Navi spaziali e realtà virtuale 30

Tante novità attendono EVE Online, tra cui una sorpresa targata Oculus Rift

SPECIALE di Umberto Moioli   —   27/04/2013

Il secondo giorno all'EVE Fanfest 2013 è stato caratterizzato dalle novità e gli aggiornamenti che coinvolgono il padrone di casa, EVE Online. Come accennato all'interno dell'articolo di ieri il titolo gode di eccellente salute e dopo dieci anni consecutivi di crescita, nel futuro prossimo punta a rinnovarsi quel tanto che basta da proseguire la lunga striscia di risultati positivi che sta segnando. La profondità del gameplay, come sempre, è al centro dei pensieri degli sviluppatori e con Odyssey questo obiettivo verrà perseguito puntando sull'esplorazione. CCP vuole invitare i suoi giocatori ad uscire dai sistemi bazzicati normalmente ed iniziare a guardarsi attorno in cerca di nuove avventure.

Nel secondo paragrafo parleremo invece della novità più curiosa e inattesa dell'intero EVE Fanfest. EVR, spin of di EVE Online saltato letteralmente fuori dal nulla, si è dimostrato una tech demo niente male per Oculus Rift, visore che molti considerano il futuro della realtà virtuale da noi provato per la seconda volta dopo l'incontro dell'estate scorsa.

Odyssey e oltre

Reynir Hardarson, creative director, comincia la sua presentazione ripercorrendo la lunga strada che ha portato il titolo e la compagnia all'attuale composizione e ai successi degli ultimi anni. L'idea che nel 1999 ha ispirato i primi esperimenti, quella di avere migliaia di sistemi solari da esplorare, si è nel tempo modificata ed evoluta ma non è mai stata stravolta e disattesa. I passi falsi del 2011, dovuti al rilascio di contenuti non in linea con lo spirito del gioco e della community, sono serviti da lezione: non si scherza con l'investimento di tempo e denaro che centinaia di migliaia di persone hanno fatto nel gioco. Le due espansioni del 2012, culminate il dicembre scorso con il rilascio di Retribution, sono ritornate su quel binario concreto e coerente con l'universo fantascientifico creato da CCP che ha permesso all'MMO di spaziale di segnare numeri da record e continuare a crescere. EVE Online: Odyssey farà la stessa cosa, rifiutandosi di promettere feature stravolgenti ma lavorando sulla concretezza di idee studiate a partire dalle richieste degli utenti. L'esplorazione spaziale verrà stimolata attraverso un rinnovato sistema di estrazione dei minerali e gestione dei droni, una feature da lungo tempo attesa. E accompagnata da nuove abilità e inediti moduli dedicati allo scopo. I settori potranno essere indagati grazie ad uno scan rivisto e corretto, un make up che ha interessato anche la rimozione di alcuni menù e il redesign di altri, che ora hanno una più moderna forma a ringhiera. Un invito alle profondità spaziali verrà suggerito dalle missioni dei Career Agent, rivisti e corretti, e dai relitti abbandonati che, quando rinvenuti negli angoli remoti dei settori, avranno un nuovo minigioco che si frapporrà tra noi e il contenuto della stiva.

Oltre venti navi sono oggetto di un attento lavoro di ribilanciamento e cinque vascelli mai visti prima faranno la loro prima apparizione in Odyssey. Nuovi outpost ed eventi, infine, arricchiranno le sessioni di gioco spese a cercar fortuna in solitaria o in compagnia. Le modifiche sono davvero parecchie e i dettagli, per i giocatori appassionati, possono essere ritrovati sul blog ufficiale. Nel 2013 ci sarà un'altra espansione gratuita, la prima ad incominciare un percorso dedicato al tema della colonizzazione spaziale; un tragitto che porterà alla costruzione, per la prima volta ad opera dei giocatori stessi, di stargate capaci di aprire nuove frontiere. Purtroppo dopo dieci anni diventa un po' più semplice aggiungere profondità all'esperienza che trovare nuovi modi per attrarre delle reclute. Un compito assegnato a Dust 514, che in parte dovrà però essere perseguito anche da EVE Online. Magari sperimentando nuove tecnologie, come la realtà virtuale...

EVR

Come accade in altre compagnie, anche CCP stimola la creatività dei propri dipendenti lasciando loro del tempo libero nell'orario di lavoro. Qualche ora tutti i giorni per sperimentare e impegnarsi in progetti collaterali che potrebbero infine concretizzarsi in qualcosa di più grande. Circa due mesi or sono un piccolo gruppo di sviluppatori interni al team di Reykjavik ha deciso che era arrivato il momento di mettere le mani su Oculus Rift e creare un prototipo che, partendo dall'universo di EVE Online, puntasse a realizzare un'esperienza completamente nuova.

Scelto Unity, motore scalabile e facile da programmare oltre che già dotato di istruzioni specifiche, scritte con il supporto ad Oculus Rift in testa, in sette settimane è nato EVR, simulatore di combattimenti spaziali a bordo di piccole astronavi da guerra. Uno sparatutto in prima persona, di fatto, con tanto di visuale dal cockpit della piccola navicella e gameplay action che nulla ha a che vedere con quello di EVE Online, da cui prende solo l'ambientazione spaziale e l'estetica delle navi. Di fatto oltre l'80% dei materiali grafici è stato creato da zero, uno sforzo notevole per un prodotto che al momento non intende neppure diventare commerciale e rischia seriamente di restare confinato all'interno degli uffici di CCP, magari per apparire di tanto in tanto nel corso di eventi speciali come l'EVE Fanfest. Indossato Oculus Rift ci si ritrova catapultati nell'angusto abitacolo di una nave di classe Templar, con una trentina di secondi per prendere confidenza con l'inusuale visione stereoscopica a 360 gradi. L'ambiente non è molto definito e mancano dettagli importanti - ad esempio il corpo del pilota non si muove quando agiamo sui comandi - ma è impressionante guardarsi attorno e vedere i pannelli ricchi di informazioni, la curvatura del vetro e tutti gli altri particolari del cockpit. Lanciato il match, un classico 3 contro 3 lungo appena quattro minuti, le pareti dell'enorme hangar nel quale eravamo posteggiati scorrono rapide finché non si viene catapultati nello spazio aperto, liberi di controllare con lo stick analogico sinistro il mezzo sui tre assi dimensionali. Potersi guardare attorno è di per sé impressionante ma lo diventa ancora di più quando il movimento è finalizzato a seguire la traiettoria di un nemico o individuare i missili che ci hanno agganciato. I controlli sono semplici, con appena un paio di pulsanti necessari a controllare acceleratore e freno, ma l'ingegnoso sistema di puntamento dei missili, che tenendo premuto il grilletto sinistro attiva un reticolo che mira il punto da noi osservato, funziona e rende l'azione dannatamente frenetica.

Si tratta davvero di un prototipo, nulla che possa in questo stato raggiungere gli schermi degli utenti, ma da una parte ha dimostrato il dinamismo di CCP, che sperimenta in ambiti anche molto distanti da quelli degli MMO, e dall'altra i progressi fatti da Oculus Rift. Il visore al momento monta due pannelli da circa 7" per una risoluzione totale di 1280x800, anche se le dimensioni sono destinate a scendere sotto i 6", soprattutto per ragioni di peso, e la risoluzione a salire probabilmente fino a 1080p. Il problema è che, avendo i pannelli LCD a pochi centimetri dagli occhi, la definizione è molto bassa e la qualità dell'immagine rispetto allo standard a cui siamo abituati non è ancora soddisfacente. Comunque, accettato che non si tratta di un prodotto pronto per la vendita, si è dimostrato una volta di più qualcosa di davvero interessante, da tenere in grande considerazione per il futuro. Osservando l'universo di EVE nel suo insieme, l'impressione è che le cose vadano a gonfie vele e non solo grazie ad esperimenti come EVR. Una crescita costante, che difficilmente nei prossimi anni avrà enormi accelerazioni ma allo stesso tempo sembra non fermarsi mai.