Blizzard riscrive le regole del gioco

Finalmente si aprono le porte della beta di Overwatch, il nuovo arena shooter di Blizzard

PROVATO di Mattia Comba   —   29/10/2015
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A poco meno da un anno dall'inaspettato annuncio avvenuto allo scorso BlizzCon, Overwatch si è finalmente mostrato a una platea più ampia di giocatori grazie alla beta partita il 27 ottobre. La prima ondata di inviti ha dato accesso solamente a una minima parte dei richiedenti, ma per i prossimi mesi Blizzard ha intenzione di allargare progressivamente il numero di giocatori abilitando nuovi account - non ci saranno chiavi, quindi se qualcuno ve le offre non dategli retta - e arriverà ad aprire i server durante alcuni weekend per "stressare" a dovere l'infrastruttura online del nuovo titolo. Oltre al fattore tecnico, questa beta servirà fondamentalmente al colosso di Irvine per ricevere un primo importantissimo feedback dalla community, in modo tale da apportare i dovuti cambiamenti durante i mesi a venire. Il lancio ufficiale è attualmente programmato per un generico 2016, ma rimangono ancora molti i punti oscuri relativi allo sparatutto Blizzard. Innanzitutto non si sa ancora nulla di certo sul modello economico dietro al titolo e secondariamente alcune meccaniche non molto convincenti potrebbero essere figlie della natura transitoria della beta, per poi trovare nuove collocazioni alla release finale. Una cosa è certa già da subito però: ancora una volta Blizzard punta a riscrivere le regole del gioco.

La beta di Overwatch non è particolarmente ricca di contenuti, ma è dannatamente divertente da giocare

Imparare le basi

Partiamo dai contenuti. Essendo un arena shooter multiplayer 6 contro 6, finora Blizzard non si è dimostrata particolarmente innovativa nel plasmare modalità di gioco inedite e accattivanti. Ad attenderci nel client di gioco troviamo le modalità Conquista e Trasporto, con la prima che consiste nel prendere il controllo di due zone successive all'interno della mappa di gioco in cui una squadra difende e l'altra attacca. Le tre mappe per questa modalità sono il Tempio di Anubi ad ambientazione egizia, Hanamura immersa nelle pagode e negli alberi carichi di fiori di ciliegio e infine le strutture spoglie delle Industrie Volskaya.

Blizzard riscrive le regole del gioco
Blizzard riscrive le regole del gioco

Nella modalità Trasporto invece l'obiettivo della squadra attaccante è quello di scortare un carico al punto di consegna, mentre i difensori dovranno far di tutto per fermarli o per lo meno rallentarli fino allo scadere del tempo. Il carico si muove autonomamente una volta che un giocatore si trova nelle vicinanze, aumentando l'andatura se ne arrivano altri a supporto, ma allo stesso tempo seguirà un percorso pianificato che offrirà più di uno spunto ai difensori per stoppare l'avanzata degli avversari. Le ambientazioni in questa modalità sono quattro: Osservatorio Gibilterra, la londinese King's Row, Numbani ed El Dorado, tutte mappe ben differenziate l'una dall'altra e piene di anfratti, sporgenze, snodi e molteplici vie d'accesso lungo tutto il percorso del carico, in modo tale da non essere mai al sicuro e potenzialmente sempre esposti al fuoco incrociato nemico. In tal senso è normale trovarsi spaesati durante le prime partite vista la mancanza di una mini mappa su schermo, costretti a girare a tentoni per orientarsi e trovare la giusta posizione per trarre il massimo dal personaggio che abbiamo scelto. Qui il ventaglio di opportunità è piuttosto ampio per tipologie ed abilità, ma rimane ragionevolmente carente dal punto di vista quantitativo: attualmente sono diciotto gli eroi giocabili, divisi in quattro classi ben differenziate tra loro. Ci sono gli Attaccanti particolarmente efficaci per infliggere danni, i Difensori che da una parte forti delle competenze ingegneristiche eccellono nella protezione degli obiettivi sensibili, ma dall'altra grazie a scudi e torrette secondarie riescono a dare la giusta spinta nell'avanzata della squadra per primeggiare sugli avversari. Successivamente troviamo i Tank, bestioni con un'altissimo numero di punti vita e abilità quali barriere o la possibilità di curarsi per proteggere al meglio i compagni assorbendo i danni, e infine i Support, dediti a dispensare potenziamenti e preziosissime cure visto che manca la rigenerazione automatica dei punti vita, ma molto poco utili se impiegati direttamente in combattimento. La composizione della squadra sarà fondamentale, così come la coordinazione durante la partita, agevolata dalla presenza per la prima volta in un gioco Blizzard della chat vocale, alla quale si aggiungono tutta una serie di comandi predefiniti per comunicare ai propri compagni ad esempio il grado di riempimento della barra della ultimate o la necessità di aiuto per conquistare un obiettivo.

Due esordienti nella mischia

A differenza della build provata qualche mese addietro a Colonia, con la beta fanno il loro esordio due nuovi personaggi appartenenti rispettivamente alla classe Tank e Difesa. Il primo è Roadhog, un grasso combattente armato di rampino e fucile a pompa che eccelle nell'agganciare i nemici e tirarli verso di sé, accorciando le distanze per rendere devastante il suo bocca da fuoco.

Blizzard riscrive le regole del gioco
Blizzard riscrive le regole del gioco

La meccanica è già vista e rivista, si pensi alla frusta di Bulletstorm, o ai ganci di Thresh e Tritacarne in League of Legends e Heroes of the Storm, ma effettivamente nella team composition riesce a dare un aiuto sostanzioso contro alcuni personaggi spinosi, come Bastion spesso appostato in luoghi poco raggiungibili, oppure per trascinare giù da un palazzo Widowmaker, Reaper o Phara, tutti campioni capaci di sfruttare pienamente la verticalità delle mappe. La capacità di rigenerare la salute con Boccata d'Aria lo ripara in parte dai danni ravvicinati subiti una volta che si trova faccia a faccia con la sua preda, molto utile vista la mancanza di rigenerazione automatica dei punti vita. La sua Ultimate è la Porcata con la quale spara una raffica di proiettili che fanno meno danni del normale, ma hanno il grande vantaggio di respingere i nemici, liberando i punti di conquista o portando gli avversari oltre il limite delle mappe facendoli cadere nel vuoto. Il secondo personaggio è Junkrat, uno psicopatico con la gamba di legno e la passione per gli esplosivi. È molto pericoloso, ma altrettanto difficile da utilizzare con efficacia: le sue armi principali sono il lanciagranate a rimbalzo che richiede una certa pratica per adattarsi alla gittata e mandare a segno i colpi con regolarità, e le mine da piazzare nei punti nevralgici della mappa; inoltre quando muore rilascia diverse granate come ultimo regalino. Una volta caricata la Ultimate, possiamo utilizzare la Rotobomba, un drone kamikaze da guidare e far esplodere a piacimento, particolarmente utile sia contro un gruppo di nemici sia contro i camper vista la possibilità di scalare muri ed edifici arrivando alle spalle degli obiettivi. Entrambi funzionano bene e denotano il volere di Blizzard di rendere Overwatch il più movimentato e frenetico possibile, dando sia dal punto di vista del design delle mappe che delle abilità dei singoli personaggi un valido metodo per evitare il camping e costringerci a muoverci continuamente. Più in generale, tutti i personaggi ci sono piaciuti per caratterizzazione estetica e per il ruolo peculiare che trovano all'interno della partita, garantendo una vasta scelta ad ogni tipologia di giocatori, dall'amante incallito degli sparatutto che potrà mettere alla prova le sue abilità con cecchini e tiratori, ai meno avvezzi al genere che troveranno in personaggi come Mercy, Winston o Reinhardt una valida alternativa dove la mira non è tutto per farli rendere al meglio.

L’importanza del gruppo

Già da questa beta è chiaro come Overwatch sia un'esperienza votata all'immediatezza: è un titolo frizzante, frenetico e divertente, che innalza sopra a tutto il gioco di squadra piuttosto che le capacità individuali con mouse e tastiera, andando sicuramente a scontentare i puristi del genere che difficilmente lasceranno Counter Strike per immergersi nelle colorate ambientazioni Blizzard. Un po' come Heroes of the Storm ha riscritto in parte le regole dei MOBA discostandosi da sua maestà DOTA 2, così Overwatch si è spogliato di tutta una serie di sovrastrutture per offrire in primis varietà e semplicità, ma allo stesso tempo, proprio come Heroes of the Storm, bastano poche partite per far emergere la necessità di gestire la mappa e il parco eroi con una buona dose di tattica e strategia per primeggiare sulla squadra avversaria.

Blizzard riscrive le regole del gioco
Blizzard riscrive le regole del gioco

Le partite durano dai cinque ai dieci minuti, le armi si ricaricano all'infinito, ci sono un buon numero di medikit sparsi per le arene a patto di sapere dove cercarli e il sistema di punteggio tiene in considerazione altri fattori oltre al rapporto tra morti e uccisioni, andando a valorizzare i danni assorbiti, le cure e la partecipazione alla conquista degli obiettivi. Inoltre la possibilità di cambiare personaggio ad ogni respawn va ulteriormente a sottolineare la necessità di un approccio strategico alla partita, dove in base all'obiettivo della squadra, all'andamento del match, al tempo a disposizione e alla team composition avversaria modificare la propria scelta con i counter perfetti evita al match di entrare in stallo e annoiare. Tuttavia, questo non è sempre vero per via della possibilità di poter selezionare lo stesso eroe più volte all'interno della squadra, andando a sbilanciare troppo gli equilibri soprattutto nelle fasi finali della partita. Una situazione che non abbiamo apprezzato e che ha evidenziato tutti i suoi limiti quando ci siamo ritrovati ad assediare un obiettivo negli ultimi tre minuti contro una squadra formata da tre Bastion in modalità torretta a "camperare", difesi dai possenti scudi di due Reinhardt con Widowmaker a mirare da lontano. La necessità di variare personaggi nel proseguo della partita va ad alimentare ulteriori speculazioni sul modello economico adottato da Overwatch al lancio, che diventerebbe assai meno interessante se giocato con a disposizione solo una selezione ristretta di personaggi. Dall'altra parte però potrebbe seguire la strada tracciata da Heroes of the Storm offrendo eroi a pagamento e poi tutta una serie contenuti estetici aggiuntivi per rimpolpare le casse in pieno stile free to play. Continuando nel gioco delle illazioni però, ci risulta decisamente strana la totale mancanza del profilo giocatore così come un sistema per tenere traccia dei progressi e delle statistiche delle partite giocate. Inoltre ad attenderci a fine partita non troviamo punti esperienza ed oro, così come manca lo store presente invece all'avvio della beta del già citato Heroes of the Storm. La speranza è che all'imminente BlizzCon verranno sciolti i dubbi e che, insieme ad altri personaggi verranno annunciate nuove modalità e la tanto attesa data d'uscita.

CERTEZZE

  • Tanti personaggi, tutti ben caratterizzati
  • Gameplay unico adatto sia ai neofiti sia ai più smaliziati
  • Veloce, frenetico e divertente
  • Ottimo design delle mappe
  • Tecnicamente validissimo grazie all'inconfondibile stile Blizzard
DUBBI
  • Solo due modalità, entrambe poco originali
  • Avere più giocatori della stessa squadra con lo stesso eroe gli toglie parte del fascino
  • Non soddisferà i giocatori più hardcore