approfondire la conoscenza dei propri compagni di squadra all'interno di sequenze e missioni che, una volta completate, ci ricompensano con manovre extra e vantaggi sul campo.

Per quanto riguarda la maniera di raccontare le vicende del gioco, abbiamo apprezzato le soluzioni adottate da Bandai Namco: sequenze semi-statiche in stile anime per i numerosi dialoghi presenti, caratterizzate tuttavia da una regia in grado di aggiungere grande dinamismo, di concerto con scene tradizionali utilizzate per conferire più forza ai momenti topici della campagna. Ottimo come sempre il doppiaggio giapponese, valido e sorprendentemente azzeccato quello in inglese, supportati entrambi da sottotitoli in italiano.

Gli Estranei

Scarlet Nexus, il primo boss dà un'idea del folle design degli Estranei.
Scarlet Nexus, il primo boss dà un'idea del folle design degli Estranei.

Le creature che ci troveremo ad affrontare in Scarlet Nexus meritano senz'altro un paragrafo a parte, visto che si tratta dei nemici fra i più folli e originali che abbiamo mai visto. Non c'è dubbio che gli Estranei si ispirino per la loro incredibile stranezza alle flotte angeliche di Bayonetta, ma se nel caso del titolo targato PlatinumGames tutto partiva da antiche illustrazioni e riferimenti biblici, qui ritroviamo un immaginario sbucato dal nulla e davvero fuori di testa.

Dalle unità di base agli enormi boss, il design dei mostri è qualcosa di speciale, un inquietante patchwork di oggetti di uso comune, braccia, gambe, strutture metalliche, persino giocattoli e miniature. Gli Estranei sembrano usciti da un frullatore, è come se un novello dottor Frankenstein avesse fatto a pezzi e ricucito insieme parti di animali diversi ed esseri umani, piante e insetti, cibi ed elementi architettonici.

Scarlet Nexus, Yuito e Nagi di fronte alla minaccia di un Estraneo.
Scarlet Nexus, Yuito e Nagi di fronte alla minaccia di un Estraneo.

Alcuni nemici vi lasceranno letteralmente a bocca aperta, con una promessa: più sono grossi e strani, più sono forti e resistenti. Non si scappa. Il bestiario di Scarlet Nexus è incredibilmente ricco di tipologie di avversari che non solo vantano un aspetto contorto e inquietante, in una sorta di Picasso sotto acido, ma dispongono anche di manovre d'attacco e risorse differenti, che vanno memorizzate per poter controbattere efficacemente.

Tutti questi aspetti rientrano in un chiaro esercizio di stile che diventa protagonista di un crescendo a suo modo entusiasmante, coinvolgendoci in frenetici combattimenti contro più boss contemporaneamente e arrivando sul finale della campagna a snocciolare soluzioni visive francamente assurde, che vi resteranno impresse nella mente anche se avete tanti anni di videogiochi alle spalle e pensavate di aver già visto tutto quello che c'era da vedere.

Gameplay

Scarlet Nexus, una delle abilità speciali di Yuito in azione.
Scarlet Nexus, una delle abilità speciali di Yuito in azione.

Veniamo quindi al gameplay, perché questi dannati Estranei in qualche modo dovremo pur eliminarli. Ebbene, le meccaniche messe in campo da Scarlet Nexus sono quelle di un action RPG molto veloce, senza dubbio scivoloso e datato nelle interazioni ambientali, che sulle prime battute non esprime sicuramente il proprio potenziale e può lasciare un po' interdetti, ma che cresce in maniera evidente di capitolo in capitolo.

Abbiamo accennato in precedenza alla possibilità di stabilire dei legami con i propri compagni di squadra, nell'ambito di sequenze narrative o brevi missioni che hanno l'utile vantaggio di sbloccare manovre extra. Ebbene, tutti questi elementi concorrono all'arricchimento di un sistema di combattimento che nelle fasi iniziali paga dazio proprio per via delle combinazioni e delle mosse limitate, ma poi appunto si espande a dismisura.

Scarlet Nexus, una sequenza di combattimento a base di poteri pirocinetici.
Scarlet Nexus, una sequenza di combattimento a base di poteri pirocinetici.

Il nostro personaggio può eseguire due attacchi con la spada, ma la gestione delle combo appare un po' rinunciataria, il lock-on viene gestito in maniera bislacca e non si arriva mai a concatenare i colpi come nei migliori action giapponesi. C'è però tutto il repertorio legato ai poteri psionici (e ai relativi potenziamenti, effettuabili sbloccando gli elementi di un ricco albero delle abilità) che cambia le carte in tavola, aggiungendo man mano uno spessore maggiore agli contri e introducendo tattiche alternative per portare a casa il risultato anche nelle situazioni più complicate.

Premendo il trigger destro potremo sollevare col pensiero rocce, pali della luce o persino veicoli e scagliarli con forza contro gli Estranei, meglio se al termine di una sequenza di colpi per poter conferire ancora più vigore all'attacco telecinetico. Con il trigger sinistro potremo invece attivare meccanismi più complessi, che danno luogo a scene altamente spettacolari: autocisterne che vengono fatte brillare, barili sollevati e poi schiacciati sul nemico, colonne di pietra usate per martellare il mostro di turno e finanche pareti su cui saltare per cimentarsi in una sorta di mix fra tappeto volante e autoscontro.

Scarlet Nexus, la modalità Brain Drive consente di risolvere situazioni molto complicate.
Scarlet Nexus, la modalità Brain Drive consente di risolvere situazioni molto complicate.

Dopodiché ci sono i poteri dei nostri compagni di squadra, due dei quali ci seguiranno attivamente in battaglia sulla base di indicazioni tattiche specifiche (attacca lo stesso bersaglio, attacca bersagli differenti, dai il massimo, agisci con cautela, ecc.), che potremo prendere in prestito premendo il dorsale destro (o quello sinistro, se abbiamo sviluppato a sufficienza i legami) e selezionandoli con i pulsanti principali del controller per poter disporre per alcuni secondi delle loro abilità.

È qui che si apre davvero il gameplay di Scarlet Nexus, consegnandoci possibilità offensive talmente variegate che sul finale della campagna non avrete che l'imbarazzo della scelta: dalla pirocinesi alla supervelocità, dal teletrasporto all'invisibilità, dalla chiaroveggenza per individuare avversari invisibili alla psicocinesi supplementare, dalle scariche elettriche allo sdoppiamento, dall'invulnerabilità a tutta una serie di colpi speciali attivabili durante i momenti più concitati. A ciò si aggiunge inoltre la modalità Brain Drive, che ci trasporta in una sorta di dimensione virtuale in cui dettiamo legge, ma che non può essere sostenuta a lungo.

Cosa vuoi comprare?

La componente RPG di Scarlet Nexus si fa notare nella quantità di oggetti che è possibile acquistare o vendere presso l'immancabile banchetto dell'archivista, dove potremo anche salvare i progressi e vedere contestualmente ripristinata la nostra energia vitale. Non abbiate paura: i nemici non torneranno in vita quando lo faremo! Con il denaro guadagnato con le missioni e la vendita di dati raccolti in giro (che però si poteva rendere più veloce, anziché richiedere la selezione di ogni singola voce) potremo procurarci gelatine per il recupero della salute, plug-in che servono per migliorare le caratteristiche dei personaggi e naturalmente armi man mano più potenti. Non mancano neppure i regali, da consegnare ai propri compagni fra una missione e l'altra per rinsaldare ulteriormente i legami.

Struttura e scenari

Scarlet Nexus, l'enorme Torre di Tokyo nello scenario principale: spettacolare.
Scarlet Nexus, l'enorme Torre di Tokyo nello scenario principale: spettacolare.

Abbiamo fin qui esaltato diversi aspetti positivi di Scarlet Nexus, ma bisogna chiarire che la nuova produzione targata da Bandai Namco non è priva di difetti, riscontrabili quasi interamente nell'ambito della sua struttura e nell'uso che viene fatto degli scenari, spesso e volentieri riciclati al fine di aumentare la quantità delle missioni disponibili e dilatare artificiosamente la durata della campagna.

Quanto tempo ci vuole per completare il gioco? Procedendo dritti, senza morire troppo (anche al livello di difficoltà normale alcuni nemici vi daranno filo da torcere), tralasciando le missioni facoltative e senza completare tutti gli eventi relativi ai legami, noi abbiamo impiegato poco meno di diciotto ore per arrivare ai titoli di coda con Yuito. Facendo tutto quello che c'è da fare, tuttavia, si sfonda facilmente la barriera delle trenta ore.

Scarlet Nexus, Yuito e i suoi compagni durante una sequenza d'intermezzo.
Scarlet Nexus, Yuito e i suoi compagni durante una sequenza d'intermezzo.

È inoltre possibile rigiocare la campagna da capo con il secondo personaggio, magari ricorrendo al New Game Plus per non dover sbloccare di nuovo tutti i potenziamenti e le abilità. Come detto, non si tratta di una pratica fine a se stessa: affrontare la storia nei panni di Yuito o Kasane consente di scoprire tutta una serie di elementi narrativi supplementari, nonché di contare sul supporto di compagni differenti, con i relativi poteri, durante i combattimenti.

Detto questo, sul fronte delle ambientazioni Scarlet Nexus si rivela pericolosamente simile a God Eater (anche l'interfaccia per il trasferimento da una zona all'altra è molto simile, in verità) e ciò comporta appunto il fatto di tornare spesso e volentieri negli stessi luoghi per combattere nuovi gruppi di Estranei oppure per dar vita a scontri imprevisti con i nostri potenziali alleati, sulla base di alcuni risvolti che non stiamo qui a rivelarvi.

Scarlet Nexus, lo scenario dell'autostrada.
Scarlet Nexus, lo scenario dell'autostrada.

Questo espediente, pur giustificato dall'esigenza di caratterizzare i personaggi di cui abbiamo già parlato, toglie purtroppo solidità all'esperienza, rendendola ripetitiva e talvolta persino sfiancante, a maggior ragione visto che la realizzazione degli scenari appare molto datata sul fronte delle interazioni. Alcuni scorci sono letteralmente meravigliosi, vedi le sezioni urbane della mappa iniziale, dove una versione gigantesca della torre di Tokyo si staglia sopra la sede delle FSE; ma c'è un'abbondanza di mura invisibili, si scivola dentro l'ambientazione e non la si può "vivere" in alcun modo.

Una maggiore attenzione conferita alle location avrebbe senza dubbio elevato l'esperienza di Scarlet Nexus, ma è chiaro ed evidente che c'erano dei sacrifici da fare sul fronte del budget e gli sviluppatori hanno individuato un possibile compromesso appunto nel modo in cui i personaggi si muovono nel pur affascinante mondo futuristico del gioco, che si riduce così a una serie di corridoi talvolta anonimi, dalla connotazione fortemente old-gen, che vengono riciclati un po' troppo spesso in relazione alla durata della campagna.

Realizzazione tecnica

Scarlet Nexus vanta un uso del cel shading eccellente.
Scarlet Nexus vanta un uso del cel shading eccellente.

Soffermiamoci ancora un attimo sulle location, perché come avrete certamente visto la città principale di Suoh (ma anche Seiran) è un'ambientazione davvero splendida, ispirata e affascinante, che grazie al cel shading guadagna tanto e sembra uscita da un film d'animazione giapponese. Tramite l'uso di una combinazione di cubemap e screen space reflection, gli sviluppatori sono inoltre riusciti a creare riflessi convincenti sulle vetrate e le superfici lucide, aggiungendo ulteriore spessore al comparto visivo.

Purtroppo, come accennato poco fa, la maggior parte degli altri scenari non vanta lo stesso livello di cura e ispirazione, ma è soprattutto l'interazione a risultare troppo limitata, dando la sensazione che i personaggi sfreccino all'interno delle mappe senza una qualche contestualizzazione. Ci sono sicuramente inquadrature che rendono giustizia a zone che in-game sembrano davvero banali, vedi l'autostrada, ma in linea di massima l'alternanza di alti e bassi appare parecchio evidente.

Scarlet Nexus, un altro sguardo a Suoh.
Scarlet Nexus, un altro sguardo a Suoh.

Fortunatamente lo stesso discorso non vale per i personaggi, che anzi sono senza dubbio fra i migliori che si siano mai visti nell'ambito delle produzioni con grafica in cel shading. Dotati di animazioni sufficientemente variegate, in linea con la grande abbondanza dei loro repertori, i protagonisti di Scarlet Nexus vantano uno stile anime davvero convincente, che non presta mai il fianco a incertezze o cali di tono, e che si esprime ovviamente al meglio durante le sequenze di intermezzo, davvero ben dirette. Ci siamo invece già soffermati sull'incredibile design degli Estranei.

Su PS5 la grafica del gioco si muove a 4K e 60 fps, apparentemente senza incertezze. Merito sicuramente della connotazione limitata delle ambientazioni e del già citato cel shading, che consente di ottenere ottimi risultati con una conta poligonale inferiore, ma non c'è dubbio che in movimento Scarlet Nexus sia un gran bel vedere, al netto di qualche fenomeno di pop-up sulla distanza.

I caricamenti risultano pressoché istantanei grazie al veloce SSD della console Sony, mentre le capacità del controller DualSense vengono sfruttate in maniera blanda, con una resistenza maggiore dei trigger adattivi durante i combattimenti che però non aggiunge molto all'esperienza.

La colonna sonora, infine, appare estremamente variegata e alterna musiche di genere molto diverso nel corso della campagna, riuscendo a sottolineare efficacemente i momenti più importanti della storia ma anche a sorprendere con trovate bizzarre durante alcuni boss fight.

Commento

Versione testata PlayStation 5
Prezzo 70,98 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori (24)

8.4

Il tuo voto

Scarlet Nexus è un action RPG in stile anime visivamente notevole, capace di utilizzare la tecnica del cel shading in maniera davvero efficace, sia per i personaggi che per alcuni degli scenari, e di proporre un bestiario di nemici caratterizzati da un design assolutamente folle e fuori di testa, come raramente se ne sono visti. Il gioco soffre per via di una struttura che tende a riciclare le ambientazioni e a trascurare il modo in cui ci si muove e si interagisce al loro interno, figlio di una concezione sostanzialmente old-gen, ma può contare su di una lunga (doppia!) campagna e su un sistema di combattimento che cresce di ora in ora, mettendoci a disposizione un repertorio di mosse assolutamente spettacolare.

PRO

  • Sistema di combattimento solido, vario e spettacolare
  • Nemici numerosi, cattivi e dal design davvero folle
  • Straordinario uso del cel shading, 4K e 60 fps su next-gen
  • Campagna davvero lunga, da giocare due volte...
CONTRO
  • ...ma inevitabilmente ripetitiva e dilatata in alcune fasi
  • Scenari spesso riciclati e di qualità altalenante, interazione nulla
  • Qualche fastidiosa incertezza del lock-on