La lenta morte delle console portatili  171

Di tutti gli annunci fatti nelle ultime settimane, nessuno parla di console portatili. Come dovremmo interpretare questo silenzio?

SPECIALE di Giordana Moroni   —   26/03/2016
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Questi giorni sono stati decisamente intensi per l'industria videoludica: tra la realtà virtuale, l'ascesa dei visori e i misteriosi upgrade hardware che vedremo (si suppone a breve) su Xbox One e PlayStation 4, di carne al fuoco ce n'è parecchia, per non parlare dei rumor sul controller di NX. Ma che fine hanno fatto le console portatili? Dove sono finite Playstation Vita e Nintendo 3DS? Non una parola riguardo, nemmeno un piccolo annuncio di qualche gioco creato da sviluppatori indipendenti. Il silenzio a volte porta con se molte più verità e risposte di quanto si possa immaginare, dobbiamo quindi aspettarci un lento ed invisibile declino delle console portatili? Probabilmente sì.

Nessuno parla più di console portatili: non si staranno mica estinguendo?

In casa Sony

Senza voler essere cinici o polemici dobbiamo ammettere in tutta onestà che il destino di PlayStation Vita era segnato già da un pezzo. La cosa strana non è tanto il lento declino verso cui si dirige, ma il fatto che ad oggi in un modo o nell'altro ogni tanto se ne parli ancora. Probabilmente il tempo però sta giungendo al termine e questo è facilmente intuibile dal grosso progetto che sta portando avanti con grande convinzione ed estrema abilità Sony, ovvero PlayStation VR. Durante la GDC abbiamo avuto il piacere di parlare con Jim Ryan, presidente di Sony Computer Entertainment Europe (se volete leggere l'intervista per intero la trovate a questo link), che ha subito chiarito tutti i nostri possibili dubbi con una frase emblematica: "Siamo una compagnia che fa affari e abbiamo delle responsabilità verso i nostri investitori, quindi sono molto felice di poter dire che vendere PlayStation VR ci frutterà dei soldi, non sarà assolutamente un'operazione in perdita. Come ogni cosa nella vita bisogna trovare il giusto equilibrio tra l'offerta e il prezzo, penso abbiamo fatto un buon lavoro in questo senso". Una frase molto diplomatica nella quale, tra le righe, si può leggere un più pragmatico: vogliamo evitare di ripetere gli errori fatti con PlayStation Vita perché hanno portato grosse difficoltà economiche in azienda. Un suicidio finanziario basta e avanza. La parentesi console portatili per Sony probabilmente si era già chiusa con il successo della celebre PlayStation Portable e nell'immediato futuro non si vede all'orizzonte qualcosa di altrettanto potente.

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E in casa Nintendo

Mentre PlayStation Vita sembra già essersi incamminata verso il viale del tramonto, per Nintendo 3DS la situazione è meno definita. Anche Nintendo in questi ultimi giorni sta facendo parlare di sé per altri motivi, riferendoci ovviamente all'uscita di NX e delle continue immagini (false) del controller che circolano sul web, ma questo non significa che il supporto alla console portatile sia stato definitivamente sospeso. Nemmeno per PlayStation Vita è stato fatto, intendiamoci, ma guardando esclusivamente le uscite delle due console, Nintendo 3DS è maggiormente supportato sia dalla casa madre che dagli acquirenti. I presagi di un suo declino però possiamo fiutarli nell'aria, come quel fastidioso odore acre che precede un incendio: l'attenzione mediatica verso NX, la mancanza di esclusive forti e l'uscita di Miitomo sono tre segnali abbastanza chiari.

Il primo è facile da comprendere, del resto la grande N si avvicina sempre più verso l'annuncio della nuova console ed è normale e giusto che l'azienda sia totalmente assorbita da un evento di questo tipo. Volendo tenere le dita particolarmente incrociate c'è sempre la possibilità che la nuova console casalinga preveda l'uscita contemporanea di una portatile, poiché pensate per essere interconnesse tra di loro: molti sono stati i rumor che proponevano un'evoluzione naturale del GamePad Wii U, passando da semplice controller a console portatile autonoma, ma allo stesso tempo legata strettamente ad NX. Un ibrido quindi, che prevede la vendita di due console assieme ma utilizzabili anche separatamente, supportando soprattutto il forte trend che vuole il gaming più disimpegnato, più fruibile e legato a servizi come cloud e streaming. Anche se una prospettiva di questo tipo è più vicina ad una speranza che a un dato di fatto, nulla ci vieta per un attimo di riflettere riguardo e una decisione di questo tipo che aprirebbe veramente mille porte a Nintendo: la possibilità di spingere a livello marketing tutti i suoi giochi insieme o addirittura creare un unico supporto software per entrambe (magari gonfiando leggermente il prezzo, avete capito no?). La seconda è una mancanza di esclusive veramente forti per Nintendo 3DS e il discorso può essere tranquillamente fatto anche per PlayStation Vita. Torniamo nel passato e pensiamo a quei giochi concettualmente potenti che sfruttavano realmente le potenzialità della console, ve lo ricordate Another Code? Un puzzle game più unico che raro, non perfetto, certo, ma che aveva dimostrato con alcuni piccoli colpi di genio cosa volesse dire sfruttare realmente il potenziale di un console. Ora pensiamo alle uscite del 2015, c'è stato qualcosa di così forte? Forse, ma la maggior parte dei giochi usciti sono stati pubblicati anche per Wii U, qualche porting, anche esclusive ma senza quella verve innovativa che ha contraddistinto il periodo d'oro di Nintendo DS. E poi c'è Miitomo. Che questo momento sarebbe arrivato ce lo aspettavamo già dalla scorsa primavera, quando Nintendo aveva annunciato la sua partnership con il colosso giapponese DeNA, ma al di là di quanto possa convincere come applicazione, Miitomo è molto più di un'app, è una dichiarazione fatta a lettere cubitali, che recita grosso modo "siamo arrivati nel mercato mobile". E chi mai ha la possibilità, la volontà e le capacità di concentrare la propria attenzione contemporaneamente su una nuova console casalinga, una console portatile e il mercato mobile? Che Nintendo ci abbia abituato nel corso degli anni a piccoli miracoli è vero, ma stavolta non può più permettersi di rischiare così tanto.

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Un nemico comune

A prescindere dall'azienda d'appartenenza è chiaro chi sia il reale nemico delle gaming su console portatile: il mobile. A dirlo sono prima di tutto i numeri: PlayStation Vita ha venduto in totale appena 13.57 milioni di unità rispetto agli 80.82 di PSP, per le console Nintendo si parla di un divario ancor più grande visti i 58.52 milioni di Nintendo 3DS piazzati sul mercato contro i 154.88 di Nintendo DS (dati del 25/03/2016 su vgchartz.com). E mentre le unità di console portatili vendute diminuiscono di anno in anno, gli analisti Gartner stimano che l'industria mobile abbia prodotto dal 2010 oltre 6.7 miliardi di dollari. Guardando le unità vendute di PlayStation Vita e Nintendo 3DS niente è comparabile all'impennata che i giochi mobile hanno avuto negli ultimi anni e tutti ne sono ben consapevoli, persino Shuhei Yoshida, che ha dichiarato che per le console portatili attualmente "il clima non è salutare a causa dell'enorme dominio del mobile gaming". A questo punto una domanda sorge davvero spontanea: che senso ha continuare a lottare? È matematicamente impossibile competere con il mercato mobile, per una lunghissima serie di motivi.

Prima di tutto lo smartphone non è solo un oggetto essenziale nella vita quotidiana ma è soprattutto il simbolo che riflette il proprio status nella società contemporanea; stiamo parlando quindi di un oggetto che un persona deve in qualche modo possedere e nel momento in cui si investono cifre solitamente sopra i 300 euro, l'ultimo dei pensieri dell'acquirente medio è spendere altri soldi per una console portatile, tanto con uno smartphone si ha accesso a immensi store, giusto? Inoltre la velocità d'aggiornamento software e hardware degli smartphone non è minimamente comparabile a quello di una console portatile. Non mancano ovviamente alcune pecche, come un'interfaccia comandi inesistente e una durata della batteria relativamente breve, ma chiunque a fronte di un'ingente spesa sostenuta per uno smartphone è disposto a passare sopra questi piccoli nei. Molte delle persone che stanno leggendo probabilmente preferiscono comprare un cellulare economico e concentrare propri i risparmi su una vera console portatile, ma in questo scenario la minoranza siete voi. Quindi, riassumendo, l'unica alternativa è scendere in battaglia contro un device indispensabile, che può garantire molte ore di divertimento, più leggero e spensierato, che si propone anche come ottimo emulatore per i giochi vintage e che si aggiorna mediamente una volta ogni dieci mesi... anche il miglior stratega consiglierebbe di lasciar stare e tornare tutti a casa! Non è detto che il gaming su dispositivi portatili sparirà, semplicemente verrà affidato nel corso del tempo interamente al mobile: molti giocatori vedono questa prospettiva come disastrosa, l'invasione dei casual game e di tutti i Candy Crush che contamineranno il mondo duro e puro dell'hardcore gaming (come se questo effettivamente esistesse). Molto più semplicemente quello che accadrà sarà un naturale e fisiologico passaggio di staffetta che verrà seguito solo da quella fetta di pubblico interessata, un'evoluzione per altro che era stata annunciata da un futuristico quanto discutibile Nokia N-Gage nel lontano 2003; quel cellulare era davvero poco attraente ma solo ora con il senno di poi capiamo la portata della premonizione fatta in passato. E ai tempi quel cambiamento non piacque affatto, eppure... Nessun cambiamento all'inizio piace, ma come tutti impareremo a digerire anche questo.