Strange Brigade, la recensione

Il nuovo sparatutto di Rebellion ci mette al comando di un gruppo di avventurieri. Ecco la nostra recensione

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   28/08/2018
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Strange Brigade propone un curioso mix, dal punto di vista narrativo: l'idea del gruppo di avventurieri che negli anni '30 gira il mondo su di un dirigibile, alla ricerca di tesori e minacce da sventare, si pone a metà strada fra Indiana Jones e la Lega degli Uomini Straordinari. Le atmosfere si ispirano però soprattutto all'opera di Alan Moore, infarcendo le cutscene di momenti in stile "documentario bellico", con tanto di bianco e nero e una voce narrante che enfatizza fin troppo la natura eroica di ogni missione. Avremmo francamente preferito che a parlare fossero soltanto i protagonisti, visto che detta voce narrante dopo un po' diventa stucchevole; mentre l'impostazione generale delle sequenze, complice forse la monocromia e l'abbondanza di accenti "british", non è probabilmente la cosa migliore che Rebellion abbia mai realizzato, anzi. Una volta lanciati nel mezzo dell'azione, però, Strange Brigade mette subito le carte in tavola e conferma la bontà di un impianto senz'altro figlio dell'esperienza che il team inglese ha maturato con il suo franchise di punta, Sniper Elite, e con lo spin-off Nazi Zombie Army. Più quest'ultimo, in verità: il gunplay si concentra sugli scontri dalla breve e media distanza, nell'arsenale è presente un unico fucile da cecchino che difficilmente utilizzerete e in nessun caso avrete modo di restare appostati da qualche parte, a bersagliare le orde nemiche con tutta la calma del mondo. No, proprio no.

Personaggi e missioni

Chi sono i protagonisti di Strange Brigade? I personaggi selezionabili sono quattro, ma essendo il titolo uno sparatutto a base cooperativa (giocabile tuttavia anche in solitudine senza problemi) risultano poche le differenze fra un "brigadiere" e l'altro che vadano al di là dell'aspetto, dell'equipaggiamento iniziale e della mossa speciale, caricabile raccogliendo l'energia lasciata dai nemici uccisi. Abbiamo Nalangu Rushida, una cacciatrice di demoni africana; Gracie Braithwaite, abile combattente del Lancashire; il Professor Archimedes de Quincey, esperto di occulto; e infine Frank Fairburne, che immaginiamo sia il padre del più noto Karl.

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Scelto il nostro campione, potremo lanciarci in una delle missioni disponibili seguendo l'ordine della campagna, aprire eventualmente la partita perché gli amici o altri utenti possano unirsi al match, oppure ancora scorrere la lista delle stanze attive per sperimentare la co-op in una delle tre modalità incluse nel pacchetto: la già citata campagna, l'Orda e la Sfida a Punti. Durante i test abbiamo completato la storia di Strange Brigade giocando prevalentemente da soli, ma c'è stata fortunatamente la possibilità di provare anche il multiplayer e verificarne la qualità. Ebbene, a parte sporadici casi non abbiamo riscontrato problemi di latenza e sembra che il bilanciamento della difficoltà si adatti al numero di partecipanti, anche se forse gli avversari non vengono effettivamente quadruplicati rispetto alle partite in singolo. C'è senz'altro una buona varietà di scenari, il tema è l'avventura e dunque aspettatevi di visitare vallate, rovine, sotterranei, giungle e, in generale, location in linea con questa impostazione.

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Avremo il compito di sventare il piano malefico di una malvagia e antica strega egizia, una vera e propria divinità che può riportare in vita i morti per creare eserciti pressoché infiniti e contare sul supporto di enormi, tenaci guardiani di pietra, protagonisti di boss fight discretamente impegnativi e spettacolari. La formula ricorda quella del già citato Nazi Zombie Army: all'interno di ogni stage bisogna risolvere degli enigmi ambientali trovando chiavi, attivando interruttori e sparando a determinati meccanismi, finché non cominceranno ad arrivare le ondate nemiche. A quel punto potremo sfruttare l'ampiezza e le peculiarità di ogni mappa per dar vita a scontri frenetici e coinvolgenti, resi più interessanti dalla necessità di procurarsi delle munizioni per l'arma principale (la secondaria ha i proiettili infiniti, ma in termini di efficacia non c'è confronto) e dalla possibilità di attivare diverse trappole con cui sfoltire le fila dei non-morti, specie quelli meno reattivi: lame rotanti, spuntoni, fiamme e barili esplosivi.

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Dal punto di vista delle unità ostili, Strange Brigade vanta un bestiario molto ricco e variegato: agli zombie classici si alternano guerrieri corazzati, scheletri di diverso tipo, "monaci" che evitano i nostri colpi e ci lanciano fiamme o pugnali, guardie che ci bersagliano dalla distanza mentre siamo impegnati con tutti i loro compagni, mummie in grado di evocare ulteriori rinforzi e di lanciare attacchi ad ampio raggio, "minotauri" corazzati e inarrestabili quando caricano, e altre tipologie ancora. La cadenza con cui questi diversi nemici vengono presentati, con tanto di "cartello" in stile grindhouse, rivela una grande attenzione nei confronti della progressione e un graduale innalzamento della difficoltà, tanto che sul finale avversari che in precedenza venivano presentati quasi come dei boss li troveremo a muoversi nel mucchio, in un'orgia di colpi, capriole, manovre evasive e lanci di granate per prendere tempo. È in quei momenti di caos che il titolo di Rebellion appare quasi impeccabile, e giocato con gli amici può essere dannatamente divertente.

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Trofei PlayStation 4

Sono quarantadue i Trofei di Strange Brigade, e nessuno di essi è legato alla normale progressione nella campagna. Per sbloccare gli achievement è dunque necessario cimentarsi con azioni particolari, ad esempio raccogliere i collezionabili, eliminare un tot di nemici, coprire una certa distanza camminando, ottenere tutte le armi e una specifica quantità d'oro, risolvere gli enigmi delle porte e così via.

Gameplay e grafica

C'è un "quasi" di troppo, tuttavia, ed è legato alla natura stressa di Strange Brigade, che nasce come un titolo per PC - come da tradizione per lo studio inglese - e arriva su console privo di una serie di ottimizzazioni che avrebbero potuto rendere l'esperienza migliore. Parliamo di testi minuscoli e di interfaccia in generale, ma anche di un sistema di hitbox che in alcuni casi fa cilecca o richiede una precisione esagerata, pensata senz'altro per l'uso del mouse piuttosto che del controller. Sia chiaro: utilizzando gli stick analogici si spara molto bene (del resto parliamo pur sempre di un third person shooter) ma ci sono alcuni boss fight in cui capita di trovarsi in difficoltà perché bisogna colpire degli obiettivi molto piccoli nel giro di pochi istanti, o allo stesso modo succede che nemici comuni non vengano centrati per qualche millimetro dai nostri proiettili, dando vita a qualche episodio di frustrazione.

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La gestione dell'arsenale consente lo sblocco di nuove armi previo il pagamento di una certa quantità d'oro, con stazioni all'interno dei livelli presso cui è possibile cambiare il proprio equipaggiamento a piacimento fra gli strumenti disponibili, nella fattispecie arma principale, arma secondaria e granate (infinite: si ricaricano dopo un tot di secondi). Ci sono fucili da caccia precisi ed efficaci, doppiette devastanti ma lente a caricare, ma anche mitragliatrici. Ogni arma possiede valori unici di potenza e affidabilità, e può essere potenziata applicando delle pietre magiche raccolte in giro, secondo un sistema però un po' limitante: non è possibile disporre a piacimento delle modifiche, che si legano in maniera definitiva quando vengono confermate.

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Veniamo quindi alla grafica, che risulta sorprendentemente ben fatta. I modelli poligonali dei personaggi rappresentano ancora il punto debole delle produzioni Rebellion, ma il lavoro fatto sugli scenari, il supporto dell'HDR e la possibilità di selezionare il frame rate sbloccato sono tutti elementi apprezzabili. In realtà il lock a 30 fps appare poco consistente e restituisce una sensazione di scattosità, dunque su PlayStation 4 Pro è decisamente consigliato procedere con l'opzione unlocked, anche perché in questo modo il gioco gira molto vicino ai 60 frame al secondo, con una variabilità dei valori che però non disturba l'azione, neanche durante le fasi più concitate, quando sullo schermo ci sono letteralmente centinaia di nemici. Il sistema di illuminazione valorizza molto bene alcune location, che infatti giocano con il contrasto fra luce e buio in uscita da grotte e catacombe. A proposito degli scenari, un risultato di tutto rispetto risiede nel fatto di non avere mai un senso di deja vu per quanto concerne la collocazione degli asset: c'è personalità nel level design.

Commento

Versione testata
PlayStation 4
Prezzo
49,99 €
Multiplayer.it

7.7

Lettori (13)

7.8

Il tuo voto

Strange Brigade è un third person shooter divertente e ben fatto, dotato di una formula semplice ma accattivante, specie se giocato in cooperativa. Ci sono degli aspetti da rivedere per quanto concerne l'adattamento su console e le cutscene in stile retrò non ci sono piaciute, ma l'impianto figlio dei vari Nazi Zombie Army funziona, gli scontri diventano ben presto frenetici e c'è una grande abbondanza di nemici differenti e boss da affrontare. La campagna non è lunghissima, con le sue nove missioni, ma la connotazione degli stage e l'approccio in stile orda si prestano a una certa rigiocabilità, specie qualora si vogliano provare i livelli di difficoltà più alti con una squadra di amici ben affiatati e capaci. Le modalità extra aggiungono ulteriore valore a un'esperienza che ci sentiamo sicuramente di consigliare a chi ha già apprezzato i precedenti lavori di Rebellion.

PRO

  • Gunplay frenetico e divertente
  • Tanti nemici diversi, belle armi
  • Ottima realizzazione tecnica...
CONTRO
  • ...a parte qualche elemento
  • Hitbox talvolta problematico
  • La voce narrante diventa fastidiosa