Taiko no Tatsujin per Nintendo Switch: la recensione della versione giapponese 11

In attesa di una possibile uscita in occidente, abbiamo passato ore a tamburellare con la versione nipponica di Taiko no Tatsujin per Nintendo Switch

RECENSIONE di Vincenzo Lettera   —   25/07/2018

Nato dalla creatività di Yukiko Yokoo, Don-chan è diventato negli anni un simbolo delle sale giochi giapponesi. Qui la buffa mascotte della serie musicale Taiko no Tatsujin troneggia sui due caratteristici taiko, gli enormi tamburi che rendono il rhythm game di Bandai Namco tanto unico e appariscente. Immancabile negli arcade nipponici, Taiko no Tatsujin è stato però proposto numerose volte su console e smartphone, ed era solo questione di tempo prima che Don-chan impugnasse un paio di Joy-Con per suonare anche su Nintendo Switch. In attesa di novità sul possibile arrivo in occidente, abbiamo così giocato alla versione giapponese di Taiko no Tatsujin per Nintendo Switch per scoprirne un capitolo allegro e divertente, seppur imperfetto.

Che fa... batti?

Come in molti altri giochi musicali, l'obiettivo in Taiko no Tatsujin è colpire delle icone colorate col giusto tempismo, seguendo il ritmo della musica e cercando di non interrompere le combo. Impugnate le bacchette (i cosiddetti taiko bachi), in corrispondenza delle icone rosse ("don") bisogna colpire al centro del tamburo, mentre con quelle blu ("kat") va colpito l'anello esterno. Ci sono un paio di altre icone speciali che chiedono al giocatore di eseguire brevi rullate, ma tendenzialmente, dal suo debutto nel 2001 a oggi, la formula della serie Taiko no Tatsujin è rimasta quasi invariata, e guai se fosse stato diversamente. Dopotutto, il successo del gioco è anche legato alla sua enorme accessibilità: chiunque può impugnare un paio di bacchette e cominciare a giocare, ma per diventare davvero bravi ci vuole... beh, polso. Tra tutte le versioni per console finora pubblicate in oltre quindici anni, l'edizione per Switch di Taiko no Tatsujin è senza dubbio quella più versatile in quanto a sistemi di controllo. Può essere portata in giro - come la versione per 3DS - o si può giocare nel salotto di casa - come su Wii U; si possono utilizzare i tasti fisici - come su PlayStation Vita - oppure il touchscreen - come su smartphone; ha inoltre una periferica a forma di tamburo, esattamente come l'edizione PlayStation 4, ma in più si possono utilizzare i Joy-Con come se fossero delle bacchette. Sfortunatamente ognuna di queste configurazioni ha i suoi pro e contro: giocare coi tasti della console è il modo più noioso, ma anche il più affidabile se si ambisce a fare ottimi punteggi ai livelli di difficoltà elevati. Il touchscreen può essere utilizzato solo se i Joy-Con sono collegati alla console, rendendola difficile da impugnare e costringendo ad appoggiarla su un piano; inoltre, il supporto al touchscreen è completamente assente nei menù, che vanno così navigati utilizzando necessariamente i tasti. Il modo migliore per avvicinarsi all'esperienza da sala giochi è ovviamente quello di utilizzare la periferica a forma di tamburo prodotta da Hori. Fatta eccezione per i pulsanti, il tamburo per Switch si presenta esattamente come quello che Hori ha realizzato per Taiko no Tatsujin: Drum Session su PlayStation 4, condividendone peso e form factor ma risultando per fortuna un po' più sensibile. Bisogna comunque abituarsi a dare colpi più forti del normale (specialmente nei "kat"), oppure ricorrere a qualche guida online su come modificare l'hardware del tamburo per renderlo più responsivo. La novità più curiosa di questo capitolo per Nintendo Switch è però l'utilizzo dei Joy-Con come bacchette.

Suonare coi Joy-Con

Taiko no Tatsujin non è il primo gioco per Switch in cui i sensori di movimento dei Joy-Con vengono utilizzati per suonare delle percussioni ma, esattamente come nel bizzarro Gal Metal, l'esperienza può essere leggera, accessibile, eppure imprecisa e frustrante. Sulla carta, l'idea è quella di mimare coi Joy-Con i colpi che si darebbero sul tamburo: un movimento dall'alto verso il basso per il don e uno inclinato di 45° per il kat, mentre i controller vibrano ad ogni colpo per dare una vaga (molto vaga) sensazione che si stia davvero battendo su un tamburo. Quando funziona è spassoso, ma dopo poco ci si rende conto dei numerosi limiti della tecnologia: non sempre gli input vengono rilevati correttamente (specialmente nei colpi diagonali), nelle sequenze veloci i Joy-Con tendono a farsi scappare qualche colpo di troppo, e per funzionare correttamente devono essere impugnati rigidamente in una posizione dritta, risultando paradossalmente più stancanti rispetto all'utilizzo delle bacchette vere. Inoltre, al momento di scrivere quest'articolo, il movimento verticale del Joy-Con viene registrato automaticamente sia come don che come kat, permettendo di colpire sia le icone rosse che quelle blu con lo stesso movimento: questa funzione dovrebbe essere teoricamente ristretta a una specifica modalità "casual", ma a causa di un presunto bug è in realtà presente in tutti i livelli di difficoltà e usando qualsiasi personaggio. Pur con tutti i limiti e i difetti elencati, utilizzare i Joy-Con per fare "air drum" resta un modo simpatico e disimpegnato per memorizzare il ritmo di una canzone, specialmente ai livelli di difficoltà più bassi.

Eigo wo hanasemasu ka

Nei giorni che hanno preceduto l'uscita di Taiko no Tatsujin in Giappone, Bandai Namco ha registrato una serie di marchi legati al franchise in Australia, tra cui il titolo Taiko no Tatsujin: Drum 'n' Fun per Nintendo Switch. Sembra quasi confermato quindi che il gioco arriverà anche in occidente, ma chi non vuole aspettare può recuperare il gioco sullo store nipponico, approfittando del fatto che Nintendo Switch sia region free. Il 9 agosto Bandai Namco dovrebbe inoltre pubblicare una patch che aggiungerà la lingua inglese nei menù dell'edizione giapponese.

Musica sensei!

Come da tradizione della serie, la tracklist di Taiko no Tatsujin per Nintendo Switch è un mix di canzoni J-Pop, sigle degli anime, musica classica, qualche tormentone e una manciata di brani tratti da qualche videogioco. Dal tema di Your Name (Zen Zen Zense) a classici giapponesi come One Night Carnival e Train-Train dei Blue Hearts, passando per Il volo del calabrone o l'immancabile Zankoku na tenshi no tēze, l'opening di Evangelion che il popolo giapponese usa in cucina al posto del prezzemolo. Per sollazzare i fan Nintendo, la lista contiene anche due musiche tratte da Splatoon 2 e da Super Mario Odyssey, ma nel complesso la tracklist del capitolo per Switch si presenta un po' più debole di quella vista al lancio dell'edizione per PlayStation 4, con qualche grande assente e un livello di sfida generalmente più orientato verso il basso. Non mancherà tuttavia il supporto ai DLC: mentre scriviamo è già possibile scaricare un pacchetto gratuito dedicato all'anime Shinkansen Henkei Robo Shinkalion, mentre il 9 agosto arriverà una raccolta di canzoni tratte dai film dello Studio Ghibli. Nonostante la modalità performance rappresenti il piatto principale di Taiko no Tatsujin, questo capitolo per Switch presenta anche una modalità party, con un buon numero di minigiochi da affrontare in compagnia di amici o contro la CPU. Si tratta di sfide semplici e demenziali, in cui i partecipanti devono seguire il ritmo dettato dal gioco in maniera molto simile a quanto visto nella serie Rhythm Paradise. Su una console che si presta così bene a rapide partite multiplayer, queste piccole gare di ritmo sono un'aggiunta particolarmente gradita, e per fortuna non fanno pesare troppo il fatto di doverle rigiocare decine e decine di volte per poter sbloccare avatar e brani nascosti.

Multiplayer.it

7.8

Lettori (3)

8.2

Il tuo voto

Come la sua mascotte, Taiko no Tatsujin per Nintendo Switch è allegro, colorato e divertente. Tra tutti i capitoli per console, questo è senza dubbio quello più versatile e che meglio si adatta ai gusti di ciascun appassionato: che preferiate picchiettare sul touchscreen, usare i tasti, agitare i Joy-Con o battere sul tamburo, questo episodio di Taiko no Tatsujin ha una configurazione per tutti. Eppure la tracklist per il momento non brilla, i Joy-Con ogni tanto fanno le bizze, il supporto al touchscreen è solo parziale e il tatacon realizzato da Hori è ancora lontano dalla sensibilità del cabinato originale. Taiko no Tatsujin su Switch resta estremamente consigliato ai fan dei rhythm game giapponesi, ma l'impressione è che per essere la migliore conversione casalinga gli manchino ancora un paio di patch e qualche DLC.

PRO

  • Tutti i sistemi di controllo in un'unica versione
  • I minigiochi sono un'aggiunta simpatica
  • Fare air drum coi Joy-Con è divertente...

CONTRO

  • ...ma anche poco preciso
  • Tracklist non eccellente
  • Il supporto al touchscreen lascia a desiderare

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