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Tiny Tina's Wonderlands, la recensione dello spin off di Borderlands dedicato all'esplosiva Tina

La recensione di Tiny Tina's Wonderlands uno spin off di Borderlands esilarante ed esplosivo creato direttamente da Gearbox Software per 2K Games

RECENSIONE di Emanuele Gregori   —   23/03/2022

Gearbox ha ben chiara la potenza della propria IP di punta. Borderlands continua a macinare milioni di copie vendute e anche se il terzo capitolo è ben lontano dai risultati dell'impareggiabile Borderlands 2, è chiaro che il pubblico non ne ha avuto ancora abbastanza. Con questa consapevolezza in mente, i ragazzi texani hanno pensato bene di rispolverare una delle protagoniste indiscusse della saga: quella Tiny Tina che non è mai uscita dal cuore dei giocatori nei passati dieci anni.

Ecco quindi che, dopo averla vista ancor più pazza e leggermente più adulta in Borderlands 3, adesso è protagonista di uno spin off esplosivo. Abbiamo avuto modo di provarlo e siamo pronti a dirvi quel che pensiamo della campagna e delle nuove meccaniche presenti nel gioco.

Pronti allora a lanciarvi nella recensione di Tiny Tina's Wonderlands?

Un proiettile per domarli tutti!

Tiny Tina's Wonderlands: alcune ambientazioni risultano davvero suggestive
Tiny Tina's Wonderlands: alcune ambientazioni risultano davvero suggestive

L'annuncio di Tiny Tina's Wonderlands è stato un grande successo, inutile negare questa ovvietà. Eppure noi, dopo aver volato in giro per il mondo nei mesi precedenti all'uscita di Borderlands 3, averlo recensito nella comodità di casa nostra ed essere tornati ciclicamente a giocarlo per l'uscita dei DLC, non vi nascondiamo che un pizzico di timore l'abbiamo sempre avuto. Per quanto il terzo capitolo numerato della saga sia stato un grande successo, abbiamo pur sempre evidenziato una certa svogliatezza da parte di Gearbox nell'aver evitato di prendersi qualche rischio provando a rinnovare una formula di gioco uguale a sé stessa da quasi quindici anni. Qualche limatura qua e là, ma niente che potesse eliminare alcuni elementi ormai anacronistici della serie. Dire che Tiny Tina's Wonderlands faccia eccezione sarebbe un'esagerazione, ma tenta quantomeno di aggiungere qualche fattore più interessante.

Prima di analizzare le differenze nel gameplay parliamo anche della narrazione di questo spin-off. Tina invita i cosmonauti Frette e Valentine - bloccati con l'astronave in avaria - e nel pieno della follia di gruppo che fa da elemento portante dello spirito di Borderlands, decide di sfoggiare le proprie doti da bunker master e metter su una ruolata di Bunkers & Badasses. Strizzando l'occhio a Dungeons and Dragons ci troviamo subito catapultati nelle Wonderlands: un'enorme continente tutto figlio dell'estro di Tina e per il quale la pazza ragazza ha anche preparato un tabellone e una serie infinita di miniature di gioco.

Noi siamo a tutti gli effetti la matricola del team, l'ultimo arrivato che si inserisce all'interno del trio e che sottosta alle regole e alla narrazione del suo deus ex machina. Sarebbe superfluo dire che la gestione di una partita di ruolo da parte di un personaggio instabile e sopra le righe come Tina porterà a una serie di situazioni totalmente folli, che in alcuni casi raggiungeranno anche qualche apice nella storia di Borderlands.

Non possiamo e non vogliamo dirvi troppo soprattutto perché, avendo giocato a fondo per una trentina di ore il titolo, siamo ben consapevoli dei motivi per i quali 2K e Gearbox ci abbiano chiesto di tenere la bocca cucita.

Tra colonie di Goblin ribelli, una Stallone da Culo diventata regina, personaggi storici tramutati in ridicole fate e nuovi comprimari che non fanno rimpiangere nulla del passato, Tiny Tina's Wonderlands è una continua risata. Complice anche una scrittura che, fin da Borderlands 3, aveva evidentemente fatto passi da gigante nella gestione del ritmo e nella stesura dei dialoghi, peccando purtroppo nel carattere dei due principali antagonisti. Lo stesso vale per le folli missioni secondarie, ancor più fuori luogo e sopra le righe del solito, che in questo caso vi porteranno a scoprire anche porzioni della mappa e zone totalmente opzionali.

Davvero difficile pensare di chiedere di più al carattere e allo stile di Borderlands e, anche se nessuno sarà mai in grado di prendere il posto di Jack il Bello, lo spin-off delizia grazie alla sua dichiarazione d'amore a Dungeons and Dragons, con l'ironia e la forza dissacrante di una serie ormai intramontabile.

L'overworld

Tiny Tina's Wonderlands: il cattivone dei cattivoni
Tiny Tina's Wonderlands: il cattivone dei cattivoni

Entriamo nel merito del gameplay vero e proprio. Tiny Tina's Wonderlands, sfruttando il gancio della partita di ruolo dal vivo tra la protagonista e gli altri membri dell'equipaggio, inserisce molto presto una delle meccaniche totalmente nuove per la serie: l'overworld. In buona sostanza non è altro che il tabellone delle Wonderlands: il continente creato dalla mente di Tina stessa, dove si dipanano tutte le nostre (dis)avventure.

Niente più mappa stellare quindi e, al suo posto, troviamo un qualcosa di molto simile ai Final Fantasy più classici. Ogni volta che uscirete da una delle classiche mappe di Borderlands, più o meno grande che sia, ci ritroveremo a vagare con la nostra pedina all'interno del continente. La visuale si sposterà dall'alto e il nostro personaggio in versione super deformed potrà muoversi nell'overworld. Piuttosto che limitarsi a sfruttare la mappa disegnata in stile pergamena - che avevamo visto già durante la prova del mese scorso, le Wonderlands si tramutano in tutto e per tutto in un componente cardine del gameplay, con una loro percentuale di completamento, una serie di NPC e missioni secondarie, collezionabili e, paradossalmente, incontri casuali.

Tiny Tina's Wonderlands: aria di fantasy in quel del continente
Tiny Tina's Wonderlands: aria di fantasy in quel del continente

Con una strizzatina d'occhio anche ai Pokémon sarà possibile esplorare il continente seguendo dei percorsi sostanzialmente lineari, ma che man mano presenteranno delle deviazioni. Tra le strade disponibili per raggiungere un determinato dungeon, una cassa da aprire o un tappo di bottiglia che fungerà da shortcut, saranno infatti presenti anche dei cespugli. Camminare nell'erba alta significherà andare molto più lenti e attirare l'attenzione di una serie di nemici che dovremo sconfiggere dopo averli sfiorati. A quel punto verremo trasportati istantaneamente in un'arena che ricorderà la zona dove eravamo e che richiederà di uccidere un certo quantitativo di nemici per essere completata. Solo una volta conclusa si potrà aprire la ricompensa e tornare all'overworld o procedere per la stanza successiva fino al completamente dell'incontro.

Credeteci: l'overworld è molto più semplice da vivere che da raccontare, soprattutto per la poca immediatezza nello spiegare un sistema molto lontano da quello degli FPS, per quanto ibridati con l'RPG possano essere. A noi la trovata è piaciuta, sia in termini puramente stilistici - e anche qui evitiamo di rovinarvi alcune sorprese legate qua e la a Tina e alla sua poca attenzione per i beni materiali - ma soprattutto perché tenta d'inserire una variabile completamente nuova per la saga. Addirittura saranno presenti una serie di santuari da sbloccare tramite collezionabili raccoglibili in giro per il tabellone. Questi permetteranno di ottenere modificatori permanenti alle caratteristiche del nostro personaggio, aggiungendo così un ulteriore livello di personalizzazione oltre a una spinta in più al completamento.

Per assurdo questa scelta funziona molto meglio di quanto avrebbe potuto fare quel classico open world di cui tanto si parlava prima di Borderlands 3, senza per questo rinunciare a mantenere l'esperienza a misura d'uomo, oltre che simpatica e ironica.

Incantesimi e melee

Il cambio di approccio al gameplay ha visto qualche differenza anche nella variazione al gunplay. Per quanto il gioco resti ancorato alle bocche da fuoco e a volte crei un certo straniamento tra la consapevolezza della ruolata e l'avere un mitra tra le mani, Gearbox ha pensato bene d'implementare comunque gli incantesimi e le armi melee. I primi non sono altro che un vero e proprio pezzo di equipaggiamento che, al pari delle abilità di classe, aggiunge un ulteriore possibilità in combattimento. Ne abbiamo forse visti meno del previsto, ma siamo certi che il team approfondirà questo aspetto anche nel prossimo futuro, perché rappresenta un ulteriore elemento di personalizzazione importante all'interno della build. Stesso discorso per il melee. Asce, spade, martelli e altre tipologie di armi bianche possono essere ora usate al posto del semplice attacco corpo a corpo. Tenendo premuto il tasto relativo il nostro alterego continuerà a colpire con armi che, in alcune situazioni e seguendo determinate build, saranno in grado di essere molto più che un semplice utensile di supporto. Noi stessi l'abbiamo usata in più di una situazione difficile per alleggerire la pressione dei nemici e liberarci da qualche accerchiamento di troppo.

Il fantasy per Tiny Tina

Tiny Tina's Wonderlands: potevano mancare gli scheletri in una ruolata?
Tiny Tina's Wonderlands: potevano mancare gli scheletri in una ruolata?

Se l'overworld rappresenta una trovata totalmente nuova e che lascia ben sperare per il futuro, meno scontata era la gestione del personaggio e dell'inventario. Non ci troviamo nel mondo reale, qui è tutto frutto dell'immaginazione di Tina e fin dalla creazione del proprio avatar si riescono a notare una serie di differenze sostanziali. Le classi sono sei e vanno dal Brandimorte al Berserk, mettendo sul piatto build più fisiche o più magiche a seconda delle proprie esigenze.

Salire di livello con le missioni o tramite il piombo sparato vi permetterà di accumulare punti abilità e punti eroe. I primi son sempre i soliti, gestiti su menù ancora identici al passato e che variano da classe a classe. I secondi invece non sono altri che veri e propri punti caratteristica, da poter spendere individualmente per innalzare la propria forza, l'intelligenza, la destrezza e via dicendo. Tutti parametri che avranno effetto sulla vostra efficacia in battaglia e che vi assicuriamo richiederanno più attenzione di quel che potreste credere.

Tiny Tina's Wonderlands: preparatevi a conoscere le più disparate razze
Tiny Tina's Wonderlands: preparatevi a conoscere le più disparate razze

È evidente che l'archetipo richiami quel che già conosciamo da sempre sul mondo del gioco di ruolo, ma è con l'avanzare della campagna e lo sblocco della seconda classe che le cose si fanno davvero interessanti e sono in grado d'innalzare il livello del gameplay. Tiny Tina's Wonderlands è infatti il titolo con la più alta personalizzazione della saga. Quando il gioco vi permetterà di aggiungere una seconda classe attiva, avrete modo di spendere i vostri punti abilità sulle skill dell'uno o dell'altro albero, intervallando quanto meglio credete le abilità attive. Si passa dai minion come funghi e fenici - possono diventare due se sceglierete due specializzazioni che ne contemplino - passando per skill di supporto, fino a quelle più votate alla forza bruta.

Questa scelta di design, tutt'altro che rivoluzionaria, mette però parecchio pepe nella prosecuzione della propria build ed esplode totalmente nella fase di endgame del gioco, quando si attivano anche i livelli mito; così come dopo la campagna, quando sarà possibile scegliere un'altra classe ancora da intervallare con la seconda che avete già sbloccato.

Torneremo a parlare e ad approfondire l'endgame probabilmente in seguito, una volta che avremo avuto modo di testarlo più a lungo anche noi, ma la scelta di Gearbox di rimodulare le stanze degli incontri casuali per realizzare un concetto molto simile a quello dei Chalice Dungeon di Bloodborne è la trovata che davvero mancava al post campagna di Borderlands.

Una follia artistica

Tiny Tina's Wonderlands: un goblin è per sempre
Tiny Tina's Wonderlands: un goblin è per sempre

Tiny Tina's Wonderlands non si distacca molto da quel che già conosciamo più che bene dello stile di Borderlands. Un cel shading marcatissimo, l'intelligenza artificiale non certo stellare e una cifra stilistica a volte azzeccatissima altre più che anonima, fanno da sfondo all'ennesimo capitolo della serie. Siamo molto sinceri nel dirvi che questo spin-off ci ha però regalato alcuni scorci davvero suggestivi, complice anche la possibilità di esagerare ancor di più sfruttando l'immaginazione di Tina. A dirla tutta saremmo davvero curiosi di vedere le vostre facce una volta che avrete visto una certa scena, con certi razzi, su un certo orizzonte.

Purtroppo dobbiamo anche constatare che il codice review che abbiamo giocato, nella versione PC e tramite client Epic, non era esente da problemi tecnici. Per riuscire a farlo girare davvero fluido e senza grossi cali di frame abbiamo preferito bloccarlo a 60fps (con il v-sync abilitato a salvare la baracca dal maledetto tearing), abbassando ugualmente il refresh rate del nostro monitor 2K. Nonostante questo abbia risolto la problematica della fluidità, purtroppo non è mancato più di qualche crash a interrompere l'esperienza nel corso di questi giorni di test. È impossibile dire se la versione finale subirà le stesse sorti: siamo stati rassicurati dal publisher sul fatto che buona parte dei problemi verranno risolti dagli aggiornamenti al lancio, ma nell'attesa di verificarlo ve lo riportiamo per dovere di cronaca.

Nell'insieme abbiamo trovato un pelo meno curati ed esaltanti rispetto al solito la colonna sonora e il sound design in generale. Qualche problema di sync, un mix non evidentemente perfetto e la musica che ha girato nella nostra testa a gioco spento per meno tempo del solito, ci fanno comprendere che questo lavoro di limatura finale ha sofferto un po' della situazione covid e dello smartworking. Nulla che possa comunque rovinare il lavoro generale o che non possa essere sistemato attraverso degli aggiornamenti. Da segnalare anche che questa volta, purtroppo, non sarà presente il solito ed esageratissimo doppiaggio in italiano, lasciando spazio comunque allo straordinario cast originale.

Per il resto Tiny Tina's Wonderlands è il solito tripudio di colori, proiettili, loot e follia generale e chiunque sia ancora innamorato di questo stile potrebbe trovare in questo spin-off alcune vette davvero altissime per la serie. Se al contrario pensate che questo nuovo capitolo possa farvi apprezzare quel che fino a oggi non ha fatto per voi, allora lasciate perdere. Nonostante le novità siamo sempre in casa Gearbox e, a ben vedere, siamo davvero contenti che sia così.

Oltre la campagna

Parliamo poi di quelle che sono le meccaniche principali una volta raggiunto il livello 40 e portata a termine l'avventura. In Tiny Tina's Wonderlands i gradi guardiani di Borderlands 3 si sono tramutati in gradi mito. Raggiunto l'attuale cap al livello 40 si continuerà ad accumulare esperienza e a ogni avanzamento di livello si acquisiranno punti da spendere su una sorta di costellazione, a sua volta collegata a quattro nuove specializzazioni: Druido, Arcimago, Maestro della Spada e Cecchino. Sulla falsariga di quel che accadeva con la casualità dei gradi del terzo capitolo, anche qui ci si potrà specializzare a turno in tutte le caratteristiche, così da progredire con il personaggio per decine e decine di ore. Le camere del Caos invece sono da considerarsi le vere e proprie attività endgame. Per la prima volta totalmente procedurali - e prendendo ovviamente spunto dagli incontri casuali - permettono di vivere sempre partite diverse. Nei prossimi giorni torneremo a parlare proprio di questa parte del gioco con un approfondimento sull'endgame, quando avremo avuto modo di testarlo ancor più a fondo e in tutte le sue declinazioni. Nell'insieme l'impatto è comunque più strutturato e interessante di quello del precedente capitolo, a riprova di quanto questa produzione sia più contenuta, ma anche più a fuoco nel ritmo e nelle sue peculiarità.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Epic Games Store, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 59,99 €
Multiplayer.it
8.8
Lettori (21)
7.9
Il tuo voto

Tiny Tina's Wonderlands è in buona sostanza tutto quello che ci aspettavamo dal gioco. Divertente, scanzonato, esagerato e folle. Quel che ci ha però colpiti è che dimostra di essere anche qualcosina in più. Soprattutto lì dove devia il percorso, inserisce l'overworld con tutte le sue sfaccettature e aggiunge la doppia classe sul singolo personaggio, tenta quasi di compiere il sorpasso sul terzo capitolo numerato. Saranno il successo e il passaggio del tempo a dircelo. Ciò che è certo è che le potenzialità e il divertimento son sempre tutti lì, inamovibili!

PRO

  • Esagerato, sopra le righe ed esilarante come solo Borderlands sa essere
  • L'overworld è una trovata straordinaria e non è solo un orpello senz'anima
  • Quantità di contenuti davvero ottima unendo campagna principale e side quest
  • La doppia classe apre a tante combinazioni possibili

CONTRO

  • È leggermente meno rifinito del terzo capitolo
  • Avanzare nella campagna richiede a volte obbligatoriamente di livellare un po'