I nuovi Titani  33

Approfittando del post-conferenza EA abbiamo potuto provare rapidamente la demo multiplayer di Titanfall 3: ecco le nostre impressioni

PROVATO di Pierpaolo Greco   —   13/06/2016

Non possiamo nascondere che ci avrebbe fatto sicuramente piacere provare la campagna single player di Titanfall 2, senza ombra di dubbio la principale novità del sequel firmato Respawn Entertainment che Vince Zampella ha svelato con i primi dettagli durante la conferenza Electronic Arts. Tuttavia l'unica, ghiotta opportunità che ci è stata concessa una volta terminata la presentazione, è stata quella di fare una velocissima partita al multiplayer del sequel. Un multigiocatore all'insegna del "more of the same", della precisa volontà da parte dello sviluppatore di battere la strada della continuità cercando di capitalizzare al massimo l'apprezzamento dei giocatori che aveva contraddistinto l'uscita di quella che a suo tempo fu un'esclusiva di Xbox 360 che aveva avuto una vita decisamente più breve di quanto si sarebbe meritata.

E se quindi dobbiamo per il momento mettere da parte tutta la nostra curiosità su una storia che ha moltissime incognite e che dovrebbe raccontare l'epopea di un soldato alle prime armi che aspira a diventare un pilota e si ritrova ad accompagnare un Titan veterano rimasto orfano del suo guidatore, ci siamo comunque potuti consolare con una sana sparatoria di una manciata di minuti che ci ha permesso di dare un'occhiata ad alcune delle novità di questo sequel. Prima di tutto parliamo della mappa, Boomtown, ambientata nei dintorni di un avamposto tecnologicamente avanzato, o almeno di quello che ne rimane, completo di piccoli capannoni e costruzioni, circondato da una zona boschiva e attraversato da una strada. Quindi abbiamo captato qualche dettaglio sulla modalità di gioco, Bounty Hunt, dove bisognava uccidere i Titan guidati dagli avversari e contrassegnati con una taglia confermando l'uccisione attraverso un attacco corpo a corpo finale con un altro colosso oppure facendo saltare il suo nucleo nei panni del pilota. La squadra con il punteggio più alto alla fine del conto alla rovescia portava a casa il risultato. In realtà era possibile influenzare lo score anche uccidendo gli appartenenti al team avversario all'interno della relativa zona di respawn. Il risultato, a occhio, ci è apparso essere estremamente frenetico complice anche il gameplay peculiare del gioco che ritorna qui praticamente identico al passato. Ai comandi del pilota le nostre azioni sono di una rapidità che a tratti può apparire sconcertante per chi non si è allenato a dovere con i Call of Duty più recenti: doppio salto, corsa, possibilità di correre sui muri e salire in groppa ai Titan alleati e avversari per avere rispettivamente un punto privilegiato da cui sparare, e anche un minimo di copertura, oppure per esporre il nucleo avversario e successivamente farlo esplodere con una granata. Una volta a bordo dei Titan, che possono essere richiamati sul terreno solo dopo aver ricaricato uno specifico indicatore compiendo azioni che concorrono alla nostra vittoria, il gameplay si trasforma offrendoci un grande senso di potenza e resistenza ai confini dell'immortalità, con il rovescio della medaglia rappresentato da una enorme lentezza e dalla facilità nel diventare bersagli dei colpi nemici. Sa tutto di già visto e sentito? Se siete giocatori del primo Titanfall è inevitabile visto che per l'appunto il multiplayer si limita a ripulire, aggiornare e rifinire tutte le meccaniche che avevamo già apprezzato nel predecessore.

Abbiamo giocato al multiplayer di Titanfall 2 e ci siamo goduti il suo gameplay frenetico e immediato

Ma dove sono le novità?

Durante la nostra velocissima prova abbiamo però potuto notare che, in concreto, ci sono alcune piccole novità che arrivano ad arricchire un gameplay che è comunque, ancora oggi, piuttosto originale e peculiare di un franchise che, molto prima dell'accelerazione esponenziale subita dal gameplay di Call of Duty, aveva provato a innovare spostando la bravura del giocatore verso la sua capacità di sfruttare l'ambiente e la sua verticalità, ancora prima dello sfoggiare la massima rapidità col grilletto. In primis sono aumentate a dismisura le abilità e le armi dei piloti.

Come sempre tornerà il sistema di configurazione del proprio loadout anche se nella nostra demo eravamo "bloccati" su tre classi preconfigurate che evidenziavano le componenti inedite. Tra quello che abbiamo potuto vedere e provare c'era un rampino che permetteva di agganciarsi a qualsiasi elemento dello scenario e anche ai Titan alleati e avversari per colmare velocemente lunghe distanze o finire in un attimo sulle spalle di un colosso con una tattica di "hit and run" molto proficua. Abbiamo visto in azione anche una sorta di clone olografico che può essere richiamato al volo e si limita a ripetere per una manciata di secondi le ultime nostre azioni precedenti alla sua attivazione e persino una sorta di onda stordente che mette in evidenza gli avversari nelle immediate circostanze per tutti i giocatori della squadra alleata. Non mancano poi vari tipi di granate e ovviamente armi inedite come un nuovo mitragliatore, un fucile da cecchino particolarmente efficiente che permette di sparare due colpi ravvicinati per aumentare esponenzialmente le possibilità di colpire l'avversario o di farne fuori due in contemporanea se per esempio sono piazzati in fila indiana. Abbiamo poi visto in azione anche un lancia granate e un lanciarazzi di nuova concezione che oltre a sparare i classici missili permette anche di caricare un colpo potenziato per convogliarlo contro il Titan di turno. Rimane quindi il dualismo tipico del gameplay nei panni del soldato tra arma dedicata all'uccisione di altri piloti e bocca da fuoco disegnata appositamente per cercare di scalfire un minimo la corazza dei giganti anche se l'obiettivo è sempre di essere abbastanza rapidi per caricare il proprio Titan così da poterlo evocare, salirci a bordo ed esibirsi in tattiche più avanzate nel tentativo di capovolgere l'esito della partita.

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Nella demo erano poi sbloccati due dei sei giganti che saranno a disposizione del giocatore: un bel salto in avanti rispetto ai tre del precedessore. Abbiamo dato un'occhiata ad entrambi evidenziando delle interessanti differenze in termini di giocabilità: da un lato c'era lo Scorch, abbastanza veloce, armato di un enorme cannone in grado di sparare singoli colpi alla termite con una ricarica piuttosto lenta e dotato di tre abilità speciali: uno scudo in grado di squagliare i colpi nemici e danneggiare gli avversari più vicini, una sorta di cazzotto contro il terreno che faceva partire un fascio di termite in linea retta e un barile che poteva essere lanciato e poi fatto esplodere con un colpo di fucile per lasciare sul terreno una gigantesca pozza infiammata in grado di provocare danni nel tempo. L'ultimate era un ulteriore colpo sul terreno in grado di far partire una vampata di fiamme in un arco frontale piuttosto vasto. L'altro Titan era invece l'Ion: un gigante estremamente corazzato armato di un fucile a ripetizione e delle consuete tre abilità speciali più una ultimate.

Immancabile lo scudo classico con la possibilità di respingere i proiettili avversari, c'era poi una coppia di mine che potevano essere depositate sul terreno e collegate da un filo che funzionava da innesto e un raggio laser ad altissima penetrazione che poteva essere sparato da una spalla. Il colpo finale era un ulteriore colpo ad alta intensità che partiva dal torace del colosso ed era in grado di provocare danni enormi rallentando di molto la nostra mobilità durante la bordata. Per tutto il resto, come abbiamo detto in più occasioni in questo articolo, ritorna tutto quello a cui ci eravamo abituati con il primo Titanfall come ad esempio la possibilità di far muovere in automatico il proprio Titan attraverso una serie di preset dell'intelligenza artificiale, di scendere in qualsiasi momento, di esibirsi nel parkour più estremo senza disdegnare la possibilità di finire l'avversario con i colpi in mischia. Questi ultimi in particolare assumevano ancora più spessore per le lunghe animazioni che caratterizzavano i colpi dei giganti, a quanto pare diversi in base al modello e pronti ad aprire la strada ai Titan che saranno armati di spadone o altra arma da mischia ma che purtroppo in questa prova non erano disponibili. Tecnicamente il titolo sembra aver fatto un deciso passo in avanti, pur non continuando a stupire in termini grafici. Sicuramente è stato interessante notare che su PlayStation 4, la piattaforma da noi provata, il gioco girava fluidissimo, quasi sicuramente a 60 frame al secondo ma una certa sensazione di staticità dello scenario e l'interattività ridotta ai minimi termini, ci hanno fatto capire in un attimo che il sequel non è sicuramente potenziato dal Frostbite e molto probabilmente è rimasto ancorato al Source Engine aggiornato per l'occasione. Non mancheranno comunque numerose novità su Titanfall 2 che arriveranno sicuramente in occasione della GamesCom di Colonia e poco dopo quando potremo divertirci con l'immancabile beta già annunciata e che precederà, non sappiamo ancora di quanto, l'uscita del gioco prevista per il 28 ottobre su PC, Xbox One e PlayStation 4.

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CERTEZZE

  • Finalmente arriva la campagna single player offline
  • Numerose aggiunte ai piloti e ai Titan per cercare di aumentare la varietà dell'azione
  • Torna quel gameplay frenetico che ha contraddistinto il predecessore

DUBBI

  • È più un "more of the same" piuttosto che un sequel innovativo
  • Rischia di rimanere schiacciato da avversari più noti e blasonati