Shadow Man Remastered, la recensione

Dopo più di vent'anni torna protagonista un cult di fine millennio: vediamo come ha retto alla prova del tempo nella recensione di Shadow Man Remastered

RECENSIONE di Luca Olivato   —   04/05/2021
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(Ri)Scrivere, nel maggio del 2021, la recensione di Shadow Man Remastered, titolo uscito nell'agosto del 1999 (ne avevamo parlato diversi anni fa in una puntata di Che fine hanno fatto?) potrebbe apparire come la solita operazione nostalgia, ma in realtà c'è anche un altro motivo che ha spinto il publisher Night Dive a mettere le mani su questo classico degli anni Novanta: la promozione della nuova saga, edita da Valiant Comics, uscita a fine aprile. Una manovra commerciale all'insegna dell'oculatezza economica, visto che, come viene esplicitato nel titolo, si tratta di una versione rimasterizzata. Questo significa che, eccezion fatta per motore di gioco (però il KEX, utilizzato anche per altre remastered curate da Night Dive, ricalca pedissequamente tutte le caratteristiche di quello proprietario), i livelli e la maggior parte degli asset sono i medesimi utilizzati illo tempore per le release Nintendo 64, Dreamcast, PlayStation e PC. Il lavoro dei tecnici si è focalizzato principalmente sulle texture applicate ai modelli poligonali, aggiornate all'alta definizione, sul supporto alle risoluzioni moderne come il 4K e sull'introduzione di nuovi effetti post-elaborazione come l'Ambient Occlusion e l'Anti-Aliasing.

Un titolo da Nintendo 64, e si vede

Sforzi che sono ben lungi dal portare Shadow Man ad una condizione accettabile per gli standard attuali: se già all'epoca, pur non sfigurando, il gioco di Acclaim Teesside non faceva strappare i capelli per l'aspetto estetico, oggi il risultato di questo make-up rende ancor più marcato lo squilibrio tra la "contemporaneità" delle superfici e la macchinosità delle animazioni che si manifesta con picchi di imbarazzo nei "movimenti" facciali durante le sequenze animate.

Eppure, la direzione artistica riesce ancora a dire la propria: nonostante la limitata quantità di oggetti con cui interagire (per lo più dei barili e delle funi) e l'inevitabile semplificazione a cui sono state soggette, le ambientazioni continuano ad essere molto evocative, che si tratti di un fiume della Louisiana, dei vicoli di New York o di uno dei piani dell'Asylum, imponente e inquietante cattedrale del male. Merito anche dell'ottima colonna sonora affidata a Tim Haywood, richiamato in sala di registrazione per rimasterizzare le tracce originarie. Il comparto audio è sempre stato uno dei punti di forza di Shadow Man e riascoltare le note della Sonata al chiaro di luna di Beethoven durante il monologo iniziale di Jack lo squartatore fa ancora un certo effetto ad anni di distanza. Il doppiaggio in italiano è ottimo, peccato solo che certi dialoghi precedentemente tagliati e ora nuovamente inseriti siano rimasti in lingua inglese.

Chi è il vero Shadow Man?

Può essere utile fare un po' di chiarezza sull'universo creato nel 1992 dalle penne di Jim Shooter, Steve Englehart (alla sceneggiatura) David Lapham (alla direzione artistica). Intitolato originariamente Shadowman (senza spazi), il protagonista dei primi episodi è stato Jack Boniface, che nel videogame compare solo in un piccolo cameo. Valiant fu acquisita da Acclaim nel 1996 per 75 milioni di dollari, in una mossa definita dallo stesso ex CEO della compagnia Greg Fischbach come "un bagno di sangue" (in realtà l'espressione era un po' più colorita).

Per sfruttare i personaggi del portfolio della terza maggiore casa editrice di fumetti (tra cui Turok), la società affidò a Iguana UK (poi divenuta Teesside Studios) lo sviluppo di un tie-in che, pur mantenendo stilemi caratteristici come l'oltretomba e i riti voodoo, realizzò una trama originale affidando il ruolo del protagonista a un nuovo eroe, Mike LeRoi. Questo guerriero fu poi utilizzato sia nel videogame che sulla carta stampata, dove continuò a raccogliere un notevole consenso, tanto che il rapper Ice Cube si propose come protagonista per un film. Con il fallimento di Acclaim nel 2004 il capitolo di LeRoi, proseguito anche nel modesto sequel Second Coming (esclusiva PlayStation 2) si concluse definitivamente.

Nuovo sistema di controllo

Shadow Man Remastered 9

Le modifiche al sistema di controllo sono quelle da cui il titolo ha tratto maggiori benefici: alla fine degli anni Novanta un difetto comune a molti giochi era proprio quello dei movimenti, considerando che l'accoppiata mouse/tastiera stava muovendo i primi passi. Oggi Shadow Man è estremamente più fruibile con le due periferiche per eccellenza dei personal computer, ma anche con le levette analogiche del joypad. Alcuni piccoli difetti, come l'estrema precisione richiesta nei salti o la difficoltà nel muoversi sott'acqua, sono retaggi di un engine che ha alle spalle la bellezza di ventidue primavere, ma con cui dopo un po' si riesce a convivere senza troppi scatti d'ira, considerando anche la benvenuta introduzione della mira automatica cha ha tarato verso il basso la difficoltà durante gli scontri a fuoco, spostandoli sul secondo piano dell'offerta ludica e rendendo quasi inutili delle feature al tempo pioneristiche, come la mira in prima persona o il target lock e, in parte, anche le numerose armi che si sbloccano nel prosieguo dell'avventura.

Metroidvania con dark souls

Shadow Man Remastered 7

Sì perché, in fondo, Shadow Man è prima di tutto un gioco d'esplorazione e di piattaforme, dove orientarsi nei labirintici livelli della Deadside, una sorta d'oltretomba in cui si svolge la maggior parte dell'azione, e della Liveside è la vera sfida. Elementi che oggi lo caratterizzerebbero come un metroidvania, enigmi ambientali che, pur con le limitazioni tecniche, risultano ancora interessanti, antesignani dei collezionabili (i 666 Govi che aumentano la salute del protagonista, Mike LeRoi), completano un'offerta di grande qualità e quantità. L'architettura delle mappe è un elemento che testimonia la direzione di semplificazione intrapresa nel corso degli anni: con un backtracking feroce e passaggi a dir poco fantasiosi, i livelli di Shadow Man potrebbero rivelarsi un vero e proprio ostacolo per le nuove così come per le vecchie generazioni, visto che già all'epoca il rischio di abbandono dopo poche ore era tutt'altro che scontato. Disseminati nei luoghi più improbabili ci sono le Anime Prave: bisogna raccoglierle tutte per arrivare allo scontro finale con Legione, l'essere demoniaco descritto dal vangelo secondo Marco (Mi chiamo Legione, perché siamo in molti), il cui ultimo scopo è quello di distruggere il mondo dei vivi. Nell'edizione rimasterizzata questi "Dark Souls" sono ancora più numerosi, visto che sono stati inclusi tre livelli precedentemente tagliati a causa delle limitazioni tecniche delle console dell'epoca, e questo porta vicino alla cinquantina il conteggio totale delle ore per arrivare ai titoli di coda.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo: Windows 10 Pro
  • Processore: AMD Ryzen 9 3950X
  • Memoria: 32 GB di RAM
  • Scheda video: AMD Radeon 6800 XT

Requisiti minimi

  • Sistema operativo: Windows 7 64-bit
  • Processore: Dual-Core 2.0 GHz
  • Memoria: 1 GB di RAM
  • Scheda video: GPU con supporto a OpenGL 3.2 o a DirectX 10
  • Memoria: 5 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: 100% DirectX compatibile

Requisiti consigliati

  • Sistema operativo: Windows 10
  • Processore: Intel Core i5-2300 2.8 GHz o AMD Phenom II X4 945 3.0 GHz
  • Memoria: 2 GB di RAM

Commento

Digital Delivery
Steam, Epic Games Store, GoG, Humble Store
Prezzo
16,79 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (1)

8.8

Il tuo voto

La versione rimasterizzata di Shadow Man catturerà senza dubbio le attenzioni dei fan di Mike LeRoi, costretti sino a poco tempo fa a barcamenarsi con controlli arcaici e risoluzioni inadatte ai moderni sistemi. Il lavoro svolto è di discreta qualità, anche se probabilmente sarebbe stato necessario intervenire più approfonditamente sul motore di gioco, per ridurre i momenti di frustrazione per un salto non riuscito. I più giovani, invece, potrebbero far fatica a comprendere un titolo che affonda le proprie dinamiche in un passato piuttosto lontano e diverso dagli standard attuali. Sotto a una carrozzeria solo parzialmente restaurata, continua a ruggire un motore di prim'ordine, in cui la qualità della trama, l'originalità di nemici e ambientazioni e il sopraffino lavoro sul comparto audio rappresentano i veri punti di forza di Shadow Man.

PRO

  • Ricchezza contenutistica
  • Sistema di controllo migliorato
  • I punti di forza del titolo del 1999 sono rimasti inalterati...
CONTRO
  • ...purtroppo anche quelli di debolezza
  • Esplorazione a volte cervellotica
  • Meccaniche datate