Stellaris: Galaxy Command, la recensione 7

Dopo qualche intoppo iniziale, Stellaris: Galaxy Command è tornato in forma completa, vediamo come se la cava in questa recensione.

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   10/07/2020

La trasposizione su piattaforme mobile di alcuni generi storici maturati su PC, come lo strategico, impone solitamente delle revisioni pesanti per venire incontro al diverso tipo di fruizione e interfaccia, ma in certi casi si riesce a mantenere una struttura piuttosto simile all'originale, come vediamo in questa recensione di Stellaris: Galaxy Command. Si tratta della versione mobile del celebre Stellaris di Paradox, che ha avuto a dire il vero un percorso piuttosto dissestato, visto quanto successo nei mesi scorsi. Il gioco è sviluppato da un team esterno, ovvero Gamebear, studio di Hong Kong che ha una certa esperienza negli strategici per il mercato mobile e che evidentemente non si fa molti scrupoli a riutilizzare un po' di materiali presi in giro: in pratica, dopo pochi giorni dal lancio in versione beta, il gioco è stato rimosso a causa di evidenti plagi emersi al suo interno che hanno costretto Paradox a scusarsi e il team a rielaborare i contenuti in modo da non incappare in problemi. Abbastanza evidente, in particolare, era la presenza di un artwork tratto di peso da Halo 4, con tanto di Warthog e carri Scorpion in bella evidenza, che ha scatenato un certo scandalo nella community costringendo al ritiro momentaneo.

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A questo punto, Stellaris: Galaxy Command è stato rivisto e corretto ed ha raggiunto il mercato mobile in versione definitiva, mostrando come al di là di qualche incidente di percorso il team Gamebear è capace di costruire uno strategico ispirato al classico stile 4X su scala ridotta. D'altra parte, gli sviluppatori hanno già una certa esperienza in questo ambito avendo sviluppato in precedenza Nova Empire, a cui Stellaris: Galaxy Command assomiglia fin troppo. In effetti, sotto molti aspetti questo nuovo titolo sembra proprio una sorta di reskin di Nova, in grado di sfruttare il lore e certe caratteristiche del famoso titolo Paradox ma per il resto chiaramente derivato dal precedente strategico del team di Hong Kong.

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La storia ci pone subito dopo la conclusione di una terribile e impegnativa guerra che ha visto coinvolte tutte le civiltà della galassia contro una razza aliena proveniente da un'altra dimensione. The Culling, così è chiamato lo scontro su larga scala che si è appena concluso vittoriosamente, ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione ma anche la speranza di ripartire e con questo spirito ci troviamo a dover ristabilire nuove colonie in spazi inesplorati della galassia, cercando di espandere nuovamente la civiltà e ristabilire l'equilibrio. La premessa è giusto un pretesto per avviare le classiche meccaniche strategiche in stile 4X in ambito spaziale e il lore non è generalmente molto approfondito, cosa che si riflette in un certo meccanismo del gioco che ci spinge ad eseguire azioni in sequenza senza una grande coordinazione generale. Chi vuole semplicemente calarsi nei meandri della gestione strategica non baderà molto alla superficialità degli altri aspetti, tuttavia anche questi noteranno probabilmente alcune storture che emergono nei meccanismi di gioco, principalmente a causa dell'impostazione free-to-play.

Strategia 4X tascabile

Stellaris è probabilmente uno dei migliori esempi di strategico classico 4X attualmente in circolazione, in grado di interpretare in maniera molto canonica la struttura classica del genere ma con una notevole precisione formale e interpretazione peculiare di diversi aspetti. Come da tradizione, si tratta di esplorare, raccogliere risorse, espandersi e combattere le minacce, ovvero i pilastri del genere (explore, expand, exploit, exterminate), ma con un notevole equilibrio e possibilità di interpretare il gioco secondo inclinazioni diverse. Anche Stellaris: Galaxy Command riprende a grandi linee le caratteristiche di base del capitolo principale, ma piegando il tutto secondo le dinamiche tipiche del gioco free-to-play, ovvero inframmezzando qualsiasi azione da tempi di attesa che aprono la porta a potenziamenti e riduzioni di attese a pagamento.

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Con l'intento di espandere la colonizzazione della galassia, il nostro ruolo richiede di costruire nuove strutture della base spaziale e farle evolvere nella parte più vicina al "city builder", per così dire, gestire le risorse e raccoglierle in giro con le missioni esplorative e scientifiche, specializzandoci nell'arte del commercio e poi costruire una solida flotta stellare e dare la caccia a pirati e varie minacce aliene, cosa che rappresenta l'elemento di sfida maggiore e quello in cui emerge in maniera più netta la necessità continua di livellare verso l'alto. Oltre a questi elementi, gli aspetti gestionali-strategici di più ampio respiro richiedono anche di prendere delle decisioni importanti sull'indirizzo socio-politico ed economico della colonia, scegliendo tra diversi atteggiamenti che influiscono sull'intera evoluzione della civiltà, modificandone anche le caratteristiche. Sullo stile di Civilization e simili, anche in questo caso possiamo decidere di mantenere un approccio pacifista o guerrafondaio, fondato sulla scienza o sullo spiritualismo, propendere per l'assolutismo o un'impostazione democratica e così via.

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Si potrebbe definire un "pay to win" per definizione allargata, anche se il gioco può essere tranquillamente giocato anche senza effettuare alcun acquisto aggiuntivo. Il problema è che in quest'ultimo caso, per affrontare le continue attese, ci si deve affidare a una dose veramente abbondante di pazienza e avere la consapevolezza che per raggiungere i risultati più avanzati (come costruire le navi da combattimento più potenti) ci vuole davvero molto tempo. Anche in questo caso ribadiamo il concetto: non c'è nulla di male nel cercare una forma di monetizzazione, perché è giusto pagare qualcosa per un gioco ben fatto, ma il problema in questi casi è la reiterazione continua delle richieste di pagamento, che finisce per deformare inevitabilmente il meccanismo di base del gameplay.

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È questo incentrarsi sulle attese e le microtransazioni, probabilmente, il maggiore punto debole di Stellaris: Galaxy Command, che per il resto riesce invece a condensare bene la maggior parte delle caratteristiche dell'originale in un contesto mobile. Fin troppo bene, si potrebbe dire, visto che l'ampiezza dei parametri da gestire e delle azioni da portare avanti è talmente elevata da sovraccaricare quasi i piccoli schermi dei dispositivi mobile, cosa che emerge anche da un'interfaccia che condensa in pochi centimetri una quantità enorme di comandi. A favore di questa gioca comunque la notevole eleganza e semplicità dello stile grafico derivato in buona parte dallo Stellaris originale, che sfruttando linee pulite riesce a rimanere sempre molto chiara, anche se tendente al microscopico (l'uso su tablet è probabilmente molto più confortevole rispetto agli smartphone). Segnaliamo inoltre che il gioco è disponibile in varie lingue oltre all'inglese, ma non in italiano.

Versione testata
Android, iPad 0.1.0
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
Gratis
Multiplayer.it

6.8

Lettori (1)

10

Il tuo voto

Riuscire a trasportare un'esperienza complessa come Stellaris in ambito mobile non è una missione semplice e per questo bisogna quantomeno lodare Gamebear per quanto è riuscita a fare, perché molte delle caratteristiche dell'originale emergono anche in questo gioco. Stellaris: Galaxy Command è uno di quei tipici casi in cui avremmo preferito di gran lunga una distribuzione premium standard, perché le microtransazioni pur non essendo necessarie o eccessivamente esose rappresentano comunque una presenza costante, tanto da distorcere la struttura stessa del gioco, trasformandolo in una continua gestione delle attese e dei bonus per ridurle. È un peccato perché per il resto si tratta di uno strategico 4X mobile in tutto e per tutto, sicuramente derivato all'esperienza precedente degli sviluppatori con Nova Empire ma in grado di stare in piedi per conto proprio come una convincente interpretazione portatile del "grand strategy" di Paradox. Per chi ha molta pazienza ed è un patito del genere, in ogni caso, resta un'esperienza sicuramente da provare.

PRO

  • Riesce a riproporre buona parte dell'ampiezza e complessità di Stellaris
  • Tanti aspetti da gestire e diversi approcci
  • Grafica semplice ma pulita e affascinante

CONTRO

  • Attese e microtransazioni sono parte integrante degli elementi da gestire
  • Fin troppo dispersivo, senza un tutorial adeguato o una minima base narrativa
  • Molti aspetti risultano tratti di peso da Nova Empire