SD Gundam G Generation Cross Rays, la recensione 10

Disponibile in Italia nella sola versione PC, SD Gundam G Generation Cross Rays offre un'esperienza che i fan di Super Robot Wars conoscono bene: ecco la recensione

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   08/12/2019

Indice

La recensione di SD Gundam G Generation Cross Rays è per molti versi un evento da festeggiare, visto che Bandai Namco ha finalmente deciso di portare anche in Europa l'ultimo esponente della celebre serie strategica, sebbene nella sola versione Steam. Parliamo in effetti di un franchise con una storia particolarmente vasta e sfaccettata, basato sull'estetica in stile super deformed, che affonda le proprie radici nei primi anni '90 con gli episodi iniziali di Super Robot Wars, disponibili prima su Game Boy, poi su NES e SNES, approdando infine su PlayStation agli albori del 2000.

Chi conosce il brand sarà senz'altro a conoscenza della suddivisione fra super robot e real robot. Nella prima categoria trovano posto i vari Mazinger e gli assemblabili come Daltanious, Godsigma, Godmars e Combattler V: macchine enormi, caratterizzate da un'impostazione poco realistica, che puntano sulla potenza pura a spese della rapidità. Nella seconda figurano invece i tantissimi esponenti della saga di Gundam e affini: mech plausibili, tutt'altro che indistruttibili ma capaci di muoversi velocemente e dunque di evitare con facilità i colpi dei nemici in battaglia.

Tutte le serie presenti nel gioco

Considerando la ricchezza e la straordinaria popolarità nipponica del franchise targato Sunrise, era solo questione di tempo prima che i real robot cominciassero a diventare protagonisti di produzioni parallele, di cui SD Gundam G Generation Cross Rays non è che l'ultimo esponente. Il gioco include ben tredici differenti campagne, alcune molto brevi (composte da due o tre missioni), altre decisamente più lunghe, che ripercorrono nell'ordine gli eventi di Mobile Suit Gundam Wing con le relative espansioni Dual Story G-Unit ed Endless Waltz, Mobile Suit Gundam SEED con i vari Astray, X Astray, Destiny e C.E. 73 Stargazer, infine Mobile Suit Gundam 00 con 00F e The Movie, e infine Mobile Suit Gundam Iron-Blooded Orphans e Iron-Blooded Orphans Gekko.

A parte Gundam Wing, che abbiamo visto anche in Italia poco più di una quindicina di anni fa, e Iron-Blooded Orphans, disponibile in versione sottotitolata su Netflix, la compilation appare dunque manchevole laddove l'obiettivo fosse quello di attrarre le attenzioni di fan vecchi e nuovi, a meno che non si parli di puristi che hanno recuperato le varie produzioni in versione subbed. Mancano infatti i grandi classici (Mobile Suit Gundam, Zeta Gundam, Gundam ZZ, F91) così come le ultime e più celebri interpretazioni del franchise (Mobile Suit Gundam Unicorn, anch'essa disponibile su Netflix con i sottotitoli). Non è ovviamente colpa di Bandai Namco, che si è limitata a proporre in occidente quella che è l'ultima produzione cronologica del brand, ma il problema dell'interesse rimane e anzi si fa particolarmente pressante a fronte di un prezzo di ben 49,99 euro su Steam.

Gameplay e impostazione

La formula di SD Gungam G Generation Cross Rays, che è poi la stessa dell'originale Super Robot Wars, parte dal presupposto che chi gioca conosca già gli eventi che vengono narrati, presentati sullo schermo attraverso una serie di dialoghi in stile visual novel che per la loro stessa natura non possono coinvolgere più di tanto o ricreare efficacemente determinate atmosfere. È dunque un gioco di rimandi e di ricordi, senza i quali vi troverete immancabilmente a saltare le parti testuali per arrivare rapidamente a cimentarvi con l'azione vera e propria, anch'essa purtroppo ben poco evolutasi in questi quasi trent'anni di storia.

Il gameplay è sempre lo stesso: all'interno di scenari molto generici e scialbi, che fungono unicamente da sfondo alle battaglie, dovremo disporre le nostre unità (scegliendo eventualmente fra diverse possibilità, ad esempio schierare le basi o meno) sul "tabellone" e affrontare un numero variabile di nemici nell'ambito di un sistema a turni di tipo a dir poco tradizionale.

Sfruttando l'energia a disposizione di ogni mobile suit potremo sferrare attacchi di diverso tipo, usando ad esempio spade laser o potenti cannoni, e creare diverse concatenazioni basate sulla posizione dei nostri robot, che potranno supportarsi per raddoppiare i danni ed eventualmente spartirsi le conseguenze dell'immancabile contrattacco.

Il gioco dà la possibilità di assistere a un gran numero di spettacolari animazioni che mostrano l'esito di ogni singola manovra, cutscene che alla fine dei conti fanno capire come mai il pacchetto pesi la bellezza di 40 GB. Anche qui, tuttavia, entra in campo il fattore nostalgia: se non conoscete i vari mobile suit, difficilmente deciderete di assistere a queste scene più di qualche volta, optando da un certo punto in poi per skippare le animazioni e portare avanti più rapidamente la partita. Del resto le missioni avanzate possono richiedere davvero molto tempo per essere completate: ci si ritrova con nuovi obiettivi dopo aver eliminato la prima ondata di nemici, ad esempio eliminare determinati bersagli entro un tot di turni, raggiungere una zona della mappa e gestire lo scontro all'interno di due scenari differenti e alternativi. Per fortuna un sistema di salvataggio consente di memorizzare i progressi per poter eventualmente interrompere la partita e riprenderla in un secondo momento.

Non c'è dubbio che ottenere la vittoria finale in uno scontro particolarmente complesso, in cui magari bisogna pianificare con attenzione le proprie azioni e ricorrere ad alcuni espedienti per riprendere fiato (far rientrare alcune unità nella base, ad esempio, per ripristinarne gradualmente l'energia), oppure far valere i potenziamenti sbloccati per personaggi e robot nel corso del tempo, produce una sensazione di soddisfazione che gli appassionati di strategici a turno senz'altro conoscono bene. Il problema, in questo caso, sta nella mancanza di novità sostanziali, che finisce inevitabilmente per appiattire l'esperienza ed esporne la grande semplicità strutturale: un fattore che non mancherà di far sentire il proprio peso laddove si giochi senza essere spinti dalla passione per i personaggi e i robot presenti.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i5 6600K
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 1080 Ti
  • Memoria: 16 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10
Requisiti minimi
  • Processore: Intel Core i5 650, AMD Phenom II X4 965
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GT 730, AMD Radeon HD 7570
  • Memoria: 2 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 7 a 64 bit
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i5 3470, AMD FX 6300
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GT 750, AMD Radeon HD 7790
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam
Prezzo
49,99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (6)

5.8

Il tuo voto

SD Gungam G Generation Cross Rays è un bel tentativo ma con i presupposti sbagliati, uno strategico a turni di discreta fattura che tuttavia per funzionare ha bisogno di un ingrediente fondamentale: la passione per i personaggi e i robot inclusi nel pacchetto. Trattandosi di un pur corposa raccolta di campagne basate sui vari Gundam Wing, Gundam SEED, Gundam 00 e Iron-Blooded Orphans, tale fattore viene meno e il potenziale target di pubblico occidentale si riduce sostanzialmente ai soli fan sfegatati dell'universo Sunrise, che tuttavia si troveranno ad avere a che fare con una formula che in quasi trent'anni ha introdotto ben poche novità, restando fedele a una struttura solida ma inevitabilmente limitata.

PRO

  • Numerose campagne, grande durata
  • Gameplay strategico solido, ottime musiche
  • Una bella esperienza per i fan di Gundam...

CONTRO

  • ...ma le serie incluse non sono le più popolari
  • La formula sente molto il peso degli anni
  • Tecnicamente modesto, prezzo poco invitante